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	<title>carne processata Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; Terza parte</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: carne rossa e carne processata In questa terza parte dell&#8217;articolo: È la dose che fa il veleno, fermeremo l&#8217;attenzione sulla carne e precisamente sulle carni rosse e quelle processate. Nel 2015 l&#8217;International Agency for Research on Cancer (IARC), ha inserito la carne rossa nella classe 2A, catalogandola dunque come sostanza probabilmente cancerogena, e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #339966;"><strong>E&#8217; la dose che fa il veleno: carne rossa e carne processata</strong></span></h6>
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<p>In questa terza parte dell&#8217;articolo: È la dose che fa il veleno, fermeremo l&#8217;attenzione sulla carne e precisamente sulle carni rosse e quelle processate.</p>
<p>Nel 2015 l&#8217;International Agency for Research on Cancer (IARC), ha inserito la carne rossa nella classe 2A, catalogandola dunque come sostanza probabilmente cancerogena, e similmente ha fatto anche con la carne processata (insaccati, salumi ecc), inserendola però nella categoria 1, classe di appartenenza delle sostanze certamente cancerogene, come tabacco ed etanolo.</p>
<p>Tale decisione ha suscitato discussioni, contestazioni, timori, resistenze a livello mediatico. False informazioni si sono propagate molto velocemente.</p>
<p>Nonostante i continui interventi dell’OMS per chiarire il misunderstanding, permane ancora molta confusione, perciò cercherò̀ di facilitare la comprensione dei dati, rispondendo alla domanda: “La carne rossa fa male?”. <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1760" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">Facciamo un pò di chiarezza</span></h6>
<p>Cominciamo col dire che la classificazione di cancerogenicità effettuata dagli enti scientifici, non implica una valutazione diretta del rischio, ma indica che gli studi condotti sono robusti e affidabili e consentono di affermare con maggiore sicurezza che questi alimenti possono aumentare il rischio di malattie.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Ogni associazione ha fornito le proprie raccomandazioni di assunzione sulla base delle quali, io consiglio ai miei pazienti: massimo 500 grammi a settimana, suddivisi in non più di 100 grammi di carni lavorate (processate) e non più di 400 grammi di carne rossa “semplice”.</p>
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>È, però, doverosa una precisazione riguardo le carni lavorate (processate), siano esse bianche o rosse. Essendo inserite nella categoria 1, il limite di 100 grammi a settimana non è un limite di sicurezza (come invece avviene per le carni rosse), ma una soglia di accettabilità. <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1754" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Infatti la frase: “Meno è meglio” in questo caso calza a pennello.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cosa sono le carni processate?</span></h6>
<p>Con questo termine si intendono carni che abbiano subito un processo di lavorazione che ne prolunghi la conservazione o ne alteri il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura o aggiunta di conservanti (es. salumi).</p>
<p>I fattori più probabili, che rendono la carne processata più nociva per la salute, potrebbero essere diversi, vediamone una breve carrellata;</p>
<ol>
<li>  presenza eccessiva di Sodio</li>
<li>  presenza di conservanti come Nitriti e Nitrati che potrebbero, nel nostro organismo, convertirsi in Nitrosammine svolgendo un’azione cancerogena</li>
<li>presenza di Porfirine, potenzialmente responsabile se in eccesso, di infiammazione e tumori</li>
<li>presenza eccessiva di grassi saturi. <img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1756 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p>Perciò, come consiglio ai miei pazienti, anche in questa circostanza, non esagerando e attenendosi alle sopracitate soglie di assunzione, potremo consumare la nostra carne in serenità̀.</p>
<h6><span style="color: #339966;">In conclusione:</span></h6>
<p>Abbiamo iniziato questo articolo chiedendoci quanto ci fosse di vero in alcune affermazioni allarmistiche su determinati alimenti. Dopo quanto detto, possiamo con sicurezza affermare che la frase di Paracelso si rivela essere ancora oggi un vero e proprio paradigma: l’importante è conoscere quale sia effettivamente “La dose”.</p>
<p>Riassumendo: che significato dare ancora oggi alla frase di Paracelso &#8220;E&#8217; la dose che fa il veleno?&#8221;  A me piace dire: Nessun divieto, solo buon senso.</p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla seconda parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E’ la dose che fa il veleno – seconda parte</a>)</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/le-carni-rosse-fanno-male-alla-salute">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/le-carni-rosse-fanno-male-alla-salute</a></p>
<p><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro</a></p>
<p><a href="https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/170615">https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/170615</a></p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista.<br />
Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE. Queste due sostanze ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6><strong><span style="color: #24bd70;">È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte</span></strong></h6>
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<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE.<br />
Queste due sostanze sono quelle che negli ultimi anni sono entrate maggiormente nell’occhio del ciclone, con titoloni sensazionalistici.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza.</p>
<p>Innanzitutto, stiamo parlando di due composti che si generano solo quando la cottura viene effettuata ad altissime temperature, come nel caso del barbecue o della frittura. Per quanto ci siano delle analogie nei due composti, li esaminiamo separatamente in modo da non generare ulteriore confusione. E capiamo anche qui se è la dose che fa il veleno.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cottura alla brace </span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1739" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />1) BENZOPIRENE: è il piú studiato Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA), classe di sostanze correlate al rischio di cancro, in particolare del colon-retto. Il benzopirene si genera durante la cottura di proteine animali, per via della combustione di legna/carbone o a causa di un processo che prende il nome di Pirolisi. Quest’ultimo avviene quando il calore elevato di una fiamma, danneggia le strutture di proteine e grassi presenti nell’alimento.</p>
<p>Quindi ci dobbiamo preoccupare? Nì, perché occorre prestare attenzione. In che modo?</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Come suggerisce il sito dell’AIRC, limitando le occasioni di cotture estreme che mettono in contatto gli alimenti con carbone e fiamme e rimuovendo l&#8217;eventuale crosticina nera dalle bistecche.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Frittura</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1743" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />2) ACRILAMMIDE: Molecola organica che si forma negli alimenti amidacei (pane, patate ecc&#8230;) a seguito di esposizione ad alte temperature, come avviene ad esempio nel caso della frittura.<br />
Il rischio di tumore è stato accertato solo negli animali da laboratorio esposti ad un quantitativo di acrilammide 10.000 volte superiore a quello assunto normalmente con l’alimentazione umana. Per tale ragione, mi sento di dire che possiamo stare tranquilli. Specialmente se stiamo seguendo un profilo nutrizionale di stampo mediterraneo che di fritture, ad es., ne contempla ben poche.</p>
<p>Un modo, in ogni caso, per concedersi ogni tanto una frittura senza troppe preoccupazioni, è quello di scegliere un olio che possegga una buona resistenza alle alte temperature, che presenti, quindi, un Punto di Fumo elevato.</p>
<p>Il punto di fumo è un parametro molto importante: possiamo definirlo come la soglia termica oltre la quale si cominciano a sviluppare composti tossici e un caratteristico fumo dal colore scuro. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1740" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Gli oli che risultano più idonei alla frittura sono quello di arachidi e l’Extra Vergine di Oliva.Però non basta scegliere un buon olio per ottenere una frittura corretta sia dal punto di vista sensoriale che nutrizionale, bisogna anche adoperare una serie di accorgimenti.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Questi gli accorgimenti più importanti:</p>
<ol>
<li>gli alimenti dovranno essere completamente immersi nell’olio</li>
<li>la durata della frittura non dovrà superare i 10 minuti</li>
<li>una volta conclusa la frittura sarà necessario adoperare un panno carta per asciugare l’olio in eccesso</li>
<li>non riutilizzare mai l’olio</li>
<li>la temperatura dell’olio dovrà essere corretta.</li>
</ol>
<p>Importante il punto 5): la temperatura ottimale non dovrà essere né troppo elevata per evitare che l’alimento risulti bruciato in superficie e crudo all’interno, né troppo bassa per evitare di ottenere un prodotto unto e poco croccante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1745 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">E&#8217; bene sapere :</span></h6>
<p>Infine, ci tengo anche a sfatare un falso mito fin troppo diffuso:</p>
<p>l’olio non aumenta magicamente le proprie calorie durante la frittura. Infatti, facendo parte della categoria dei Lipidi (Grassi), manterrà sempre un tenore calorico di circa 9 Kcal per grammo, sia da crudo sia da cotto.</p>
<p>Ma quindi perché per mantenere la linea ci dicono sempre di non friggere?</p>
<p>Semplice, è dovuto al fatto che mentre aggiungendo olio a crudo esso rimarrà in superficie, durante la frittura l’alimento tenderà inevitabilmente ad assorbirlo, aumentando di fatto il quantitativo calorico del piatto.</p>
<p><strong>Fine seconda parte</strong></p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla terza parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Terza parte</a>)</p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
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<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista. Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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