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	<title>uomini Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità femminile e alimentazione</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi alla menopausa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue fino all’età adulta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterine, tubariche, ovulatorie/ormonali cervicali, vaginali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione va posta nella prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmesse che possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1650" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Alimentazione e stili di vita non corretti sono fattori altrettanto importanti e degni di ulteriore attenzione. Vediamo.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Alimentazione e fertilità</strong></span></h6>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo positivo dell’alimentazione</em></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Alcuni cibi possono svolgere un ruolo positivo sulla fertilità, es. alimenti contenenti:</p>
<ul>
<li>vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e folati (aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni)</li>
<li>la vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza</li>
<li>situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno</li>
<li>il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</li>
<li>Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe costituire un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</li>
<li>un ruolo positivo è confermato agli acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo negativo dell’alimentazione</em></span></h6>
<ul>
<li>anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</li>
<li>il consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</li>
<li>controverso l’effetto dei latticini: studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, alcuni riportano deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>L’importanza degli stili di vita</strong></span></h6>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Insidiosi per entrambi i sessi sono le cattive abitudini comportamentali, i disturbi alimentari e gli inquinanti:</p>
<ul>
<li>fumo: premessa la cancerogenicità dei diversi componenti del fumo di sigaretta, la nicotina e altre sostanze contenute nel tabacco e nella carta compromettono la salute degli spermatozoi, in particolare danneggiano e riducono la mobilità; le donne fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento, di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici e vanno incontro a menopausa in media due-tre anni più precocemente.</li>
<li>alcol: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi</li>
<li>infezione sessualmente trasmesse spesso misconosciute, possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine, quindi è necessario ribadire l’importanza della prevenzione</li>
<li>eccessiva o ridotta attività fisica, stress-psico fisico e disturbi alimentari (eccessiva magrezza ed obesità) influenzano la fertilità provocando una alterazione del profilo ormonale</li>
<li>inquinanti ambientali/alimentari (sostanze chimiche derivanti prevalentemente da rifiuti industriali, insetticidi, fungicidi ed erbicidi) agiscono come interferenti endocrini, in quanto hanno la capacità di mimare o interferire con i nostri ormoni e provocare effetti tossici sul feto e sul liquido seminale.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #008000;">Conclusioni</span></strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Sia per la donna sia per l’uomo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte))</a>, l&#8217;alimentazione riveste un ruolo importante tra le cause di infertilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fertilità richiede uno stile di vita adeguato ovvero:</p>
<ul>
<li>una alimentazione sana, prediligendo la dieta mediterranea</li>
<li>comportamenti corretti che minimizzino quanto più possibile fattori di rischio quali il fumo, l&#8217;abuso di alcol, la promiscuità sessuale, l’obesità, la eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l’eccessiva attività fisica, l’uso di anabolizzanti e l’esposizione a fattori tossici alimentari ed ambientali laddove possibile.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"> Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione </strong><strong><br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cistite ed alimentazione La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo. Vediamo nel dettaglio. Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali. La ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite ed alimentazione </strong></span></h5>
<p>La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio.</p>
<p>Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali.</p>
<p>La vescica è un organo impari e mediano situato nel bacino <em>(più semplicemente un organo muscolare  singolo e cavo) </em>ed ha la funzione di raccogliere l’urina, come un serbatoio, ed espellerla mediante meccanismi complessi.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>La maggiore incidenza della cistite nelle donne rispetto agli uomini</strong></span></h5>
<p>Come dicevamo, la cistite è più diffusa nelle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Fattori favorenti nelle donne sono: l’uretra breve, l’irregolarità dell&#8217;alvo, l&#8217;età (menopausa), la presenza di un prolasso, l’uso di anticoncezionali, i rapporti sessuali.</p>
<p>Nell&#8217;uomo i fattori predisponenti sono l’ipertrofia prostatica, le prostatiti, le uretriti , le balanopostiti (infezioni del prepuzio e glande molto spesso spia di alterato metabolismo glicemico).</p>
<p>In entrambi i sessi può incidere la concomitanza di molteplici fattori, come le malattie metaboliche (es. il diabete), la calcolosi, la presenza di diverticoli sia essi vescicali che intestinali e ancora disturbi dello svuotamento vescicale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1152" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un cenno a parte merita la cistite in gravidanza, dovuta sia all’aumento in circolo del progesterone sia all’ingrossamento dell’utero gravidico con conseguente stasi urinaria (per la dilatazione e compressione della via escretrice).  A ciò può aggiungersi una stipsi cronica e l’insorgenza del diabete gravidico.</p>
<p>Sia negli uomini sia nelle donne, un ruolo fondamentale riveste l&#8217;alimentazione.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Sintomi </strong></span></h5>
<p>La sintomatologia è data da uno o più sintomi quali un dolore sovrapubico, bruciore e dolore minzionale, aumento della frequenza della minzione con emissione di scarsa quantità di urine  a volte torbide e maleodoranti, la  presenza o meno di sangue e che si può manifestare come macroematuria (sangue evidente ad occhio nudo)  oppure come microematuria  (valorizzato soltanto in laboratorio).</p>
<p>A volte può subentrare la febbre qualora venga interessata la via urinaria superiore ovvero la pelvi renale e/o il parenchima renale.</p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Classificazione e diagnosi</strong></span></h5>
<p>Le cistiti, nella pratica clinica sono classificate come acute o croniche, complicate (se interessano anche la via urinaria superiore) e non complicate (se, invece,  si limitano alla vescica).</p>
<p>Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono batteri e miceti più raramente virus .</p>
<p>I germi più frequenti sono quelli che vivono nel colon ove costituiscono la normale flora intestinale, di questi più frequente è l’ Escherichia Coli (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a></p>
<p>I germi che cambiano habitat e passano nella via urinaria (per cause  varie come ad esempio un alvo diarroico  o stitico) diventando virulenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La diagnosi, oltre che chiaramente sui segni/sintomi clinici  sopra menzionati, si basa e si completa mediante:</p>
<p>&#8211; l’ esame microscopico delle urine, che rileva la presenza di globuli bianchi, globuli rossi e di batteri</p>
<p>&#8211; l’esame colturale che tipizza il germe. quantizza le colonie batteriche e mediante l’antibiogramma saggia gli antibiotici a cui il germe è più sensibile</p>
<p>&#8211; l’ecografia dell’apparato urinario utile per escludere cause favorenti come calcolosi, diverticoli etc.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Terapia</strong></span></h5>
<p>La terapia consiste:</p>
<p>&#8211; nella somministrazione di antibiotici: questa deve essere sempre ben valutata, in quanto non sempre la presenza di batteri richiede l’uso di antibiotici i quali  possono creare resistenze e rendere più virulenti gli agenti patogeni</p>
<p>&#8211;  nella idratazione costante (poco e spesso almeno due litri di acqua distribuiti durante la giornata)</p>
<p>&#8211; nell’assunzione di fermenti lattici per il ripristino della flora saprofita intestinale</p>
<p>&#8211; nell’uso di integratori a base di mannosio, di prodotti rossi , zinco, una ursina, lactobacilli etc…</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite e comportamento alimentare</strong></span></h5>
<p>Un ruolo rilevante nell’insorgenza dei disturbi del basso tratto urinario, spetta alle cattive  abitudini comportamentali-alimentari, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; una scarsa idratazione  diminuisce il volume urinario, aumenta la quantità di soluti irritativi e permette una maggiore moltiplicazione di germi</p>
<p>&#8211; l’abuso di carboidrati (pazienti diabetici), spezie ,piccante e alcool  che aumentano l’adesività batterica scatenando una infezione.</p>
<p>&#8211; l’uso non controllato di anabolizzanti ed ormoni</p>
<p>Importante, nello stile di vita, avere una corretta  igiene  intima, una regolare attività fisica, una corretta alimentazione bevande alcoliche e gasate</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Consigli in caso di sintomatologia cistitica: </strong></span></h5>
<p>&#8211; assumere antibiotici, ma solo sotto diretto controllo medico</p>
<p>&#8211; idratazione abbondante (1 bicchiere d’acqua ogni due ore, bere poco e spesso, favorire lo svuotamento vescicale soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale.</p>
<p>&#8211; osservare un corretto regime alimentare, prediligere cibi acidificanti e ricchi in fibra, che proteggono la mucosa vescicale diminuendo l’adesività batterica, evitare spezie, piccanti insaccati, zuccheri,  grassi saturi e bevande alcoliche e gasate, preferire cottura dei cibi a vapore o a pressione o su piastra</p>
<p>&#8211; regolarizzare l’alvo sia esso stitico che diarroico mediante assunzione di alimenti che ripristinano la flora intestinale (yogurt)<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1161" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1024x577.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-768x433.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1536x866.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Superfluo appare raccomandare di rivolgersi  al proprio medico e  su  sua indicazione  se necessario allo specialista.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
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		<title>Microbioma: attività sessuale e riproduttiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 10:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ricerche sul microbioma sono inarrestabili anche in ordine agli effetti sull’attività sessuale e riproduttiva. E appassionante davvero appare la ricerca nel nostro ambito di studio. Già qualche tempo fa, alcune ricerche avevano, infatti, rilevato che i cambiamenti indotti dalla dieta nel microbioma dello sperma incidono sul microbioma riproduttivo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/). Secondo altri studi, sebbene da confermare, pare che Escherichia coli , ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le ricerche sul microbioma sono inarrestabili anche in ordine agli effetti sull’attività sessuale e riproduttiva. E appassionante davvero appare la ricerca nel nostro ambito di studio.</p>
<p>Già qualche tempo fa, alcune ricerche avevano, infatti, rilevato che i cambiamenti indotti dalla dieta nel microbioma dello sperma incidono sul microbioma riproduttivo (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/).</a></p>
<p>Secondo altri studi, sebbene da confermare, pare che <em>Escherichia coli</em> , ad esempio, riduca la motilità degli spermatozoi , come <em>Prevotella </em>e<em> Bordetella</em>, mentre <em> </em>uno sperma “vitale” è riferibile a <em>Lactobacillus</em> e <em>Gardnerella</em>.</p>
<p>Nelle donne, la presenza di <em>Lactobacillus</em> spp. ,nei follicoli ovarici e nell’endometrio, porterebbe ad una maggiore probabilità di fecondazione, naturale o assistita. Al contrario la fecondazione potrebbe essere compromessa dalla presenza di  <em>Propionibacterium </em>e<em> Streptococcus</em> spp.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Monogamia e compatibilità sessuale</span></h5>
<p>I microbiomi riproduttivi influenzano allora  la “compatibilità sessuale” e il successo della fecondazione?</p>
<p>C’è da porre attenzione alla compatibilità  e alla “tolleranza” reciproca dei microbiomi tra i partner. La mescolanza tra le specie batteriche dei partner non solo ne aumenta la varietà, ma potrebbe anche rivelarsi non “benefica”. Soprattutto per la donna che potrebbe reagire con una risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi.</p>
<p>Da ciò deriva che: un eiaculato con un microbioma simile a quello della femmina inseminata non provocherebbe se non una limitata risposta immunitaria. E allo stesso modo eiaculati con specie batteriche benefiche potrebbero essere trattenuti dalla femmina che ne scarseggia o ne risulta priva.</p>
<p>In relazioni monogamiche stabili prevale la similarità delle popolazioni microbiche. Naturalmente in relazioni “poliamorose” la tendenza è inversa: ridotta similarità, maggiore varietà e diversità.</p>
<p>Ne consegue anche che l’attività sessuale in sé influenza in maniera considerevole la modificabilità e la varietà del microbiota dei partner.</p>
<p><em><strong>Bibliografia:</strong><span lang="EN-US">The Reproductive Microbiome: An Emerging Driver of Sexual Selection, Sexual Conflict, Mating Systems, and Reproductive Isolation </span><span lang="EN-US">Melissah Rowe, </span><span lang="EN-US">Liisa Veerus,</span><span lang="EN-US">Pa ̊l Trosvik,</span><span lang="EN-US">Angus Buckling </span><span lang="EN-US">and Tommaso Pizzari;<a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3Fshowall%3Dtrue"> </a></span></em><br />
<a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3Fshowall%3Dtrue">https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3<br />
Fshowall%3Dtrue </a></p>
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		<title>Sessualità e differenze di genere: cosa c&#8217;entra l&#8217;alimentazione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 13:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sessualità e differenze di genere? Chiariamo, innanzitutto, alcuni concetti base. Genere o sesso? Il termine genere ha, negli ultimi anni, sostituito il termine sesso in vari contesti: l’appartenenza al maschile e al femminile ha giocato anche sul piano verbale la sua battaglia di differenziazione e, insieme, di liberazione. Con la particolare, e contestuale, apparente contraddizione: affermare insieme la differenza (non ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sessualità e differenze di genere?<br />
Chiariamo, innanzitutto, alcuni concetti base.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Genere o sesso?</strong></span></p>
<p>Il termine <em>genere</em> ha, negli ultimi anni, sostituito il termine <em>sesso</em> in vari contesti: l’appartenenza al maschile e al femminile ha giocato anche sul piano verbale la sua battaglia di differenziazione e, insieme, di liberazione. Con la particolare, e contestuale, apparente contraddizione: affermare insieme la differenza (non siamo uguali) e l’uguaglianza (siamo uguali).<br />
Così, la sociologia, la biologia, la sessuologia, le neuroscienze si impegnavano a definire contenuti di ruoli (di genere) e identitari (identità sessuale): senza, nello stesso tempo, tralasciare di capirne ed affermarne, fluidità e transizioni. Dall&#8217;altro lato, la legge, negli Stati di diritto moderni, si impegnava a proclamare l’assoluta uguaglianza tra gli esseri umani “senza distinzione di sesso”.</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">Uguali o diversi?</span></strong></h5>
<p>Uguali o diversi? È la domanda sottesa in ognuna di queste scienze. Ed è la domanda che ognuno di noi si pone: e alla quale, diciamolo con sincerità, si risponde in un modo o nell’altro a seconda dell’obiettivo del momento e delle situazioni.<br />
L’approccio tecnico-scientifico (di tutte le scienze) non può che dare, però, che una sola risposta: uomini e donne, maschi e femmine, non sono uguali, a dispetto di quello che, sbandierando, e non sempre a ragione, la legge, invece si vuol far credere.<br />
La biologia, le neuroscienze, la sessuologia sul punto sono chiari: da dove nasce l’equivoco allora?<br />
Innanzitutto, da un errato concetto di uguaglianza giuridica, che sarebbe più esatto chiamare parità.</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>L&#8217;uguaglianza è il riconoscimento delle differenze</strong></span></h5>
<p>Uguaglianza non vuol dire non avere differenze: se una legge non riconosce le differenze, le conculca, le nega, le emargina. Le differenze devono, invece, essere conosciute e riconosciute perché devono essere tutelate. L’uguaglianza normativa esiste solo a parità di condizioni: se le condizioni non sono pari, uguaglianza è prenderne atto e dare tutela, colmando i divari. E non fingere che non esistano.<br />
Anche la medicina, sino a qualche tempo fa, ha trattato come uguali le donne e gli uomini. Ha, poi, scoperto che sintomi e cure di malattie, negli uomini e nelle donne, non possono ricevere sempre pari trattamento: ora si parla di medicina di genere.<br />
E, a dire il vero, l’Italia, dallo scorso 30 maggio, è il Paese, sul punto, più avanzato d’Europa. Ha, infatti, adottato il “Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere”. Ha dato, cioè, esecuzione ai principi della medicina moderna: “centralità del paziente” e “personalizzazione delle terapie”. Ed ha, conseguentemente, previsto interventi precisi e specifici nei campi della prevenzione, della diagnosi e, naturalmente, della cura.</p>
<h5><span style="color: #008000;">La nutrizione di genere</span></h5>
<p>E se, per quanto riguarda la sessualità, le differenze di genere appaiono abbastanza chiare e conclamate, è proprio sul piano dell’alimentazione che dovrà operarsi il cambiamento: come vedremo, non basta alle donne fornire semplicemente un regime alimentare con minore apporto energetico. Occorre, piuttosto, valutare, in rapporto alle specifiche “diversità” apporti di nutrienti diversificati e idonei. Centralizzando, così, per davvero le peculiarità di genere per ogni fase della vita.<br />
Così, l’alimentazione di genere diviene il primo esito positivo della medicina di genere: e Sessuologia Alimentare, è il progetto di studio, formazione e divulgazione scientifica che lo riguarda a pieno titolo.</p>
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		<title>Obesità maschile e testosterone: quando il mangiar troppo è nemico del sesso.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 17:00:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Obesità maschile e sesso: piacere del mangiare o piacere sessuale? Che gli uomini preferiscano il piacere del sesso a quello del cibo è argomento oggetto di attenzione, studi e ricerche. Questo non sta ovviamente a significare che l’obesità maschile non sia un problema diffuso e dilagante e che, di conseguenza, tra i numerosi effetti negativi sulla salute, abbia anche quello ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Obesità maschile e sesso: piacere del mangiare o piacere sessuale?<br />
Che gli uomini preferiscano il piacere del sesso a quello del cibo è argomento oggetto di attenzione, <a href="http://www.sessuologialimentare.it/notizie/sesso-cibo-affrontiamo-le-tensioni/">studi</a> e <a href="http://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/uomini-donne-oltre-sesso-cibo-si-aiutano-uscire-dallo-stress/">ricerche</a>.</p>
<p>Questo non sta ovviamente a significare che l’obesità maschile non sia un problema diffuso e dilagante e che, di conseguenza, tra i numerosi effetti negativi sulla salute, abbia anche quello di incidere negativamente sulla sessualità.</p>
<p>È, oramai, provato che l’obesità maschile si accompagna a bassi livelli di testosterone e di altri ormoni androgeni: l’accumulo di massa grassa, in altre parole, induce alla riduzione di testosterone. E non solo: l’ipogonadismo (basso livello di testosterone) a sua volta induce un progressivo aumento della massa grassa; ciò comporta, conseguentemente, l’instaurarsi di un rapporto circolare, un vero circolo vizioso, in cui un fattore (grasso) influenza negativamente l’altro (testosterone) e viceversa (+ massa adiposa &#8211; testosterone; &#8211; testosterone + tessuto adiposo).</p>
<p>E meno testosterone, per l&#8217;appunto e come si sa, può inficiare il desiderio sessuale e compromettere l’erezione.</p>
<p>Studi clinici hanno, anche, evidenziato che il dimagrimento aumenta la produzione di testosterone in proporzione alla perdita della massa grassa.</p>
<h5><span style="color: #008000;">A cosa rinunciare?</span></h5>
<p>Cosa fare? Sicuramente non intraprendere una guerra senza esclusione di colpi nei confronti del tessuto adiposo che, invece, ha, nella giusta misura, un ruolo fondamentale e positivo per la salute complessiva dell’organismo: regola e controlla, infatti, diverse funzioni come, neanche a dirlo, il bilancio energetico, la difesa sistema immunitario, la riproduzione ecc.</p>
<p>Come al solito sono gli eccessi, in un senso o nell’altro, a creare seri danni. Come anche il “fai da te” o gli improvvisati esperti di diete.</p>
<p>Anche per la salute sessuale, non resta quindi che lasciarsi guidare da nutrizionisti esperti.</p>
<p>Cibo e sesso camminano di pari passo.</p>
<p>Questo non va dimenticato.</p>
<p><strong>Fonti<br />
</strong><em>Effects of testosterone treatment on body fat and lean mass in obese men on a hypocaloric diet: a randomised controlled trial.</em><br />
Ng Tang Fui M, Prendergast LA, Dupuis P, Raval M, Strauss BJ, Zajac JD, Grossmann M.<br />
BMC Med. 2016 Oct 7;14(1):153.<br />
PMID: 27716209</p>
<p><a href="http://www.sanraffaele.it/comunicazione/news/11517/obesita-una-minaccia-per-la-produzione-di-ormoni-maschili" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.sanraffaele.it/comunicazione/news/11517/obesita-una-minaccia-per-la-produzione-di-ormoni-maschili</a></p>
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		<title>Uomini e donne: oltre il sesso e il cibo, come si aiutano per uscire dallo stress?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 17:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per una ricerca che studia i rimedi consolatori degli uomini e delle donne di fronte ai problemi della vita, eccone un’altra che tenta di capire i comportamenti di uomini e donne quando si rivolgono ai professionisti per uscire da situazioni difficili. Quindi se il 27% degli uomini predilige il sesso contro l’11% delle donne e se oltre il 50% delle ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sessuologialimentare.it/notizie/sesso-cibo-affrontiamo-le-tensioni/">Per una ricerca che studia i rimedi consolatori</a> degli uomini e delle donne di fronte ai problemi della vita, eccone un’altra che tenta di capire i comportamenti di uomini e donne quando si rivolgono ai professionisti per uscire da situazioni difficili. Quindi se il 27% degli uomini predilige il sesso contro l’11% delle donne e se oltre il 50% delle donne ricorre al cibo contro neanche un terzo degli uomini, c’è anche chi sceglie la saggia strada del terapeuta. Ma anche qui le differenze non sono da poco.</p>
<p>Gli uomini parlano perlopiù di problemi di lavoro, le donne di affari di cuori. I primi preferiscono risposte e soluzioni rapide, le seconde amano parlare di sentimento e affondare nei ricordi.</p>
<p>I primi, dice il dottor John Barry dell’University College di Londra, usano il sesso come evasione, un farmaco naturale perché organicamente dotati di maggior libido. Ma non si è riusciti a capire, afferma la dottoressa Louise Liddon, perché le donne ricorrano al cibo.</p>
<p>Allora, cibo o sesso contro lo stress? Sta di fatto che i due generi sono diversi e che probabilmente il fatto di studiare le somiglianze tra i sessi, non rende giustizia né agli uni né alle altre. E forse piuttosto che applicarsi su ciò che parifica i due sessi, sarebbe opportuno studiare anche ciò che li distingue e caratterizza.</p>
<p>Probabilmente uomini e donne si comprenderebbero di più, anche in terapia.</p>
<p>Fonte<br />
<a href="http://www.dailymail.co.uk/health/article-4134370/Eating-making-love-cope-stress.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.dailymail.co.uk/health/article-4134370/Eating-making-love-cope-stress.html</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/uomini-donne-oltre-sesso-cibo-si-aiutano-uscire-dallo-stress/">Uomini e donne: oltre il sesso e il cibo, come si aiutano per uscire dallo stress?</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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