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	<title>piacere Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Il piacere del bere: ma senza alcol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 13:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol Vini, birre, distillati, cocktail e quant&#8217;altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è. Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #29ab6a;"><strong>Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol</strong></span></h4>
<p>Vini, birre, distillati, cocktail e quant&#8217;altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è.<br />
Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi e stuzzichini con un accurato beverage.<br />
Rinunciare al bere sembra davvero difficile, considerato anche che incontrarsi per bere qualcosa è divenuta una forma di socialità e convivialità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1804" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /><br />
Ma è altrettanto vero, e di questo dobbiamo ringraziare le nuove generazioni, che sta prendendo forma una nuova consapevolezza legata ai pericoli dell’alcol e alle conseguenze sociali, purtroppo sotto gli occhi di tutti, che l’uso di sostanze alcoliche comporta.<br />
Non sono esenti da questa valutazione, anche i notevoli rischi per la salute che hanno indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare che la quantità di alcol esente da rischi è, praticamente, uguale allo zero (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/</a>).</p>
<h4><span style="color: #29ab6a;">Bere no alcol<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1837" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-221x300.jpg 221w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-100x135.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839.jpg 662w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></span></h4>
<p>Ma è davvero e soltanto una scelta dettata da motivi di salute e dalla consapevolezza che si possono evitare tante conseguenze dannose?<br />
In parte sicuramente sì, ma c&#8217;è anche qualcosa di più.<br />
C’è una ricerca di sapori nuovi, di gusti particolari, di degustazioni, anche in assenza di alcol (e quando parliamo di assenza di alcol non ci riferiamo a percentuali minime, ma all’assenza totale), legati alla produzione e realizzazione di bevande con ingredienti e trattamenti, come la fermentazione, che soddisfano il palato, rinfrescano, energizzano, dissetano, non fanno ingrassare, come le cosiddette calorie vuote dell’alcol, e, nello stesso tempo, ci fanno assumere sostanze altamente benefiche per il nostro organismo (come luppolo, zenzero, pepe, kombucha, frutta ecc.).<br />
Sapori, odori, stimoli e percezioni che attraversano tutti i sensi in quello che chiamiamo piacere sinestetico.<br />
Il piacere che deriva dall’assunzione di queste bevande non impedisce, ma rinnova le forme di incontro e convivialità: non è un sacrificio obbligato, ma una scelta autonoma, libera, migliore, legata a innovazione, sperimentazione, valorizzazione del gusto.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1838" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" />È una scelta di salute, benessere personale e relazionale, creativa e sostenibile.<br />
È il grande piacere del bere. Sì, ma senza alcol.</p>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE. Queste due sostanze ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6><strong><span style="color: #24bd70;">È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte</span></strong></h6>
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<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE.<br />
Queste due sostanze sono quelle che negli ultimi anni sono entrate maggiormente nell’occhio del ciclone, con titoloni sensazionalistici.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza.</p>
<p>Innanzitutto, stiamo parlando di due composti che si generano solo quando la cottura viene effettuata ad altissime temperature, come nel caso del barbecue o della frittura. Per quanto ci siano delle analogie nei due composti, li esaminiamo separatamente in modo da non generare ulteriore confusione. E capiamo anche qui se è la dose che fa il veleno.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cottura alla brace </span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1739" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />1) BENZOPIRENE: è il piú studiato Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA), classe di sostanze correlate al rischio di cancro, in particolare del colon-retto. Il benzopirene si genera durante la cottura di proteine animali, per via della combustione di legna/carbone o a causa di un processo che prende il nome di Pirolisi. Quest’ultimo avviene quando il calore elevato di una fiamma, danneggia le strutture di proteine e grassi presenti nell’alimento.</p>
<p>Quindi ci dobbiamo preoccupare? Nì, perché occorre prestare attenzione. In che modo?</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Come suggerisce il sito dell’AIRC, limitando le occasioni di cotture estreme che mettono in contatto gli alimenti con carbone e fiamme e rimuovendo l&#8217;eventuale crosticina nera dalle bistecche.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Frittura</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1743" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />2) ACRILAMMIDE: Molecola organica che si forma negli alimenti amidacei (pane, patate ecc&#8230;) a seguito di esposizione ad alte temperature, come avviene ad esempio nel caso della frittura.<br />
Il rischio di tumore è stato accertato solo negli animali da laboratorio esposti ad un quantitativo di acrilammide 10.000 volte superiore a quello assunto normalmente con l’alimentazione umana. Per tale ragione, mi sento di dire che possiamo stare tranquilli. Specialmente se stiamo seguendo un profilo nutrizionale di stampo mediterraneo che di fritture, ad es., ne contempla ben poche.</p>
<p>Un modo, in ogni caso, per concedersi ogni tanto una frittura senza troppe preoccupazioni, è quello di scegliere un olio che possegga una buona resistenza alle alte temperature, che presenti, quindi, un Punto di Fumo elevato.</p>
<p>Il punto di fumo è un parametro molto importante: possiamo definirlo come la soglia termica oltre la quale si cominciano a sviluppare composti tossici e un caratteristico fumo dal colore scuro. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1740" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="page" title="Page 3">
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<div class="column">
<p>Gli oli che risultano più idonei alla frittura sono quello di arachidi e l’Extra Vergine di Oliva.Però non basta scegliere un buon olio per ottenere una frittura corretta sia dal punto di vista sensoriale che nutrizionale, bisogna anche adoperare una serie di accorgimenti.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Questi gli accorgimenti più importanti:</p>
<ol>
<li>gli alimenti dovranno essere completamente immersi nell’olio</li>
<li>la durata della frittura non dovrà superare i 10 minuti</li>
<li>una volta conclusa la frittura sarà necessario adoperare un panno carta per asciugare l’olio in eccesso</li>
<li>non riutilizzare mai l’olio</li>
<li>la temperatura dell’olio dovrà essere corretta.</li>
</ol>
<p>Importante il punto 5): la temperatura ottimale non dovrà essere né troppo elevata per evitare che l’alimento risulti bruciato in superficie e crudo all’interno, né troppo bassa per evitare di ottenere un prodotto unto e poco croccante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1745 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">E&#8217; bene sapere :</span></h6>
<p>Infine, ci tengo anche a sfatare un falso mito fin troppo diffuso:</p>
<p>l’olio non aumenta magicamente le proprie calorie durante la frittura. Infatti, facendo parte della categoria dei Lipidi (Grassi), manterrà sempre un tenore calorico di circa 9 Kcal per grammo, sia da crudo sia da cotto.</p>
<p>Ma quindi perché per mantenere la linea ci dicono sempre di non friggere?</p>
<p>Semplice, è dovuto al fatto che mentre aggiungendo olio a crudo esso rimarrà in superficie, durante la frittura l’alimento tenderà inevitabilmente ad assorbirlo, aumentando di fatto il quantitativo calorico del piatto.</p>
<p><strong>Fine seconda parte</strong></p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla terza parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Terza parte</a>)</p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
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<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista. Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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