Il piacere del bere: ma senza alcol

Mara RomandiniNotizie Leave a Comment

Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol

Vini, birre, distillati, cocktail e quant’altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è.
Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi e stuzzichini con un accurato beverage.
Rinunciare al bere sembra davvero difficile, considerato anche che incontrarsi per bere qualcosa è divenuta una forma di socialità e convivialità.


Ma è altrettanto vero, e di questo dobbiamo ringraziare le nuove generazioni, che sta prendendo forma una nuova consapevolezza legata ai pericoli dell’alcol e alle conseguenze sociali, purtroppo sotto gli occhi di tutti, che l’uso di sostanze alcoliche comporta.
Non sono esenti da questa valutazione, anche i notevoli rischi per la salute che hanno indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare che la quantità di alcol esente da rischi è, praticamente, uguale allo zero (https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/).

Bere no alcol

Ma è davvero e soltanto una scelta dettata da motivi di salute e dalla consapevolezza che si possono evitare tante conseguenze dannose?
In parte sicuramente sì, ma c’è anche qualcosa di più.
C’è una ricerca di sapori nuovi, di gusti particolari, di degustazioni, anche in assenza di alcol (e quando parliamo di assenza di alcol non ci riferiamo a percentuali minime, ma all’assenza totale), legati alla produzione e realizzazione di bevande con ingredienti e trattamenti, come la fermentazione, che soddisfano il palato, rinfrescano, energizzano, dissetano, non fanno ingrassare, come le cosiddette calorie vuote dell’alcol, e, nello stesso tempo, ci fanno assumere sostanze altamente benefiche per il nostro organismo (come luppolo, zenzero, pepe, kombucha, frutta ecc.).
Sapori, odori, stimoli e percezioni che attraversano tutti i sensi in quello che chiamiamo piacere sinestetico.
Il piacere che deriva dall’assunzione di queste bevande non impedisce, ma rinnova le forme di incontro e convivialità: non è un sacrificio obbligato, ma una scelta autonoma, libera, migliore, legata a innovazione, sperimentazione, valorizzazione del gusto.

È una scelta di salute, benessere personale e relazionale, creativa e sostenibile.
È il grande piacere del bere. Sì, ma senza alcol.

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