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	<title>fertilità Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità femminile e alimentazione</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi alla menopausa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue fino all’età adulta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterine, tubariche, ovulatorie/ormonali cervicali, vaginali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione va posta nella prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmesse che possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1650" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Alimentazione e stili di vita non corretti sono fattori altrettanto importanti e degni di ulteriore attenzione. Vediamo.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Alimentazione e fertilità</strong></span></h6>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo positivo dell’alimentazione</em></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Alcuni cibi possono svolgere un ruolo positivo sulla fertilità, es. alimenti contenenti:</p>
<ul>
<li>vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e folati (aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni)</li>
<li>la vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza</li>
<li>situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno</li>
<li>il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</li>
<li>Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe costituire un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</li>
<li>un ruolo positivo è confermato agli acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo negativo dell’alimentazione</em></span></h6>
<ul>
<li>anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</li>
<li>il consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</li>
<li>controverso l’effetto dei latticini: studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, alcuni riportano deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>L’importanza degli stili di vita</strong></span></h6>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Insidiosi per entrambi i sessi sono le cattive abitudini comportamentali, i disturbi alimentari e gli inquinanti:</p>
<ul>
<li>fumo: premessa la cancerogenicità dei diversi componenti del fumo di sigaretta, la nicotina e altre sostanze contenute nel tabacco e nella carta compromettono la salute degli spermatozoi, in particolare danneggiano e riducono la mobilità; le donne fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento, di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici e vanno incontro a menopausa in media due-tre anni più precocemente.</li>
<li>alcol: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi</li>
<li>infezione sessualmente trasmesse spesso misconosciute, possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine, quindi è necessario ribadire l’importanza della prevenzione</li>
<li>eccessiva o ridotta attività fisica, stress-psico fisico e disturbi alimentari (eccessiva magrezza ed obesità) influenzano la fertilità provocando una alterazione del profilo ormonale</li>
<li>inquinanti ambientali/alimentari (sostanze chimiche derivanti prevalentemente da rifiuti industriali, insetticidi, fungicidi ed erbicidi) agiscono come interferenti endocrini, in quanto hanno la capacità di mimare o interferire con i nostri ormoni e provocare effetti tossici sul feto e sul liquido seminale.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #008000;">Conclusioni</span></strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Sia per la donna sia per l’uomo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte))</a>, l&#8217;alimentazione riveste un ruolo importante tra le cause di infertilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fertilità richiede uno stile di vita adeguato ovvero:</p>
<ul>
<li>una alimentazione sana, prediligendo la dieta mediterranea</li>
<li>comportamenti corretti che minimizzino quanto più possibile fattori di rischio quali il fumo, l&#8217;abuso di alcol, la promiscuità sessuale, l’obesità, la eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l’eccessiva attività fisica, l’uso di anabolizzanti e l’esposizione a fattori tossici alimentari ed ambientali laddove possibile.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"> Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione </strong><strong><br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/">Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Infertilità e alimentazione (prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 10:06:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata. Cos&#8217;è l&#8217;infertilità? Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti. La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo. L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Cos&#8217;è l&#8217;infertilità?</span></strong><br />
Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti.<br />
La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo.<br />
L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, della donna o di entrambi i componenti della coppia, ma non esclude la possibilità di procreare, ovvero condizione dove esiste la possibilità di procreare con gameti omologhi (migliorati dalla terapia medica o prelevati mediante tecniche chirurgiche di recupero spermatozoi e/o ovociti).</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Qual è il ruolo dell&#8217;alimentazione nell&#8217;infertilità?</strong></span><br />
L’alimentazione ha un ruolo importante nella salute sessuale e nella capacità riproduttiva, in quanto l’apporto di vitamine, fitonutrienti, acidi grassi insaturi, prebiotici, probiotici e psicobiotici con gli alimenti crea il substrato per una buona fertilità.<br />
Attualmente si ritiene che circa il 20% delle coppie non riesce ad avere una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti sessuali mirati non protetti. Negli ultimi anni si è dato il giusto peso al fattore maschile: all’interno della coppia, il maschio partecipa per circa il 20% come fattore puro e per il 30% in associazione a quello femminile.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1325 alignright" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità maschile e alimentazione</strong></span><br />
Le cause dell’infertilità maschile sono molteplici: varicocele, infezioni, genetiche, chirurgiche, ormonali, alimentari comportamentali, non note.<br />
Studi sul liquido seminale di maschi ipofertili hanno evidenziato che la qualità del seme è influenzata da un fattore comune in tutte le patogenesi: la produzione di radicali liberi ad azione ossidante (ROS- reacting oxiygen species).<br />
I radicali liberi sono molecole molto reattive ed instabili prodotte dal metabolismo dell’ossigeno: quando in eccesso, innescano reazioni chimiche danneggiando le membrane cellulari e il DNA degli spermatozoi. Per tale motivo qualsiasi noxa patogena come lo stress psicofisico, i disordini alimentari e l’inquinamento ambientale, fattori socio-economici e patologie specifiche dell’apparto riproduttivo sono causa di produzione eccessiva di ROS. Quindi tutto ciò che riduce o impedisce la produzione dei ROS, migliora la capacità riproduttiva come ad esempio una alimentazione sana.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo positivo dell’alimentazione a base di :</em></strong></span><br />
&#8211; pesce crostacei e molluschi, che grazie al loro contenuto di acidi grassi insaturi, in particolare modo omega 3, possono migliorare la qualità dello sperma<br />
&#8211; verdure, vegetali e cereali integrali ricchi di vitamine, minerali e fitonutrienti ad azione antiossidante come zinco, selenio, vitamina C, vitamina E, vitamina B6, arginina, coenzima Q10 e acido folio<br />
&#8211; cibi ricchi di fibre che legano gli estrogeni plasmatici riducendone la concentrazione, fattore importante per una normale fertilità</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo negativo dell’alimentazione a base di:</em></strong></span><br />
&#8211; soia e derivati, spesso indicati come un potenziale problema per la fertilità maschile per la rilevante presenza di fitoestrogeni. I fitoestrogeni sono sostanze che teoricamente potrebbero interferire con l’azione degli ormoni maschili. In realtà sono scarsi i lavori sul tema e i pochi studi non hanno mostrato correlazione tra un elevato consumo di soia e la qualità del seme<br />
&#8211; carni lavorate e carne rossa, alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali a impatto negativo sulla salute maschile per la possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi<br />
&#8211; latte manipolato, per la presenza di estrogeni da alimentazione impropria degli animali da latte<br />
&#8211; un elevato consumo di patate, di dolci e di bevande dolcificate, tutti fattori che favoriscono l’aumento di peso, l&#8217;aumento dell’infiammazione e dello stress ossidativo, fattori fortemente negativi per la qualità del seme e che aprono un altro grosso capitolo legato alla alimentazione e sessualità ovvero la Sindrome metabolica.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Microbioma: attività sessuale e riproduttiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 10:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ricerche sul microbioma sono inarrestabili anche in ordine agli effetti sull’attività sessuale e riproduttiva. E appassionante davvero appare la ricerca nel nostro ambito di studio. Già qualche tempo fa, alcune ricerche avevano, infatti, rilevato che i cambiamenti indotti dalla dieta nel microbioma dello sperma incidono sul microbioma riproduttivo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/). Secondo altri studi, sebbene da confermare, pare che Escherichia coli , ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le ricerche sul microbioma sono inarrestabili anche in ordine agli effetti sull’attività sessuale e riproduttiva. E appassionante davvero appare la ricerca nel nostro ambito di studio.</p>
<p>Già qualche tempo fa, alcune ricerche avevano, infatti, rilevato che i cambiamenti indotti dalla dieta nel microbioma dello sperma incidono sul microbioma riproduttivo (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/).</a></p>
<p>Secondo altri studi, sebbene da confermare, pare che <em>Escherichia coli</em> , ad esempio, riduca la motilità degli spermatozoi , come <em>Prevotella </em>e<em> Bordetella</em>, mentre <em> </em>uno sperma “vitale” è riferibile a <em>Lactobacillus</em> e <em>Gardnerella</em>.</p>
<p>Nelle donne, la presenza di <em>Lactobacillus</em> spp. ,nei follicoli ovarici e nell’endometrio, porterebbe ad una maggiore probabilità di fecondazione, naturale o assistita. Al contrario la fecondazione potrebbe essere compromessa dalla presenza di  <em>Propionibacterium </em>e<em> Streptococcus</em> spp.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Monogamia e compatibilità sessuale</span></h5>
<p>I microbiomi riproduttivi influenzano allora  la “compatibilità sessuale” e il successo della fecondazione?</p>
<p>C’è da porre attenzione alla compatibilità  e alla “tolleranza” reciproca dei microbiomi tra i partner. La mescolanza tra le specie batteriche dei partner non solo ne aumenta la varietà, ma potrebbe anche rivelarsi non “benefica”. Soprattutto per la donna che potrebbe reagire con una risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi.</p>
<p>Da ciò deriva che: un eiaculato con un microbioma simile a quello della femmina inseminata non provocherebbe se non una limitata risposta immunitaria. E allo stesso modo eiaculati con specie batteriche benefiche potrebbero essere trattenuti dalla femmina che ne scarseggia o ne risulta priva.</p>
<p>In relazioni monogamiche stabili prevale la similarità delle popolazioni microbiche. Naturalmente in relazioni “poliamorose” la tendenza è inversa: ridotta similarità, maggiore varietà e diversità.</p>
<p>Ne consegue anche che l’attività sessuale in sé influenza in maniera considerevole la modificabilità e la varietà del microbiota dei partner.</p>
<p><em><strong>Bibliografia:</strong><span lang="EN-US">The Reproductive Microbiome: An Emerging Driver of Sexual Selection, Sexual Conflict, Mating Systems, and Reproductive Isolation </span><span lang="EN-US">Melissah Rowe, </span><span lang="EN-US">Liisa Veerus,</span><span lang="EN-US">Pa ̊l Trosvik,</span><span lang="EN-US">Angus Buckling </span><span lang="EN-US">and Tommaso Pizzari;<a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3Fshowall%3Dtrue"> </a></span></em><br />
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		<title>I frutti di mare: cibo afrodisiaco? Tra scienza e leggenda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2018 19:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaci]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I frutti di mare sono un cibo afrodisiaco? “Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I frutti di mare sono un cibo afrodisiaco?</p>
<p><em>“Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice e fare progetti”<br />
(Ernest Hemingway</em>)</p>
<p>Già gli antichi Greci consideravano i prodotti del mare utili allo ..scopo.<br />
Per non parlare di Casanova, il più noto seduttore della storia, che, pare, ne mangiasse una cinquantina al giorno (se non di più) ed altrettante prima di ogni performance sessuale. E’ lui ad aver inventato il famoso “gioco dell’ostrica”, un trucchetto erotico, alquanto lascivio, per sedurre e, pare, dal successo assicurato.<br />
Molto si è dettto e si dirà sui cibi afrodisiaci in genere, ma una recente ricerca dell’arcinota Università di Harvard, pubblicata su The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, ha posto un punto fermo: ha rilevato, per il benessere sessuale della coppia, l’importanza dell’assunzione dei frutti di mare, introdotti in un regime alimentare per almeno due volte a settimana.<br />
Lo studio è stato effettuato su 501 coppie seguite per un anno o sino al momento della gravidanza.</p>
<h5><span style="color: #008000;">I risultati della ricerca</span></h5>
<p>Le conclusioni dello studio: gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, contenuti nei frutti di mare, sono positivamente correlati ai marcatori di fecondità sia negli uomini sia nelle donne.<br />
Non solo. Oltre alla relazione tra l’assunzione dei frutti di mare e il tempo della gravidanza (<em>TTP cioè Time to Pregnancy</em>), è emerso un altro importante outcome secondario: l’indice di frequenza dell’attività sessuale di coppia (<em>SIF cioè Sexuality Intercourse Frequency</em>).<br />
Ecco in poche righe i risultati:<br />
&#8211; le coppie che hanno consumato otto o più porzioni di pesce al mese hanno avuto una fecondità maggiore del 47% e del 60% (TTP più breve) delle coppie che hanno consumato una o meno porzioni di pesce per ciclo;<br />
&#8211; le coppie con entrambi i partner che consumavano otto o più porzioni di pesce per ciclo avevano una fecondità maggiore del 61% rispetto alle coppie che ne consumavano meno.<br />
&#8211; le coppie con il più alto apporto di pesce (otto o più porzioni per ciclo) avevano un SIF maggiore del 22%.<br />
Nulla da ridire, insomma, sulle tesi dell&#8217;amato Casanova.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Considerazioni finali</span></h5>
<p>Da fare attenzione, inoltre, a questo elemento.<br />
La maggiore frequenza di gravidanze non è in correlazione con il maggiore numero di incontri amorosi: l’indice di maggiore fecondità è direttamente correlato alle sostanze nutritive contenute nei frutti di mare.<br />
L’aspetto oltremodo positivo è, infine, che, con buona pace dell’alimentazione di genere (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/</a>), i benefici delle ostriche e altri prodotti ittici si riverberano positivamente sia sugli uomini sia sulle donne. E sia in termini di incremento di fertilità sia di desiderio sessuale.<br />
Che dire, allora?</p>
<p>&#8220;<em>Lettore voluttuoso, prova e poi dimmi se non è quello il nettare degli dei.&#8221;<br />
(Giacomo Casanova</em>)</p>
<p>Ostriche e champagne?<br />
Certamente. Quando leggenda e scienza vanno d’accordo, anche la dieta diventa un grande …piacere.</p>
<p>Fonte:Seafood Intake, Sexual Activity, and Time to Pregnancy<br />
Audrey J Gaskins, Rajeshwari Sundaram, Germaine M Buck Louis, Jorge E Chavarro<br />
The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, Volume 103, Issue 7, July 2018, Pages 2680–2688, <a href="https://academic.oup.com/jcem/article/103/7/2680/5001729"> https://academic.oup.com/jcem/article/103/7/2680/5001729</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/">I frutti di mare: cibo afrodisiaco? Tra scienza e leggenda</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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