Il linguaggio erotico del cibo

Mara Romandini Approfondimenti Leave a Comment

Che cos’è il cibo? Non è soltanto una collezione
di prodotti, bisognosi di studi statistici o dietetici.
È anche e nello stesso tempo un sistema di comunicazione, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni e di comportamenti.

Roland Barthes

Qual è il linguaggio erotico del cibo?
Mai, come in quest’epoca, il cibo ha raggiunto una così elevata attenzione: non più solo risposta a bisogni primari o fame del mondo, ma obesità che per la prima volta oggi ha superato nei numeri la malnutrizione, disturbi alimentari, studio dei nutrienti e delle preparazioni, contaminazione chimica, percorsi normativi di tutela, veganesimo, proliferazione di diete, riviste, blog, trasmissioni televisive… Persino gente comune, di ogni età, non perde occasione di fotografare e postare il piatto che gli sta davanti come se fosse un evento degno d’essere immortalato e lasciato ai posteri. Il cibo è linguaggio: parla di tradizioni culturali, familiari e di scale sociali, parla di amore e di cura, fa parlare di se stessi, dei propri bisogni e di quelli del proprio tempo. Non a caso Claude Lévi-Strauss diceva “buono da pensare”: il cibo non è solo da mangiare.

Dal bisogno di sopravvivenza …

Cibo solo da mangiare erano le bacche, l’emmer, la carne cruda e poi cotta. Quando l’uomo si è evoluto, il cibo si è evoluto con lui. E il cibo è divenuto linguaggio. Con il fuoco è nata la “cucina” e con essa la seduzione della cucina con cui la donna, magari nuovamente incinta, rimasta nella caverna ad accudire i piccoli già nati, mirava a che l’uomo cacciatore tornasse a “casa” con la preda per sfamare e proteggere lei e i figli piuttosto che fermarsi presso un’altra caverna.
E mentre l’uomo saliva nella scala evoluzionistica, cibo ed eros si sono intrecciati in un comune discorso finalizzato man mano non solo alla sopravvivenza, ma al piacere del vivere. Perdendo le connotazioni prettamente biologiche del mondo animale passando, nel tempo, dall’ impulsività alla razionalità e alle emozioni, dal sesso all’erotismo, dal mangiare alla culinaria, dalla sopravvivenza basica alla civiltà e cultura.

…ai bisogni del vivere

E dal cibo è nata l’immagine del corpo che ne determina la sua desiderabilità erotica e, quindi, insieme a questa, la sua presenza nel mondo. L’opponibilità naturale del corpo tra ciò che è esterno, il visibile, reale o immaginario, e quello che è interno, l’intimo celato, organico e percettivo, emotivo, mentale, è il segno della presenza nel mondo: un oggetto e un soggetto.
Una simbolizzazione del come siamo e del nostro posto nel mondo dal quale voler fuggire (es. anoressia https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-alimentare-e-anoressia-sessuale/) o nel quale, invece, voler gridare che si sta (es. obesità): il corpo che diviene espressione nel mondo esterno del nostro mondo interiore di emozioni, cura ed amore, presenti o mancanti. Il corpo che, attraverso la relazione con il cibo e la sessualità, esprime il nostro esserci, non esserci ovvero il nostro volere o non voler esserci.

Fonti:
https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-alimentare-e-anoressia-sessuale/Senso e forma del cibo. Sulla Semiotica dell’alimentazione (G. Marrone); Sessualità cibo e cervello (A. Leone)

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