Il sistema nervoso enterico: un altro cervello?

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Il sistema nervoso enterico è un complesso di più parti collegate da neuroni presente nel tratto gastrointestinale.
Esso regola autonomamente le funzioni digestive come, ad esempio, l’attività motoria del canale alimentare, l’assorbimento di nutrienti e le secrezioni prodotte dal pancreas e dalla cistifellea.
Il nostro cervello è fondamentalmente ciò che controlla la parte iniziale e finale del processo digestivo: il consumo di cibo e la defecazione. Poiché questi passaggi sono i più “in vista” e i più “attivi” sono anche quelli ai quali si dà maggiore attenzione. Tra i due passaggi però c’è un lungo processo nel quale il sistema nervoso enterico gioca un ruolo fondamentale agendo indisturbato e silenziosamente senza essere considerato. Per questo motivo le ricerche a riguardo sono iniziate solo pochi decenni fa.

Il secondo cervello

Il sistema nervoso enterico è presente, come abbiamo detto, nel tessuto che compone il sistema gastrointestinale. Per prima cosa, è interessante prendere nota del fatto che questo “secondo cervello” è autonomo e può quindi funzionare indipendentemente dal funzionamento del cervello principale e della colonna vertebrale. Per ciò che riguarda il collegamento tra i due sistemi è già un fatto importante che ci sia un maggior numero di connessioni neuronali che dal sistema gastrointestinale vanno al cervello piuttosto che il contrario.
Inoltre, un’altra cosa che molti non sanno, è che vi sono una quantità di neuroni nel sistema enterico paragonabile in numero alla quantità di neuroni presenti in tutta la colonna spinale. Nello specifico, nel sistema enterico vi sono tra i 200 e i 600 milioni di cellule neuronali distribuite in molte migliaia di gangli.
Nel 1981, grazie agli studi di Jackie Wood, Marcello Costa, Alan North e Michael Gershon si comprese che la serotonina era un neurotrasmettitore che si poteva trovare nell’intestino. Questo fu un importante passo avanti nella ricerca del settore poiché fu la prima volta che si ebbe la dimostrazione della presenza di un neurotrasmettitore nel tratto gastrointestinale. Da allora, se ne trovarono sempre di più con le ricerche che andarono avanti negli anni successivi fino ad oggi.
Toccò invece a Terri Branchek identificare i recettori sui quali la serotonina agisce. È stato durante le ricerche di questa studiosa che si è scoperto che i farmaci considerati i “classici” antagonisti della serotonina non riescono a bloccare le azioni del neurotrasmettitore nelle cellule nervose enteriche (mentre riescono nel sistema nervoso centrale).

La serotonina

Fino ad ora abbiamo parlato della serotonina banalmente perché è stato il primo neurotrasmettitore a essere trovato nell’intestino. Questo neurotrasmettitore è probabilmente quello che predomina nei rapporti tra il sistema nevoso centrale ed enterico. Esattamente, però, a cosa serve la serotonina? Questo neurotrasmettitore è coinvolto in diverse funzioni fisiologiche: il desiderio sessuale, la sensazione di sazietà, il coordinamento del movimento dei muscoli intestinali per il corretto defluire dei resti del cibo, il ciclo sonno-veglia e l’umore. Gli effetti causati dalla sua eccessività o dalla sua assenza sono quindi numerosi.
Oltre il 90% della serotonina presente nel nostro corpo è prodotta da cellule intestinali. Serve infatti per mandare molti “messaggi” diversi al cervello (dalla sazietà alla nausea) e per regolare il tono vascolare e i movimenti necessari per la digestione. Uno dei principali esempi in cui l’intestino va ad alterare l’umore è dimostrato da cosa accade alla serotonina in caso di infiammazione. Per prima cosa la serotonina viene prodotta in eccesso e desensibilizza i suoi recettori. Questa situazione porta anche all’attivazione dell’enzima responsabile per la demolizione della serotonina con un suo conseguente calo. Se l’infiammazione persiste, il calo di serotonina può diventare estremamente significativo e, essendo la serotonina il neurotrasmettitore “del benessere”, portare ad una conseguente depressione.

La dopamina

Non da poco è anche il fatto che circa la metà della dopamina presente nel corpo è nel sistema gastrointestinale. Le funzioni della dopamina sono nuovamente legate a molti fattori importanti per il nostro benessere: la memoria, l’attenzione, la cognizione, il sonno, il senso di ricompensazione e l’umore stesso dipendono in parte dalla dopamina.
I neurotrasmettitori presenti nell’intestino sono alla fin fine quelli presenti anche nel cervello, solo in quantità diverse, alcuni sono più abbondanti in uno e altri nell’altro. Inoltre, in alcuni casi hanno recettori o inibitori diversi, ma i loro effetti rimangono sempre e comunque gli stessi. Tutti i fattori nominati e molti altri, quindi, dipendono almeno parzialmente dall’intestino. Non è poi difficile immaginare in che modo le condizioni fisiche e chimiche dell’intestino possano facilmente ritrovarsi ad influenzare il nostro cervello, il nostro benessere e il nostro stato d’animo in generale.

Bibliografia:
-Mandal, Ananya, “Funzioni della Dopamina”, News Medical, <http://www.news-medical.net/health/Dopamine-Functions-(Italian).aspx>
-Furness, J.B., The enteric nervous system and gastrointestinal inneration: integrated local and central control, <http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24997029>
-Gershon, Michael D., Il secondo cervello, p.175

Scritto da:
Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l’indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con “Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità” di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.

 

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