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	<title>Notizie Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>“FOODPORN. Il rapporto tra il cibo e i cinque sensi” di Francesca Barra &#8211; Ed. Rizzoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 12:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesca Barra, nota giornalista e scrittrice, è autrice del libro “FOODPORN. Il rapporto tra cibo e i cinque sensi”- ed. Rizzoli, sull’ “arte di amare raccontata (anche) in cucina, tra cibi consolatori, ricordi sensoriali, tecniche di seduzione, passioni culinarie”. L’ultimo capitolo è dedicato a Mara Romandini e alla Sessuologia Alimentare “Ora che è arrivato il momento di chiudere vorrei dare ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Francesca Barra, nota giornalista e scrittrice, è autrice del libro “<strong>FOODPORN. Il rapporto tra cibo e i cinque sensi</strong>”- ed. Rizzoli, sull’ “arte di amare raccontata (anche) in cucina, tra cibi consolatori, ricordi sensoriali, tecniche di seduzione, passioni culinarie”.</p>
<p>L’ultimo capitolo è dedicato a Mara Romandini e alla Sessuologia Alimentare<br />
“Ora che è arrivato il momento di chiudere vorrei dare spazio a una riflessione profonda: il legame fra cibo e sessualità è una cosa (anche) seria.</p>
<p>Talmente seria che un’avvocata, <strong>Mara Romandini</strong>, ha deciso, con lungimiranza, di specializzarsi in sessualità e alimentazione, studiando proprio il legame tra questi due aspetti.<br />
“Il cibo e la sessualità, nelle loro valenze multiple e tra loro correlate (antropologiche, culturali, sociali, ma anche biologiche, mediche, psicologiche ecc.), si definiscono come beni della persona e, quindi, diritti umani fondamentali. Sono anzi i primi diritti fondamentali poiché senza cibo e senza sesso non sopravvivono né l’individuo né la specie”. Essere <em>food lawyer</em>, per lei, significa non solo controllare etichette e modalità di produzione dei prodotti alimentari, ma anche agevolare la salute generale dell’individuo, un ambito per cui cibo e sesso contribuiscono in maniera determinante. …</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX.jpg" alt="" width="2000" height="1414" class="alignnone size-full wp-image-1877" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX.jpg 2000w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-300x212.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-1024x724.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-768x543.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-1536x1086.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-100x71.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-862x609.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Foodporn-capitolo-IX-1200x848.jpg 1200w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>…Si tratta per lei di un progetto di divulgazione importante, soprattutto per i giovani, per capire e curare tutti i disagi direttamente e indirettamente legati al corpo (“È il corpo che parla di noi, di come stiamo. Come lo nutriamo? Perché non lo nutriamo o lo nutriamo troppo o male? Perché ci sottraiamo alle relazioni intime? O perché, al contrario, le svendiamo? Il corpo è diventato lo strumento per la gestione disfunzionale delle nostre emozioni, della nostra vita di relazione”) …</p>
<p>“Gastronomia, erotismo, sensualità, arte e bellezza appartengono solo all’essere umano. Al di là del valore scientifico degli studi e ricerche, porre in una dimensione ‘umanistica’, non solo biologico-animale, il cibo e il sesso equivale a conciliare salute, piacere, armonia di corpo e mente…”  per “…gustare (godere) di queste esperienze solo umane, cioè <em>elevate</em>, totalizzanti e complesse, cognitive e sensuali, corporee ed emotive, razionali e sentimentali, etiche ed estetiche”.</p>
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		<title>Il piacere del bere: ma senza alcol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 13:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol Vini, birre, distillati, cocktail e quant&#8217;altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è. Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #29ab6a;"><strong>Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol</strong></span></h4>
<p>Vini, birre, distillati, cocktail e quant&#8217;altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è.<br />
Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi e stuzzichini con un accurato beverage.<br />
Rinunciare al bere sembra davvero difficile, considerato anche che incontrarsi per bere qualcosa è divenuta una forma di socialità e convivialità.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1804" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /><br />
Ma è altrettanto vero, e di questo dobbiamo ringraziare le nuove generazioni, che sta prendendo forma una nuova consapevolezza legata ai pericoli dell’alcol e alle conseguenze sociali, purtroppo sotto gli occhi di tutti, che l’uso di sostanze alcoliche comporta.<br />
Non sono esenti da questa valutazione, anche i notevoli rischi per la salute che hanno indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare che la quantità di alcol esente da rischi è, praticamente, uguale allo zero (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/</a>).</p>
<h4><span style="color: #29ab6a;">Bere no alcol<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1837" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-221x300.jpg 221w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-100x135.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839.jpg 662w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></span></h4>
<p>Ma è davvero e soltanto una scelta dettata da motivi di salute e dalla consapevolezza che si possono evitare tante conseguenze dannose?<br />
In parte sicuramente sì, ma c&#8217;è anche qualcosa di più.<br />
C’è una ricerca di sapori nuovi, di gusti particolari, di degustazioni, anche in assenza di alcol (e quando parliamo di assenza di alcol non ci riferiamo a percentuali minime, ma all’assenza totale), legati alla produzione e realizzazione di bevande con ingredienti e trattamenti, come la fermentazione, che soddisfano il palato, rinfrescano, energizzano, dissetano, non fanno ingrassare, come le cosiddette calorie vuote dell’alcol, e, nello stesso tempo, ci fanno assumere sostanze altamente benefiche per il nostro organismo (come luppolo, zenzero, pepe, kombucha, frutta ecc.).<br />
Sapori, odori, stimoli e percezioni che attraversano tutti i sensi in quello che chiamiamo piacere sinestetico.<br />
Il piacere che deriva dall’assunzione di queste bevande non impedisce, ma rinnova le forme di incontro e convivialità: non è un sacrificio obbligato, ma una scelta autonoma, libera, migliore, legata a innovazione, sperimentazione, valorizzazione del gusto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1838" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />È una scelta di salute, benessere personale e relazionale, creativa e sostenibile.<br />
È il grande piacere del bere. Sì, ma senza alcol.</p>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/">Il fascino velenoso dell’alcol</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; Terza parte</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: carne rossa e carne processata In questa terza parte dell&#8217;articolo: È la dose che fa il veleno, fermeremo l&#8217;attenzione sulla carne e precisamente sulle carni rosse e quelle processate. Nel 2015 l&#8217;International Agency for Research on Cancer (IARC), ha inserito la carne rossa nella classe 2A, catalogandola dunque come sostanza probabilmente cancerogena, e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #339966;"><strong>E&#8217; la dose che fa il veleno: carne rossa e carne processata</strong></span></h6>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>In questa terza parte dell&#8217;articolo: È la dose che fa il veleno, fermeremo l&#8217;attenzione sulla carne e precisamente sulle carni rosse e quelle processate.</p>
<p>Nel 2015 l&#8217;International Agency for Research on Cancer (IARC), ha inserito la carne rossa nella classe 2A, catalogandola dunque come sostanza probabilmente cancerogena, e similmente ha fatto anche con la carne processata (insaccati, salumi ecc), inserendola però nella categoria 1, classe di appartenenza delle sostanze certamente cancerogene, come tabacco ed etanolo.</p>
<p>Tale decisione ha suscitato discussioni, contestazioni, timori, resistenze a livello mediatico. False informazioni si sono propagate molto velocemente.</p>
<p>Nonostante i continui interventi dell’OMS per chiarire il misunderstanding, permane ancora molta confusione, perciò cercherò̀ di facilitare la comprensione dei dati, rispondendo alla domanda: “La carne rossa fa male?”. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1760" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">Facciamo un pò di chiarezza</span></h6>
<p>Cominciamo col dire che la classificazione di cancerogenicità effettuata dagli enti scientifici, non implica una valutazione diretta del rischio, ma indica che gli studi condotti sono robusti e affidabili e consentono di affermare con maggiore sicurezza che questi alimenti possono aumentare il rischio di malattie.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Ogni associazione ha fornito le proprie raccomandazioni di assunzione sulla base delle quali, io consiglio ai miei pazienti: massimo 500 grammi a settimana, suddivisi in non più di 100 grammi di carni lavorate (processate) e non più di 400 grammi di carne rossa “semplice”.</p>
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>È, però, doverosa una precisazione riguardo le carni lavorate (processate), siano esse bianche o rosse. Essendo inserite nella categoria 1, il limite di 100 grammi a settimana non è un limite di sicurezza (come invece avviene per le carni rosse), ma una soglia di accettabilità. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1754" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Infatti la frase: “Meno è meglio” in questo caso calza a pennello.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cosa sono le carni processate?</span></h6>
<p>Con questo termine si intendono carni che abbiano subito un processo di lavorazione che ne prolunghi la conservazione o ne alteri il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura o aggiunta di conservanti (es. salumi).</p>
<p>I fattori più probabili, che rendono la carne processata più nociva per la salute, potrebbero essere diversi, vediamone una breve carrellata;</p>
<ol>
<li>  presenza eccessiva di Sodio</li>
<li>  presenza di conservanti come Nitriti e Nitrati che potrebbero, nel nostro organismo, convertirsi in Nitrosammine svolgendo un’azione cancerogena</li>
<li>presenza di Porfirine, potenzialmente responsabile se in eccesso, di infiammazione e tumori</li>
<li>presenza eccessiva di grassi saturi. <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1756 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p>Perciò, come consiglio ai miei pazienti, anche in questa circostanza, non esagerando e attenendosi alle sopracitate soglie di assunzione, potremo consumare la nostra carne in serenità̀.</p>
<h6><span style="color: #339966;">In conclusione:</span></h6>
<p>Abbiamo iniziato questo articolo chiedendoci quanto ci fosse di vero in alcune affermazioni allarmistiche su determinati alimenti. Dopo quanto detto, possiamo con sicurezza affermare che la frase di Paracelso si rivela essere ancora oggi un vero e proprio paradigma: l’importante è conoscere quale sia effettivamente “La dose”.</p>
<p>Riassumendo: che significato dare ancora oggi alla frase di Paracelso &#8220;E&#8217; la dose che fa il veleno?&#8221;  A me piace dire: Nessun divieto, solo buon senso.</p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla seconda parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E’ la dose che fa il veleno – seconda parte</a>)</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/le-carni-rosse-fanno-male-alla-salute">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/le-carni-rosse-fanno-male-alla-salute</a></p>
<p><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro</a></p>
<p><a href="https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/170615">https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/170615</a></p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista.<br />
Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; Terza parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE. Queste due sostanze ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6><strong><span style="color: #24bd70;">È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte</span></strong></h6>
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<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE.<br />
Queste due sostanze sono quelle che negli ultimi anni sono entrate maggiormente nell’occhio del ciclone, con titoloni sensazionalistici.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza.</p>
<p>Innanzitutto, stiamo parlando di due composti che si generano solo quando la cottura viene effettuata ad altissime temperature, come nel caso del barbecue o della frittura. Per quanto ci siano delle analogie nei due composti, li esaminiamo separatamente in modo da non generare ulteriore confusione. E capiamo anche qui se è la dose che fa il veleno.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cottura alla brace </span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1739" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />1) BENZOPIRENE: è il piú studiato Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA), classe di sostanze correlate al rischio di cancro, in particolare del colon-retto. Il benzopirene si genera durante la cottura di proteine animali, per via della combustione di legna/carbone o a causa di un processo che prende il nome di Pirolisi. Quest’ultimo avviene quando il calore elevato di una fiamma, danneggia le strutture di proteine e grassi presenti nell’alimento.</p>
<p>Quindi ci dobbiamo preoccupare? Nì, perché occorre prestare attenzione. In che modo?</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Come suggerisce il sito dell’AIRC, limitando le occasioni di cotture estreme che mettono in contatto gli alimenti con carbone e fiamme e rimuovendo l&#8217;eventuale crosticina nera dalle bistecche.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Frittura</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1743" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />2) ACRILAMMIDE: Molecola organica che si forma negli alimenti amidacei (pane, patate ecc&#8230;) a seguito di esposizione ad alte temperature, come avviene ad esempio nel caso della frittura.<br />
Il rischio di tumore è stato accertato solo negli animali da laboratorio esposti ad un quantitativo di acrilammide 10.000 volte superiore a quello assunto normalmente con l’alimentazione umana. Per tale ragione, mi sento di dire che possiamo stare tranquilli. Specialmente se stiamo seguendo un profilo nutrizionale di stampo mediterraneo che di fritture, ad es., ne contempla ben poche.</p>
<p>Un modo, in ogni caso, per concedersi ogni tanto una frittura senza troppe preoccupazioni, è quello di scegliere un olio che possegga una buona resistenza alle alte temperature, che presenti, quindi, un Punto di Fumo elevato.</p>
<p>Il punto di fumo è un parametro molto importante: possiamo definirlo come la soglia termica oltre la quale si cominciano a sviluppare composti tossici e un caratteristico fumo dal colore scuro. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1740" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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<p>Gli oli che risultano più idonei alla frittura sono quello di arachidi e l’Extra Vergine di Oliva.Però non basta scegliere un buon olio per ottenere una frittura corretta sia dal punto di vista sensoriale che nutrizionale, bisogna anche adoperare una serie di accorgimenti.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Questi gli accorgimenti più importanti:</p>
<ol>
<li>gli alimenti dovranno essere completamente immersi nell’olio</li>
<li>la durata della frittura non dovrà superare i 10 minuti</li>
<li>una volta conclusa la frittura sarà necessario adoperare un panno carta per asciugare l’olio in eccesso</li>
<li>non riutilizzare mai l’olio</li>
<li>la temperatura dell’olio dovrà essere corretta.</li>
</ol>
<p>Importante il punto 5): la temperatura ottimale non dovrà essere né troppo elevata per evitare che l’alimento risulti bruciato in superficie e crudo all’interno, né troppo bassa per evitare di ottenere un prodotto unto e poco croccante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1745 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">E&#8217; bene sapere :</span></h6>
<p>Infine, ci tengo anche a sfatare un falso mito fin troppo diffuso:</p>
<p>l’olio non aumenta magicamente le proprie calorie durante la frittura. Infatti, facendo parte della categoria dei Lipidi (Grassi), manterrà sempre un tenore calorico di circa 9 Kcal per grammo, sia da crudo sia da cotto.</p>
<p>Ma quindi perché per mantenere la linea ci dicono sempre di non friggere?</p>
<p>Semplice, è dovuto al fatto che mentre aggiungendo olio a crudo esso rimarrà in superficie, durante la frittura l’alimento tenderà inevitabilmente ad assorbirlo, aumentando di fatto il quantitativo calorico del piatto.</p>
<p><strong>Fine seconda parte</strong></p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla terza parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Terza parte</a>)</p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
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<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista. Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; Prima parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – Prima Parte “È la dose che fa il veleno”: sono passati ormai più di 500 anni da questa celebre affermazione del noto medico e alchimista Paracelso, ma, nonostante questa frase sia invecchiata molto bene, il tempo trascorso pare abbia lentamente oscurato questa semplice, ma profonda verità. Si ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<h6><strong><span style="color: #24bd70;">È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – Prima Parte</span></strong></h6>
<p>“È la dose che fa il veleno”: sono passati ormai più di 500 anni da questa celebre affermazione del noto medico e alchimista Paracelso, ma, nonostante questa frase sia invecchiata molto bene, il tempo trascorso pare abbia lentamente oscurato questa semplice, ma profonda verità.</p>
<p>Si sa, infatti, che nel corso dei secoli, la memoria dell’umanità tende ad annebbiarsi, lasciando spazio a nuove interpretazioni e dimenticanze.</p>
<p>É, probabilmente, per questa ragione che oggi è così comune, in televisione o sui social, imbattersi in contenuti dai toni allarmistici che ci dissuadono categoricamente dal consumo di determinati alimenti, apparentemente così innocui, ma che in realtà nasconderebbero minacce addirittura letali per la nostra salute.</p>
<p>Ma cosa c’è di vero in tutto ciò? Scopriamolo!</p>
<p>In questo articolo ho voluto approfondire il concreto potenziale dannoso dei principali sospettati che da una veloce ricerca in rete risultano essere i seguenti:</p>
<ul>
<li>latte</li>
<li>carne rossa e carne processata</li>
<li>cottura alla brace e frittura</li>
</ul>
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<ol>
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<h6><span style="color: #339966;">LATTE</span></h6>
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<p>Sul latte se ne sono sentite davvero tante, ma le fake news più dure a morire sono fondamentalmente due:<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1719 alignleft" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/53.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>1) Acidifica il sangue e i tessuti</p>
<p>2) E’ cancerogeno</p>
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</li>
</ol>
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<p>Sul primo punto mi dilungo poco, in quanto le motivazioni alla base di tale affermazione, si fondano sul concetto di dieta alcalinizzante e acidificazione del sangue attraverso l’assunzione di determinati alimenti, di cui ho già parlato in un precedente articolo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/bere-acqua-e-limone-al-mattino/">Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana?</a>): qui sarà sufficiente ricordare che nessun alimento è in grado di modificare il pH del sangue o dei tessuti, in quanto possediamo un fine sistema di autoregolazione, definito Omeostasi, che riporta alle condizioni ottimali ogni parametro, non permettendo quindi modifiche di nessun tipo, nemmeno quelle del pH.</p>
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<div class="column">
<p>Prima di addentrarci nel punto 2, dobbiamo fare un passo indietro e chiederci come mai girino queste voci.</p>
<p>Secondo i sostenitori di tale affermazione, infatti, la presenza nel latte del fattore di crescita insulino-simile-1 (IGF-1) provocherebbe una forte crescita cellulare, predisponendo o esacerbando la malattia cancerosa. Effettivamente è vero che questo ormone svolge, come dice il nome, proprio il ruolo di crescita cellulare ed è vero anche che alti livelli di IGF-1 sono correlati ad una serie di tumori, come quello della mammella, ma come al solito il problema è la quantità.</p>
<p>Se anche dovessimo consumare un ammontare folle di latte al giorno, diciamo 2 litri, arriveremmo ad assumere una quota di IGF-1 pari a 8000 ng. Un valore che non sposterebbe di una virgola la produzione endogena (produzione autonoma del nostro organismo) che infatti si attesta a 380.000 ng/die.</p>
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<p>I lettori più curiosi a questo punto potrebbero pensare: “E gli estrogeni?!” Anche qui vale lo stesso ragionamento: la produzione endogena di estrogeni è talmente elevata che i quantitativi contenuti nel latte sarebbero una goccia nel mare<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1723" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Perciò, in conclusione, consumiamo tranquillamente il latte senza paure.<br />
Anzi le nuove linee guida CREA per una sana alimentazione, raccomandano l’assunzione di 3 porzioni di latte/yogurt al giorno.</p>
<p><strong>Fine prima parte</strong><br />
<strong>Vai alla seconda parte</strong> (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E’ la dose che fa il veleno – seconda parte</a>)<br />
Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong><br />
Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare. Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo. Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
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<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista.</strong><br />
<strong>Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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		<title>Educare corpo, mente, cuore. Il karate.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2022 16:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Educare corpo, mente, cuore. Il Karate. Educare corpo, mente, cuore, arrivare a un funzionamento coerente e funzionale di tutto il nostro essere è per le scienze odierne centrare l’obiettivo del nostro benessere. Comportamento alimentare e sessuale, come sappiamo, sono strettamente correlati non solo dal punto di vista bio-medico, ma anche psicologico, fisico ed emotivo insieme. Numerosi meccanismi del nostro corpo ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="color: #008000;"><strong style="font-size: 16px;">Educare corpo, mente, cuore. Il Karate.</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Educare corpo, mente, cuore, arrivare a un funzionamento coerente e funzionale di tutto il nostro essere è per le scienze odierne centrare l’obiettivo del nostro benessere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Comportamento alimentare e sessuale, come sappiamo, sono strettamente correlati non solo dal punto di vista bio-medico, ma anche psicologico, fisico ed emotivo insieme.</p>
<p style="font-weight: 400;">Numerosi meccanismi del nostro corpo correlano comportamenti e stati d’animo: psicoplasticità e neuroplasticità, epigenetica, intelligenza emotiva, microbiota sono i cardini del meraviglioso mondo che gli studi scientifici degli ultimi anni ci hanno svelato.</p>
<p style="font-weight: 400;">E tanti sono gli strumenti che ci consentono, con tanto di riconoscimento scientifico, di arrivare a educare corpo, mente, cuore: il Karate per esempio.</p>
<h6><span style="color: #008000;">Il Karate</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Il Karate, arte marziale, guarda alla persona nel suo essere un <em>tutto intero</em>: non solo movimenti corporei, non solo pensiero, non solo emozioni. Corpo, mente e cuore: circuiti che non lavorano singolarmente, ma che nella specificità delle loro funzioni, hanno vita simultanea e, inevitabilmente, collegata.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno dimostrato lo stretto collegamento dei nostri circuiti e come il funzionamento o il mal funzionamento o la correzione dell’uno riverbera effetti, in maniera reciproca e conseguente, sull’altro.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1393 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/95.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Zanshin: è la condizione psico-fisica di unione tra mente e corpo che il Karate insegna e che, una volta acquisita, rimane una costante della persona in ogni aspetto e momento della propria vita (<a href="http://www.accademiadellaviamarziale.it/2018/01/23/zanshin-distanza-elaborazione-controllo/">(http://www.accademiadellaviamarziale.it/2018/01/23/zanshin-distanza-elaborazione-controllo/</a>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Integrazione e autocontrollo di corpo e mente, rilassamento, concentrazione, attenzione. Cosa che vuol significare “essere presenti nel qui e ora, tenacia, flessibilità, autocontrollo” e cioè:</p>
<ul>
<li>saper conoscere, riconoscere le proprie emozioni e imparare a gestirle</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">quindi apertura dell’intelligenza emotiva che comporta</p>
<ul>
<li>riconoscimento e abbassamento dei livelli di rabbia e quindi</li>
<li>concentrazione</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">e perciò</p>
<ul>
<li>disconnessione di meccanismi associativi e negativi del nostro cervello.</li>
</ul>
<h6><span style="color: #008000;">Disciplina del corpo e della mente: il karate e le emozioni</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei problemi legati al binge eating è proprio l’emotional food, il mangiare emotivo che spesso induce a nutrirci in maniera sproporzionata perché legata al bisogno di consolazione soddisfatto dal cibo che si innesca quasi automaticamente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Imparare a disconnettere l’emozione “negativa” dal ricorrere al confort food per l&#8217; equilibrio emozionale, è la chiave di volta che interrompe il circuito vizioso (emozione negativa -&gt; cibo consolazione) e pone le basi per correggere comportamenti e stili di vita non equilibrati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Educare corpo, mente, cuore. Il Karate: entrare in un Dojo (Do = via Jo = cammino, comunemente luogo dove si esercitano le arti marziali) non è entrare in una palestra per svolgere esercizio fisico. Significa entrare in uno spazio per intraprendere un percorso di crescita, una disciplina per il corpo e lo spirito. Liberare la mente, stare nel qui e ora, essere fluidi e rigidi simultaneamente. Ma non solo: stimolare resistenza psico-fisica, controllare il peso (<a href="https://www.dietapersonalizzata.it/dieta-e-alimentazione-del-karateka/"> https://www.dietapersonalizzata.it/dieta-e-alimentazione-del-karateka/)</a>, seguire alimentazione corretta, liberare la mente e con la calma mentale ridurre e gestire lo stress.</p>
<h6><span style="color: #008000;">Crescita personale: testimonianza</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Un percorso di crescita personale verso il benessere che può cominciare anche se non più molto giovani.<br />
Riportiamo, a tal proposito, la testimonianza della nostra Claudia Agostini:</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Come l’arco, il praticante di karate deve usare contrazione, espansione, velocità e al tempo stesso rilassamento, concentrazione, lentezza” </em><em>(Gichin Funakoshi) <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1367" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/93.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></em></p>
<p style="font-weight: 400;">Ho cominciato a praticare karate da adulta, forse proprio da grande sono riuscita a coglierne la vera essenza. Ho sempre apprezzato sport di squadra perché per me era fondamentale immaginare lo sport come momento di aggregazione e di capacità di collaborazione, non ho mai dato peso al successo del singolo, ma a quello collettivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da qui la prima riflessione importante: “Qualunque cosa tu faccia, fino a quando tutto ciò riguarda una vittoria, si tratta di sport. Lo scopo della pratica delle arti marziali è padroneggiare le arti marziali stesse, non vincere (Oshou Iwasaki).”</p>
<p style="font-weight: 400;"> Non è stato facile dopo 30 anni di sport di squadra spostarmi verso questa disciplina, allenarmi da sola, immaginare di dover combattere contro un mio compagno, rispettare le regole di un Dojo che ritenevo essere troppo distanti da me e dal mio modo di vivere lo sport. Persino urlare alla fine di ogni tecnica mi faceva sentire ridicola.</p>
<h6><span style="color: #008000;">Il cammino per educare corpo, mente, cuore con il Karate.</span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Era necessario un cambiamento: insieme alla mia sensei (*<em>maestra di arti marziali</em> ) mi sono data un obiettivo all’anno o, meglio, un obiettivo a cintura, perché le migliori sfide, quelle più difficili sono proprio quelle con noi stessi:</p>
<ul>
<li>primo obiettivo ovvero passaggio dalla cintura bianca a quella gialla: imparare a urlare quel faticosissimo “kiai”.  Che poi cos’ era il kiai e perché era cosi importante imparare a dirlo? Il kiai è l’unione delle energie: quando emetti un kiai, non stai solo urlando qualcosa, ma stai rilasciando la tua energia. Il Kiai dimostra applicazione intenzionale ai tuoi gesti. Compreso il significato del kiai (compreso, non acquisito perchè farlo proprio è un serio impegno) arriva  il</li>
<li>secondo obiettivo ovvero il passaggio dalla cintura gialla a quella arancione: lavorare sullo Zanshin, sul &#8220;mantenere lo spirito allerta&#8221;, porre attenzione verso tutto ciò che ci circonda, imparare a essere “presenti”, considerare ogni momento importante come fosse l’unico momento, perché presenza mentale e consapevolezza di ogni parte del nostro corpo sono la via per educare corpo, mente, cuore. E il karate ne è la via.</li>
<li>Terzo obiettivo ovvero il passaggio dalla cintura arancione a quella verde: attraverso il karate trovare gli ostacoli della mente.</li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #339966;">→</span></strong> Adesso sono qui:<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1366 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/92.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/2665.png" alt="♥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span> Davanti a me la lunga strada verso la cintura nera. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1362 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/87.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto con la collaborazione di</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1196" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-1024x681.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-768x511.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-1536x1022.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-2048x1363.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-862x574.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-1200x798.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Claudia Agostini</strong><br />
Counselor Sistemica, Consulente Sessuale, Educatrice Esperta in Sessuologia, Esperta nell’approccio Sessuologico-alimentare, Operatrice Shiatsu, Formatrice presso Cta Milano (Centro Terapia dell’Adolescenza) e presso Sessuologia Alimentare, Mediatrice Familiare.</p>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cistite-e-limportanza-dellalimentazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cistite ed alimentazione La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo. Vediamo nel dettaglio. Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali. La ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite ed alimentazione </strong></span></h5>
<p>La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio.</p>
<p>Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali.</p>
<p>La vescica è un organo impari e mediano situato nel bacino <em>(più semplicemente un organo muscolare  singolo e cavo) </em>ed ha la funzione di raccogliere l’urina, come un serbatoio, ed espellerla mediante meccanismi complessi.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>La maggiore incidenza della cistite nelle donne rispetto agli uomini</strong></span></h5>
<p>Come dicevamo, la cistite è più diffusa nelle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Fattori favorenti nelle donne sono: l’uretra breve, l’irregolarità dell&#8217;alvo, l&#8217;età (menopausa), la presenza di un prolasso, l’uso di anticoncezionali, i rapporti sessuali.</p>
<p>Nell&#8217;uomo i fattori predisponenti sono l’ipertrofia prostatica, le prostatiti, le uretriti , le balanopostiti (infezioni del prepuzio e glande molto spesso spia di alterato metabolismo glicemico).</p>
<p>In entrambi i sessi può incidere la concomitanza di molteplici fattori, come le malattie metaboliche (es. il diabete), la calcolosi, la presenza di diverticoli sia essi vescicali che intestinali e ancora disturbi dello svuotamento vescicale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1152" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un cenno a parte merita la cistite in gravidanza, dovuta sia all’aumento in circolo del progesterone sia all’ingrossamento dell’utero gravidico con conseguente stasi urinaria (per la dilatazione e compressione della via escretrice).  A ciò può aggiungersi una stipsi cronica e l’insorgenza del diabete gravidico.</p>
<p>Sia negli uomini sia nelle donne, un ruolo fondamentale riveste l&#8217;alimentazione.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Sintomi </strong></span></h5>
<p>La sintomatologia è data da uno o più sintomi quali un dolore sovrapubico, bruciore e dolore minzionale, aumento della frequenza della minzione con emissione di scarsa quantità di urine  a volte torbide e maleodoranti, la  presenza o meno di sangue e che si può manifestare come macroematuria (sangue evidente ad occhio nudo)  oppure come microematuria  (valorizzato soltanto in laboratorio).</p>
<p>A volte può subentrare la febbre qualora venga interessata la via urinaria superiore ovvero la pelvi renale e/o il parenchima renale.</p>
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<h5><span style="color: #339966;"><strong>Classificazione e diagnosi</strong></span></h5>
<p>Le cistiti, nella pratica clinica sono classificate come acute o croniche, complicate (se interessano anche la via urinaria superiore) e non complicate (se, invece,  si limitano alla vescica).</p>
<p>Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono batteri e miceti più raramente virus .</p>
<p>I germi più frequenti sono quelli che vivono nel colon ove costituiscono la normale flora intestinale, di questi più frequente è l’ Escherichia Coli (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a></p>
<p>I germi che cambiano habitat e passano nella via urinaria (per cause  varie come ad esempio un alvo diarroico  o stitico) diventando virulenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La diagnosi, oltre che chiaramente sui segni/sintomi clinici  sopra menzionati, si basa e si completa mediante:</p>
<p>&#8211; l’ esame microscopico delle urine, che rileva la presenza di globuli bianchi, globuli rossi e di batteri</p>
<p>&#8211; l’esame colturale che tipizza il germe. quantizza le colonie batteriche e mediante l’antibiogramma saggia gli antibiotici a cui il germe è più sensibile</p>
<p>&#8211; l’ecografia dell’apparato urinario utile per escludere cause favorenti come calcolosi, diverticoli etc.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Terapia</strong></span></h5>
<p>La terapia consiste:</p>
<p>&#8211; nella somministrazione di antibiotici: questa deve essere sempre ben valutata, in quanto non sempre la presenza di batteri richiede l’uso di antibiotici i quali  possono creare resistenze e rendere più virulenti gli agenti patogeni</p>
<p>&#8211;  nella idratazione costante (poco e spesso almeno due litri di acqua distribuiti durante la giornata)</p>
<p>&#8211; nell’assunzione di fermenti lattici per il ripristino della flora saprofita intestinale</p>
<p>&#8211; nell’uso di integratori a base di mannosio, di prodotti rossi , zinco, una ursina, lactobacilli etc…</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite e comportamento alimentare</strong></span></h5>
<p>Un ruolo rilevante nell’insorgenza dei disturbi del basso tratto urinario, spetta alle cattive  abitudini comportamentali-alimentari, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; una scarsa idratazione  diminuisce il volume urinario, aumenta la quantità di soluti irritativi e permette una maggiore moltiplicazione di germi</p>
<p>&#8211; l’abuso di carboidrati (pazienti diabetici), spezie ,piccante e alcool  che aumentano l’adesività batterica scatenando una infezione.</p>
<p>&#8211; l’uso non controllato di anabolizzanti ed ormoni</p>
<p>Importante, nello stile di vita, avere una corretta  igiene  intima, una regolare attività fisica, una corretta alimentazione bevande alcoliche e gasate</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Consigli in caso di sintomatologia cistitica: </strong></span></h5>
<p>&#8211; assumere antibiotici, ma solo sotto diretto controllo medico</p>
<p>&#8211; idratazione abbondante (1 bicchiere d’acqua ogni due ore, bere poco e spesso, favorire lo svuotamento vescicale soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale.</p>
<p>&#8211; osservare un corretto regime alimentare, prediligere cibi acidificanti e ricchi in fibra, che proteggono la mucosa vescicale diminuendo l’adesività batterica, evitare spezie, piccanti insaccati, zuccheri,  grassi saturi e bevande alcoliche e gasate, preferire cottura dei cibi a vapore o a pressione o su piastra</p>
<p>&#8211; regolarizzare l’alvo sia esso stitico che diarroico mediante assunzione di alimenti che ripristinano la flora intestinale (yogurt)<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1161" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1024x577.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-768x433.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1536x866.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Superfluo appare raccomandare di rivolgersi  al proprio medico e  su  sua indicazione  se necessario allo specialista.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
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		<title>Microbiota vaginale, gravidanza e RIF</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 14:19:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta, in uno studio pubblicato nel giugno 2020 sulla rivista dell&#8217;American Society for Microbiology, si è indagato sul microbiota vaginale come possibile causa di RIF e ostativa di gravidanza. La ricerca ha posto l&#8217;attenzione su donne incorse in tentativi, senza positivo esito, di inseminazione in vitro. Recurrent Implantation Failure e microbioma vaginale Con la sigla RIF (Recurrent implantation ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta, in uno studio pubblicato nel giugno 2020 sulla rivista dell&#8217;American Society for Microbiology, si è indagato sul microbiota vaginale come possibile causa di RIF e ostativa di gravidanza. La ricerca ha posto l&#8217;attenzione su donne incorse in tentativi, senza positivo esito, di inseminazione in vitro.</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Recurrent Implantation Failure e microbioma vaginale</strong></span></p>
<p>Con la sigla RIF (Recurrent implantation failure)  ci si riferisce al fallimento di ripetuti tentavi di gravidanza mediante fecondazione assistita.</p>
<p>In assenza di cause patologiche definite o non altrimenti spiegabili, l&#8217;etiogenesi di RIF era prima del presente studio alquanto oscura.<br />
La ricerca di cui parliamo ha rivelato che le donne soggette a ripetuti fallimenti dell’impianto presentavano una riduzione notevole di Lactobacillus.<br />
In generale, sono state scoperte in queste donne differenze significative nel microbiota vaginale rispetto al gruppo di controllo (donne con successo di gravidanza dopo il primo tentativo).<br />
Sebbene studi precedenti avessero già dimostrato che il microbiota endometriale è associato a infertilità (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a>) e a insuccesso di fecondazione in vitro, questa ricerca ha dimostrato che i campioni vaginali piuttosto che quelli endometriali sono preferibili nella clinica a per il minor rischio di contaminazione e la non invasività del processo di campionamento.</p>
<p><strong><span style="color: #339966;">Microbioma vaginale e microbioma endometriale</span></strong></p>
<p>A differenza dei campioni vaginali, i campioni endometriali , infatti, sono facilmente contaminati dal microbioma cervicovaginale a causa della raccolta trans-vaginale e del numero inferiore di batteri che popolano l&#8217;endometrio rispetto alla vagina. Il risultato del campione bioptico endometriale, inoltre, non può mostrare le condizioni della paziente al momento del trasferimento dell&#8217;embrione in quanto si preferisce prelevare i campioni di biopsia endometriale solitamente in un momento diverso dal  ciclo di impianto a causa del danno endometriale causato dall&#8217;invasività della  procedura.<br />
Si tratta della prima elaborazione dettagliata del microbiota vaginale e dei metaboliti associati a RIF.<br />
L’importanza dello studio appare di tutta evidenza non solo in relazione a RIF, ma anche come possibilità di cura per altre malattie riproduttive. Non trascurabile, anche, la possibile valutazione prognostica del successo o insuccesso della procedura di fecondazione assistita.</p>
<p>Bibliografia: <em>Alterations in Vaginal Microbiota and Associated Metabolome in Women with Recurrent Implantation Failure<br />
Min Fu, Xiaowei Zhang, Yiheng Liang, Shouren Lin, Weiping Qian, Shangrong Fan<br />
Paul L. Fidel, Invited Editor, Xiaorong Lin, Editor</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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