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	<title>cibo Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; Terza parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: carne rossa e carne processata In questa terza parte dell&#8217;articolo: È la dose che fa il veleno, fermeremo l&#8217;attenzione sulla carne e precisamente sulle carni rosse e quelle processate. Nel 2015 l&#8217;International Agency for Research on Cancer (IARC), ha inserito la carne rossa nella classe 2A, catalogandola dunque come sostanza probabilmente cancerogena, e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #339966;"><strong>E&#8217; la dose che fa il veleno: carne rossa e carne processata</strong></span></h6>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>In questa terza parte dell&#8217;articolo: È la dose che fa il veleno, fermeremo l&#8217;attenzione sulla carne e precisamente sulle carni rosse e quelle processate.</p>
<p>Nel 2015 l&#8217;International Agency for Research on Cancer (IARC), ha inserito la carne rossa nella classe 2A, catalogandola dunque come sostanza probabilmente cancerogena, e similmente ha fatto anche con la carne processata (insaccati, salumi ecc), inserendola però nella categoria 1, classe di appartenenza delle sostanze certamente cancerogene, come tabacco ed etanolo.</p>
<p>Tale decisione ha suscitato discussioni, contestazioni, timori, resistenze a livello mediatico. False informazioni si sono propagate molto velocemente.</p>
<p>Nonostante i continui interventi dell’OMS per chiarire il misunderstanding, permane ancora molta confusione, perciò cercherò̀ di facilitare la comprensione dei dati, rispondendo alla domanda: “La carne rossa fa male?”. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1760" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/75.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">Facciamo un pò di chiarezza</span></h6>
<p>Cominciamo col dire che la classificazione di cancerogenicità effettuata dagli enti scientifici, non implica una valutazione diretta del rischio, ma indica che gli studi condotti sono robusti e affidabili e consentono di affermare con maggiore sicurezza che questi alimenti possono aumentare il rischio di malattie.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Ogni associazione ha fornito le proprie raccomandazioni di assunzione sulla base delle quali, io consiglio ai miei pazienti: massimo 500 grammi a settimana, suddivisi in non più di 100 grammi di carni lavorate (processate) e non più di 400 grammi di carne rossa “semplice”.</p>
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
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<div class="column">
<p>È, però, doverosa una precisazione riguardo le carni lavorate (processate), siano esse bianche o rosse. Essendo inserite nella categoria 1, il limite di 100 grammi a settimana non è un limite di sicurezza (come invece avviene per le carni rosse), ma una soglia di accettabilità. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1754" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/69.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Infatti la frase: “Meno è meglio” in questo caso calza a pennello.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cosa sono le carni processate?</span></h6>
<p>Con questo termine si intendono carni che abbiano subito un processo di lavorazione che ne prolunghi la conservazione o ne alteri il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura o aggiunta di conservanti (es. salumi).</p>
<p>I fattori più probabili, che rendono la carne processata più nociva per la salute, potrebbero essere diversi, vediamone una breve carrellata;</p>
<ol>
<li>  presenza eccessiva di Sodio</li>
<li>  presenza di conservanti come Nitriti e Nitrati che potrebbero, nel nostro organismo, convertirsi in Nitrosammine svolgendo un’azione cancerogena</li>
<li>presenza di Porfirine, potenzialmente responsabile se in eccesso, di infiammazione e tumori</li>
<li>presenza eccessiva di grassi saturi. <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1756 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/09/71.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p>Perciò, come consiglio ai miei pazienti, anche in questa circostanza, non esagerando e attenendosi alle sopracitate soglie di assunzione, potremo consumare la nostra carne in serenità̀.</p>
<h6><span style="color: #339966;">In conclusione:</span></h6>
<p>Abbiamo iniziato questo articolo chiedendoci quanto ci fosse di vero in alcune affermazioni allarmistiche su determinati alimenti. Dopo quanto detto, possiamo con sicurezza affermare che la frase di Paracelso si rivela essere ancora oggi un vero e proprio paradigma: l’importante è conoscere quale sia effettivamente “La dose”.</p>
<p>Riassumendo: che significato dare ancora oggi alla frase di Paracelso &#8220;E&#8217; la dose che fa il veleno?&#8221;  A me piace dire: Nessun divieto, solo buon senso.</p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla seconda parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E’ la dose che fa il veleno – seconda parte</a>)</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/le-carni-rosse-fanno-male-alla-salute">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/le-carni-rosse-fanno-male-alla-salute</a></p>
<p><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro</a></p>
<p><a href="https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/170615">https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/170615</a></p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
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<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista.<br />
Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; Terza parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE. Queste due sostanze ... </p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6><strong><span style="color: #24bd70;">È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte</span></strong></h6>
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<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE.<br />
Queste due sostanze sono quelle che negli ultimi anni sono entrate maggiormente nell’occhio del ciclone, con titoloni sensazionalistici.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza.</p>
<p>Innanzitutto, stiamo parlando di due composti che si generano solo quando la cottura viene effettuata ad altissime temperature, come nel caso del barbecue o della frittura. Per quanto ci siano delle analogie nei due composti, li esaminiamo separatamente in modo da non generare ulteriore confusione. E capiamo anche qui se è la dose che fa il veleno.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cottura alla brace </span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1739" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />1) BENZOPIRENE: è il piú studiato Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA), classe di sostanze correlate al rischio di cancro, in particolare del colon-retto. Il benzopirene si genera durante la cottura di proteine animali, per via della combustione di legna/carbone o a causa di un processo che prende il nome di Pirolisi. Quest’ultimo avviene quando il calore elevato di una fiamma, danneggia le strutture di proteine e grassi presenti nell’alimento.</p>
<p>Quindi ci dobbiamo preoccupare? Nì, perché occorre prestare attenzione. In che modo?</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Come suggerisce il sito dell’AIRC, limitando le occasioni di cotture estreme che mettono in contatto gli alimenti con carbone e fiamme e rimuovendo l&#8217;eventuale crosticina nera dalle bistecche.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Frittura</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1743" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />2) ACRILAMMIDE: Molecola organica che si forma negli alimenti amidacei (pane, patate ecc&#8230;) a seguito di esposizione ad alte temperature, come avviene ad esempio nel caso della frittura.<br />
Il rischio di tumore è stato accertato solo negli animali da laboratorio esposti ad un quantitativo di acrilammide 10.000 volte superiore a quello assunto normalmente con l’alimentazione umana. Per tale ragione, mi sento di dire che possiamo stare tranquilli. Specialmente se stiamo seguendo un profilo nutrizionale di stampo mediterraneo che di fritture, ad es., ne contempla ben poche.</p>
<p>Un modo, in ogni caso, per concedersi ogni tanto una frittura senza troppe preoccupazioni, è quello di scegliere un olio che possegga una buona resistenza alle alte temperature, che presenti, quindi, un Punto di Fumo elevato.</p>
<p>Il punto di fumo è un parametro molto importante: possiamo definirlo come la soglia termica oltre la quale si cominciano a sviluppare composti tossici e un caratteristico fumo dal colore scuro. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1740" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
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<div class="column">
<p>Gli oli che risultano più idonei alla frittura sono quello di arachidi e l’Extra Vergine di Oliva.Però non basta scegliere un buon olio per ottenere una frittura corretta sia dal punto di vista sensoriale che nutrizionale, bisogna anche adoperare una serie di accorgimenti.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Questi gli accorgimenti più importanti:</p>
<ol>
<li>gli alimenti dovranno essere completamente immersi nell’olio</li>
<li>la durata della frittura non dovrà superare i 10 minuti</li>
<li>una volta conclusa la frittura sarà necessario adoperare un panno carta per asciugare l’olio in eccesso</li>
<li>non riutilizzare mai l’olio</li>
<li>la temperatura dell’olio dovrà essere corretta.</li>
</ol>
<p>Importante il punto 5): la temperatura ottimale non dovrà essere né troppo elevata per evitare che l’alimento risulti bruciato in superficie e crudo all’interno, né troppo bassa per evitare di ottenere un prodotto unto e poco croccante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1745 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">E&#8217; bene sapere :</span></h6>
<p>Infine, ci tengo anche a sfatare un falso mito fin troppo diffuso:</p>
<p>l’olio non aumenta magicamente le proprie calorie durante la frittura. Infatti, facendo parte della categoria dei Lipidi (Grassi), manterrà sempre un tenore calorico di circa 9 Kcal per grammo, sia da crudo sia da cotto.</p>
<p>Ma quindi perché per mantenere la linea ci dicono sempre di non friggere?</p>
<p>Semplice, è dovuto al fatto che mentre aggiungendo olio a crudo esso rimarrà in superficie, durante la frittura l’alimento tenderà inevitabilmente ad assorbirlo, aumentando di fatto il quantitativo calorico del piatto.</p>
<p><strong>Fine seconda parte</strong></p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla terza parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Terza parte</a>)</p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista. Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia-cibo-sessualità-corpo-controllo]]></category>
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		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[stile comportamentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sessuologialimentare.it/?p=1344</guid>

					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cibo, Sesso, Mindfulness</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 07:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[agilità emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare. Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare. La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare.</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (<a href="https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429">https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429</a>). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e i meccanismi associativi condizionanti (Daniel J. Siegel). Per giungere alla connessione con se stessi occorre sviluppare la plasticità neurale che produrrà il cambiamento funzionale del cervello di fronte alle esperienze di vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno dimostrato senza ombra di dubbio gli effetti benefici della mindfulness (<a href="https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf">https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf</a>) a vari livelli: equilibrio emotivo, flessibilità della risposta, comunicazione assertiva, funzioni immunitarie e cardiache ecc.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1469 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg" alt="" width="742" height="276" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-300x112.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-768x286.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1536x572.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-100x37.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-862x321.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1200x447.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Il professore Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare, docente universitario presso la University of Massachussetts Medical Schoole, fondatore della Clinica per la Riduzione dello Stress e il Center for Mindfullness in Medicine, Health care and Society, ha introdotto questa forma di meditazione nei circuiti della medicina tradizionale e studi recenti confermano la validità della Mindfulness in un ampio campo di disturbi.</p>
<p style="font-weight: 400;">C’è un solo modo per avvicinarsi alla Mindfulness ed è l’esperienza diretta: occuparci di ciò che sta accadendo, di ciò che stiamo facendo, dello spazio in cui ci siamo e ci stiamo muovendo.  Per ogni situazione c’è una tecnica in grado di aumentare la propria soddisfazione, ridurre lo stress e migliorare il benessere emotivo. Si impara a lasciar andare i pensieri, le paure e le ansie, a prevenire il burn-out e a tornare in contatto con il proprio corpo (<a href="https://www.mrgrimaccia.it/">https://www.mrgrimaccia.it</a>).</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso e mindfulness</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Quanto siamo consapevolmente presenti quando mangiamo? E nei nostri incontri intimi?<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1472" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-150x150.jpg 150w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-100x100.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Quanto la nostra mente o le nostre emozioni ci portano altrove, lontano da lì, da dove è, dove si trova il nostro corpo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Evidente ed immediata, allora, l’utilità della mindfulness nell’approccio con il cibo e con la sessualità. Cibo e sesso sono legati al corpo: la nostra mente e le nostre emozioni vivono spesso disincarnate dal nostro corpo che subisce, però, gli effetti di quei pensieri  e di quelle emozioni che ci allontanano. Sul comportamento alimentare e sul comportamento sessuale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/desiderio-del-cibo-desiderio-sessuale/">Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</a>) ricadono sempre più gli effetti negativi dei pensieri dello stress, delle ansie, delle preoccupazioni o, più semplicemente, delle emozioni: la Mindfulness ci consente di acquisire competenze che impediscono ai nostri pensieri di agire come un pilota automatico,<br />
fuori dalla nostra consapevolezza, di muoverci, così, agilmente tra le nostre emozioni e godere del momento focalizzando l’attenzione sul presente con una presenza “incarnata”.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful eating</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">9 sono i tipi di fame nell’approccio mindful: <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1467" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg 202w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-100x149.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832.jpg 571w" sizes="auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<ol>
<li>fame degli occhi: vedere cibo, desiderio di mangiare</li>
<li>fame del naso: sentire gli odori del cibo è aprire le porte del desiderio di mangiare</li>
<li>fame delle orecchie: ascoltiamo il crepitio della frittura, lo scrocchiare della cioccolata e desideriamo mangiare</li>
<li>fame della bocca: gusto gradevole o stimolante, aumenta il desiderio, mangiamo ancora.</li>
<li>fame del tatto: mani, labbra, lingua, consistenze, sensazioni di piacere</li>
<li>fame dello stomaco: i suoi segnali sono riferibili anche a sensazioni legata all’ansia o al nervosismo che ci inducono a mangiare o a mangiare troppo senza effettivo e reale bisogno di nutrimento fisico</li>
<li>fame cellulare: la fame che ci segnala quando il nostro organismo ha bisogno di nutrirsi, senza complicazioni e interferenze di altro tipo (emozioni)</li>
<li>fame della mente: l’influenza dei pensieri che non sempre seguono i bisogni effettivi e veri del nostro corpo</li>
<li>fame del cuore: bisogno d’amore, d’attenzione, sfogo di tensioni, ricerca di gratificazione, fame emotiva.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Quando avvertiamo fame, la mindfulness ci aiuta a capire ciò di cui abbiamo bisogno: se di un momento di piacere, di consolazione, di nutrirci o di amore. E per ogni fame c’è una diversa possibilità di soddisfazione evitando che sia sempre il cibo la falsa e dannosa panacea di altri bisogni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma c’è anche la grande possibilità di coniugare sensazioni e desideri per un’esperienza di piacere esaltante e soddisfacente.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful sex</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso modo del comportamento alimentare, anche per il comportamento sessuale possiamo individuare 9 tipi di desiderio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mescolare due entità che si fondono e confondono e richiedono l’armonia dei sensi, della mente, del cuore: mangiare è una sorta di atto sessuale come l’atto sessuale è una sorta di riproduzione dell’atto del mangiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">I motivi per cui si fa sesso sono diversi<strong> </strong>e non sempre coincidono con</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;">“l’attività sessuale cellulare”, intesa come fisiologica, cioè quella indotta dai complessi meccanismi di regolazione del sistema nervoso centrale deputati alla sopravvivenza della specie. Esaminiamo allora le altre 8 attinenze:</li>
<li>la vista: canale privilegiato della seduzione, vedere e desiderare</li>
<li>l’olfatto: nasale, gli odori e retronasale, per la percezione dei feromoni</li>
<li>l’udito: quanto può sedurre la voce?</li>
<li>il tatto: toccare il corpo con ogni parte del corpo</li>
<li>la bocca: il sapore dei baci, della pelle</li>
<li>i genitali: il sesso non riproduttivo, istinti basici che, come la fame dello stomaco, vengono confusi con altre sensazioni che afferiscono a questo organo.</li>
<li>la mente: la pesante valenza dei pensieri, l’attrazione del sapiosexual, le fantasie sessuali</li>
<li>la fame del cuore: l’amore che c’è. O che manca.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1471 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg" alt="" width="742" height="376" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-300x152.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-768x390.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1536x779.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-100x51.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-862x437.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1200x609.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La sessualità come l’alimentazione ha bisogno d’essere scevra da elementi disturbanti. L’attenzione al qui e ora, l’armonia del corpo e della mente, la capacità di ascoltare e vivere le sensazioni e il corpo: l’incarnarsi e il coltivare l’intimità, propri della mindfulness.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>In conclusione</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: questo è un primo, leggero approccio ad un argomento vasto che richiede numerosi approfondimenti che sviluppiamo nei nostri corsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno spalancato una finestra importante sulla mindfulness a dispetto di tanti scetticismi.</p>
<p style="font-weight: 400;">La pratica professionale, offrendoci riscontri lusinghieri, ci induce ad elaborare con entusiasmo studi nuovi come quello introdotto con questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1468 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Siamo convinti che una maggiore “centratura” sulla persona, un lavoro che vada al di là della liquidità odierna e si concentri sul valore dell&#8217;individuo, sulla ricchezza di tutto il suo essere sia fondamentale: diventa così percorribile efficacemente il cammino diretto al benessere psico-fisico fatto di assenza di malanni e pieno di sensazioni positive, emozioni gestite, equilibrio mentale, piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti:</em></p>
<ul>
<li><em>Brotto L.A., Woo J. (2010). Cognitive-behavioral and mindfulness-based therapy for low sexual desire. Treating sexual desire disorders: A clinical casebook, 149-164.</em></li>
<li><em>Suzan David: Emotional Agility, 2018</em></li>
<li><em>Daniel J. Siegel. Mindfulness e cervello, 2007</em></li>
</ul>
<p><strong>Si ringrazia Maria Rita Grimaccia, naturopata, consulente in sessuologia clinica, istruttrice mindfulness, insegnante di meditazione, operatrice Translational Music, riflessologa plantare <a href="https://www.mrgrimaccia.it">https://www.mrgrimaccia.it</a></strong></p>
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		<title>Covid, alimentazione e sessualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 08:43:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Covid, alimentazione e sessualità: un tema difficile quello del Covid. Ne diamo una lettura un pò diversa, se vogliamo più intimista, per riflettere, speriamo in positivo, sui temi che sono oggetti dei nostri studi. Ringraziamo Claudia Agostini per questo piacevole, ma interessante, invito a riflettere sulla nostra vita più intima. Covid, alimentazione e sessualità: cosa è accaduto nelle nostre case. ... </p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/smart/covid-alimentazione-e-sessualita/">Covid, alimentazione e sessualità</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Covid, alimentazione e sessualità: un tema difficile quello del Covid. Ne diamo una lettura un pò diversa, se vogliamo più intimista, per riflettere, speriamo in positivo, sui temi che sono oggetti dei nostri studi.<br />
Ringraziamo Claudia Agostini per questo piacevole, ma interessante, invito a riflettere sulla nostra vita più intima.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Covid, alimentazione e sessualità: cosa è accaduto nelle nostre case.</span></h5>
<p>Tra alimentazione e sessualità esiste uno stretto legame, intimo e primitivo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/alimentazione-e-sessualita/">Alimentazione e sessualità</a>).<br />
Entrambi sono caratterizzate sia dalla ricerca del piacere sia dalla necessità di soddisfare un bisogno fisiologico vitale. Per sopravvivere abbiamo bisogno di mangiare e per far progredire la specie occorre riprodursi.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1191 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-300x177.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-1024x603.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-768x452.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-1536x905.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-100x59.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-862x508.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920-1200x707.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/call-5092454_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ma cosa ne è stato di questi bisogni-piaceri durante l’emergenza covid?<br />
Abbiamo mangiato di più e fatto meno sesso? I due piaceri si sono sommati oppure si sono alternati?</p>
<h5><span style="color: #339966;">Il Covid e la scoperta di noi stessi</span></h5>
<p>Con il coronavirus tutto è cambiato in maniera molto rapida: i figli in casa 24 ore su 24, la didattica online, lo stress dello smart working, la noia, la limitazione del movimento e del contatto, ma soprattutto la riduzione delle emozioni espresse tramite il corpo.<br />
Quante volte abbiamo aperto lo sportello del nostro frigorifero e usato il cibo per appagare una mancanza fisica ed emotiva?<br />
La quarantena, però, non può e non deve averci lasciato solo stress, preoccupazioni e incertezze.<br />
Abbiamo sicuramente avuto il tempo di dedicarci un film, di preparare una cena particolare e magari di pensare a quei giochi erotici con il cibo che sono da sempre tra le fantasie sessuali più utilizzate dalle coppie. Ricordano bene celebri scene del cinema che mostrano esattamente quanto eros e cibo vadano a braccetto: Kim Basinger e Mickey Rourke in Nove settimane e mezzo che, davanti al frigo, intraprendono un gioco di seduzione con vari alimenti o, in Flash Dance, la famosa aragosta mangiata a cena da Alex davanti al suo capo. Per non parlare, poi, della pluridiscussa scena di Marlon Brando con il burro in Ultimo Tango a Parigi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1190 size-thumbnail" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-cottonbro-3951878-scaled-e1600506111690-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E voi cosa avete fatto in tutto questo tempo passato a stretto contatto con il vostro partner? Avete anche voi riscoperto il piacere dell’eros e del cibo magari utilizzando una bella cena per risvegliare desideri nascosti?<br />
Oppure, invece, vi siete rifugiati nel cibo come alternativa all&#8217;assente piacere del sesso?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1196" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-1024x681.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-768x511.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-1536x1022.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-2048x1363.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-862x574.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/Alimentazione-e-sessualita-3297-1200x798.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Claudia Agostini<br />
Counselor Sistemico, Consulente Sessuale, Educatore Esperto In Sessuologia, Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare, Operatore Shiatsu, Formatrice presso Cta Milano (Centro Terapia dell’Adolescenza) e presso Sessuologia Alimentare, Mediatrice Familiare In Formazione</strong></p>
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		<title>Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[insula]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi? Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti. Prima  parte Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;">Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi?</span></h5>
<p><em>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti.</em></p>
<h6><span style="color: #ff0000;"><em>Prima  parte</em></span></h6>
<p>Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede quando iniziamo non solo ad averne voglia, ma a desiderarlo intensamente, fino alla bramosia? La voglia di un determinato cibo funziona come la voglia di qualsiasi altra cosa? Si può dire che il desiderio di mangiare determinati cibi sia paragonabile al desiderio di una droga per chi è in astinenza? Si può paragonare al desiderio sessuale?</p>
<h5><span style="color: #339966;">Cosa dicono gli studi</span></h5>
<p>Grazie al crescente interesse per temi come le emozioni e le dipendenze, molti studiosi hanno iniziato ad effettuare ricerche in questo ambito valutando soprattutto come funzionasse il cervello e quali aree si attivassero nelle diverse situazioni. Di questo genere di studi che collega il cervello alla gastronomia, cioè la neurogastronomia, il primo vero sostenitore è Gordon M. Shepherd, autore del libro All’origine del gusto.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Fame e desiderio</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1031" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-768x578.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1024x771.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-862x649.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1200x903.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel 2004, Marcia Pelchat, con i collaboratori dell’Istituto Monell Chemical Senses di Philadelphia, ha evidenziato come, specialmente in persone giovani, vi sia spesso la tendenza a desiderare il cibo preferito e, quindi, a consumarlo il più spesso possibile. Cosa che ha, ovviamente negli anni, pesanti conseguenze, prima tra tutte l’obesità infantile. Cibi estremamente saporiti, vengono ricercati specialmente nei casi in cui la propria dieta sia particolarmente piatta e monotona. Pelchat e gli altri studiosi hanno anche notato che gli studi precedenti che avevano analizzato le aree del cervello attive nel caso di assaporamento di gusti piacevoli erano le stesse di quelle attivate dagli odori piacevoli di vari cibi. In queste ricerche, però, si utilizzava la fame per causare nei partecipanti dei test il desiderio di cibo. La fame, però, non è la stessa cosa del desiderio: ha motivazioni molto diverse e viene causata da processi psicologici, chimici e biologici che non sempre uguali. I ricercatori, a questo punto, decisero di stimolare il desiderio non attraverso la fame, ma tramite un nuovo punto di vista: una dieta monotona.</p>
<h5><span style="color: #339966;">L&#8217;esperimento</span></h5>
<p>Divisero, infatti, i partecipanti furono in due gruppi. Uno dei due seguì una normale dieta per due giorni consecutivi, l’altro invece consumò esclusivamente un beverone alla vaniglia con aggiunta di proteine e vitamine. Al secondo gruppo vennero date nove lattine da 226 grammi al giorno in modo tale che ogni paziente potesse consumare 2160 calorie durante la giornata (240 calorie per lattina). Giunti alla fine di queste due giornate ai volontari che avevano fatto parte del test venne fatta una scansione cerebrale.</p>
<h5><span style="color: #339966;">I risultati</span></h5>
<p>La prima scansione fu mentre i soggetti erano rilassati. Per la seconda, invece, si mostrarono loro due poster con scritti i nomi dei loro due alimenti preferiti (da loro stessi indicati all’inizio della ricerca). Fu deciso di mostrare il nome più che l’effettiva immagine cosicché i partecipanti potessero immaginarsi la migliore propria versione di quel piatto. Si chiese, poi, ai partecipanti di immaginarsi quei piatti, l&#8217;odore, il sapore e la consistenza. Dopo aver immaginato i cibi che avevano definito come preferiti, emerse una netta differenza in chi aveva avuto una dieta varia negli ultimi due giorni e in chi aveva fatto parte del gruppo dalla dieta monotona. I secondi, infatti, ebbero un’attivazione delle parti del cervello responsabili del desiderio di una determinata droga e responsabili, in parte, anche del desiderio sessuale intenso. Delle aree attivate, solo l’insula, deputata anche nell’attivazione della sessualità, era presente anche nelle aree del cervello imputabili alla fame.</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<p><em>Bibliografia: Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice Pinchera, Aldo (1991). Endocrinologia e metabolismo. Fisiopatologia e clinica Serio, M. et al (1984). Sexual Differentiation: Basic and Clinical Aspects, Raven Press, New York</em></p>
<p>Scritto da</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. </strong><strong>È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l&#8217;indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con &#8220;Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità&#8221; di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il linguaggio  erotico del cibo</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/il-linguaggio-erotico-del-cibo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 11:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos’è il cibo? Non è soltanto una collezione di prodotti, bisognosi di studi statistici o dietetici. È anche e nello stesso tempo un sistema di comunicazione, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni e di comportamenti. Roland Barthes Qual è il linguaggio erotico del cibo? Mai, come in quest’epoca, il cibo ha raggiunto una così elevata ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Che cos’è il cibo? Non è soltanto una collezione<br />
di prodotti, bisognosi di studi statistici o dietetici.<br />
È anche e nello stesso tempo un sistema di comunicazione, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni e di comportamenti.</em></p>
<p><em>Roland Barthes</em></p>
<p>Qual è il linguaggio erotico del cibo?<br />
Mai, come in quest’epoca, il cibo ha raggiunto una così elevata attenzione: non più solo risposta a bisogni primari o fame del mondo, ma obesità che per la prima volta oggi ha superato nei numeri la malnutrizione, disturbi alimentari, studio dei nutrienti e delle preparazioni, contaminazione chimica, percorsi normativi di tutela, veganesimo, proliferazione di diete, riviste, blog, trasmissioni televisive… Persino gente comune, di ogni età, non perde occasione di fotografare e postare il piatto che gli sta davanti come se fosse un evento degno d’essere immortalato e lasciato ai posteri. Il cibo è linguaggio: parla di tradizioni culturali, familiari e di scale sociali, parla di amore e di cura, fa parlare di se stessi, dei propri bisogni e di quelli del proprio tempo. Non a caso Claude Lévi-Strauss diceva “buono da pensare”: il cibo non è solo da mangiare.</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>Dal bisogno di sopravvivenza &#8230;</strong></span></h5>
<p>Cibo solo da mangiare erano le bacche, l’emmer, la carne cruda e poi cotta. Quando l’uomo si è evoluto, il cibo si è evoluto con lui. E il cibo è divenuto linguaggio. Con il fuoco è nata la “cucina” e con essa la seduzione della cucina con cui la donna, magari nuovamente incinta, rimasta nella caverna ad accudire i piccoli già nati, mirava a che l’uomo cacciatore tornasse a “casa” con la preda per sfamare e proteggere lei e i figli piuttosto che fermarsi presso un’altra caverna.<br />
E mentre l’uomo saliva nella scala evoluzionistica, cibo ed eros si sono intrecciati in un comune discorso finalizzato man mano non solo alla sopravvivenza, ma al piacere del vivere. Perdendo le connotazioni prettamente biologiche del mondo animale passando, nel tempo, dall&#8217; impulsività alla razionalità e alle emozioni, dal sesso all’erotismo, dal mangiare alla culinaria, dalla sopravvivenza basica alla civiltà e cultura.</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">&#8230;ai bisogni del vivere</span></strong></h5>
<p>E dal cibo è nata l’immagine del corpo che ne determina la sua desiderabilità erotica e, quindi, insieme a questa, la sua presenza nel mondo. L’opponibilità naturale del corpo tra ciò che è esterno, il visibile, reale o immaginario, e quello che è interno, l’intimo celato, organico e percettivo, emotivo, mentale, è il segno della presenza nel mondo: un oggetto e un soggetto.<br />
Una simbolizzazione del come siamo e del nostro posto nel mondo dal quale voler fuggire (<em>es. anoressia</em> <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-e-ascetismo-controllo-corpo/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-alimentare-e-anoressia-sessuale/</a>) o nel quale, invece, voler gridare che si sta (<em>es. obesità)</em>: il corpo che diviene espressione <em>nel</em> mondo esterno <em>del</em> nostro mondo interiore di emozioni, cura ed amore, presenti o mancanti. Il corpo che, attraverso la relazione con il cibo e la sessualità, esprime il nostro esserci, non esserci ovvero il nostro volere o non voler esserci.</p>
<p>Fonti:<br />
https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-alimentare-e-anoressia-sessuale/Senso e forma del cibo. Sulla Semiotica dell’alimentazione (G. Marrone); Sessualità cibo e cervello (A. Leone)</p>
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