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	<title>obesità Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità femminile e alimentazione</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi alla menopausa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue fino all’età adulta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterine, tubariche, ovulatorie/ormonali cervicali, vaginali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione va posta nella prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmesse che possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1650" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Alimentazione e stili di vita non corretti sono fattori altrettanto importanti e degni di ulteriore attenzione. Vediamo.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Alimentazione e fertilità</strong></span></h6>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo positivo dell’alimentazione</em></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Alcuni cibi possono svolgere un ruolo positivo sulla fertilità, es. alimenti contenenti:</p>
<ul>
<li>vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e folati (aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni)</li>
<li>la vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza</li>
<li>situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno</li>
<li>il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</li>
<li>Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe costituire un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</li>
<li>un ruolo positivo è confermato agli acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo negativo dell’alimentazione</em></span></h6>
<ul>
<li>anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</li>
<li>il consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</li>
<li>controverso l’effetto dei latticini: studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, alcuni riportano deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>L’importanza degli stili di vita</strong></span></h6>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Insidiosi per entrambi i sessi sono le cattive abitudini comportamentali, i disturbi alimentari e gli inquinanti:</p>
<ul>
<li>fumo: premessa la cancerogenicità dei diversi componenti del fumo di sigaretta, la nicotina e altre sostanze contenute nel tabacco e nella carta compromettono la salute degli spermatozoi, in particolare danneggiano e riducono la mobilità; le donne fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento, di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici e vanno incontro a menopausa in media due-tre anni più precocemente.</li>
<li>alcol: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi</li>
<li>infezione sessualmente trasmesse spesso misconosciute, possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine, quindi è necessario ribadire l’importanza della prevenzione</li>
<li>eccessiva o ridotta attività fisica, stress-psico fisico e disturbi alimentari (eccessiva magrezza ed obesità) influenzano la fertilità provocando una alterazione del profilo ormonale</li>
<li>inquinanti ambientali/alimentari (sostanze chimiche derivanti prevalentemente da rifiuti industriali, insetticidi, fungicidi ed erbicidi) agiscono come interferenti endocrini, in quanto hanno la capacità di mimare o interferire con i nostri ormoni e provocare effetti tossici sul feto e sul liquido seminale.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #008000;">Conclusioni</span></strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Sia per la donna sia per l’uomo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte))</a>, l&#8217;alimentazione riveste un ruolo importante tra le cause di infertilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fertilità richiede uno stile di vita adeguato ovvero:</p>
<ul>
<li>una alimentazione sana, prediligendo la dieta mediterranea</li>
<li>comportamenti corretti che minimizzino quanto più possibile fattori di rischio quali il fumo, l&#8217;abuso di alcol, la promiscuità sessuale, l’obesità, la eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l’eccessiva attività fisica, l’uso di anabolizzanti e l’esposizione a fattori tossici alimentari ed ambientali laddove possibile.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"> Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione </strong><strong><br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 10:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale: cosa sono? La Sindrome Premestruale Ogni donna sa come si sente nel periodo premestruale: una serie di sintomi più o meno ricorrenti, più o meno generalizzati, più o meno intensi e comuni. Sintomi fisici, ma anche psicologici che tendono a scomparire con l’arrivo delle mestruazioni. Per Sindrome Premestruale (PMS = PreMenstrual Syndrome), così, si ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale: cosa sono?</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>La Sindrome Premestruale</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Ogni donna sa come si sente nel periodo premestruale: una serie di sintomi più o meno ricorrenti, più o meno generalizzati, più o meno intensi e comuni. Sintomi fisici, ma anche psicologici che tendono a scomparire con l’arrivo delle mestruazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Sindrome Premestruale (PMS = PreMenstrual Syndrome), così, si intende proprio l’insieme dei sintomi, fisici e psicologici che compaiono durante la fase luteinica (luteale) del ciclo mestruale, cioè la fase che va dall’ovulazione alla comparsa della mestruazione (<a href="https://www.humanitas.it/centri/fertility-center/strumenti-utili/la-procreazione-naturale/">https://www.humanitas.it/centri/fertility-center/strumenti-utili/la-procreazione-naturale/</a>). <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1445" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La PSM è causata dal cambiamento ormonale e neurobiologico di questa fase: le variazioni dei livelli di estrogeni e progesterone incidono sensibilmente sul neurotrasmettitore più importante del tono dell’umore: la serotonina.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>I sintomi</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Abbassamento del tono dell’umore, irritabilità, rabbia, ansia, difficoltà di concentrazione, ipersonnia o difficoltà del sonno, iperfagia, astenia. Ma anche: tensione mammaria, gonfiore addominale (la maggior parte dei recettori per la serotonina sono nell’intestino cfr. <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/il-sistema-nervoso-enterico-un-altro-cervello/">Il sistema nervoso enterico: un altro cervello?</a>), ritenzione, stipsi, nausea, aumento ponderale, desiderio disordinato di cibi, craving di dolci, carboidrati o salati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ancora, da tenere  presente che un’intestino infiammato (sindrome dell’intestino irritabile IBS) tende a peggiorare durante l’infiammazione fisiologica correlata al ciclo mestruale. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1444" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Disturbo Disforico Premestruale</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">La Sindrome premestruale appare una condizione fisiologica, fastidiosa, ma gestibile in quanto nella normalità dei casi, i fastidi non incidono significativamente sullo stato di benessere generale della donna.</p>
<p style="font-weight: 400;">Esistono, però, situazioni in cui i sintomi si manifestano con forte intensità e, a volte, gravità tanto da compromettere la vita quotidiana e relazionale. Si tratta del Disturbo Disforico Premestruale  (PMDD PreMenstrual Dysforic Disorder): situazioni particolari e limitate, ma non per questo da sottovalutare ( riguarda sino all’8% della popolazione femminile in età fertile cfr. <a href="https://itapms.org/">https://itapms.org/</a>). E’ importante conoscere il PMDD per evitare che sintomi e stati d’animo o comportamenti conseguenti vengano confusi con altre situazioni, malesseri, disagi, disordini.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Rimedi e prospettive terapeutiche</strong></h6>
<ul>
<li>Alimentazione e stili di vita: l’alimentazione corretta è il primo fondamentale step, compreso un giusto peso corporeo. Eccesso di magrezza o sovrappeso possono incidere sul ciclo mestruale e sui sintomi. Privilegiare legumi, soia, verdura, frutta, anche secca, olio d’oliva o vegetale, elementi che contengono acidi grassi precursori degli ormoni femminili. Evitare cibi in scatola, precotti, salati, alcolici ed eccitanti. Riposare e trovare spazi e momenti per ridurre lo stress: passeggiate, attività sportiva adeguata, mindfullness</li>
<li>Integratori come magnesio (se carente per errata alimentazione); agnocasto (fitoterapico consigliato proprio per le irregolarità e i disturbi legati al ciclo (<a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/agnocasto/">https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/agnocasto/</a>)</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Nei casi più gravi:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">Terapia farmacologica: assunzione di contraccettivi ormonali, regolatori della ricaptazione della serotonina (SSRI &#8211; antidepressivi).<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1443" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"><span style="color: #339966;"><strong>→</strong> </span>Naturalmente, anche per la Sindrome Premestruale e per il Disturbo Disforico Premestruale valgono le solite raccomandazioni: prestare attenzione alla persona e parlarne sempre, prima di qualsiasi scelta, con professionisti competenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Steiner M. Premenstrual syndrome and premenstrual dys- phoric disorder: guidelines for management. J PsychiatryNeurosci 2000;25:459-68.(</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Pati GK, Kar C, Narayan J, Uthansingh K, Behera M, Sahu MK, Mishra D, Singh A. Irritable bowel syndrome and the menstrual cycle Cureus. 2021 Jan 14;13(1):e12692. doi: 10.7759/cureus.12692)</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Lam RW, Carter D, Misri S, Kuan AJ, Yatham LN, Zis AP. Acontrolled study of light therapy in women with late luteal phase dysphoric disorder. Psychiatry Res 1999;86:185-92.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Graziottin, A., Cuccarollo, A., Uccella, S. et al. Estrogeni e infiammazione. L&#8217;Endocrinologo<strong>23, </strong>281–289 (2022). https://doi.org/10.1007/s40619-022-01073-w</em></p>
<p>Si ringrazia per la collaborazione<em>:</em></p>
<p><strong>dott.ssa Silvia Belcaro, psicologa, psicoterapeuta, consulente in sessuologia</strong></p>
<p><strong>Claudia Agostini, counselor, consulente in sessuologia, operatrice Shiatsu</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Infertilità e alimentazione (prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 10:06:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata. Cos&#8217;è l&#8217;infertilità? Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti. La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo. L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Cos&#8217;è l&#8217;infertilità?</span></strong><br />
Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti.<br />
La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo.<br />
L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, della donna o di entrambi i componenti della coppia, ma non esclude la possibilità di procreare, ovvero condizione dove esiste la possibilità di procreare con gameti omologhi (migliorati dalla terapia medica o prelevati mediante tecniche chirurgiche di recupero spermatozoi e/o ovociti).</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Qual è il ruolo dell&#8217;alimentazione nell&#8217;infertilità?</strong></span><br />
L’alimentazione ha un ruolo importante nella salute sessuale e nella capacità riproduttiva, in quanto l’apporto di vitamine, fitonutrienti, acidi grassi insaturi, prebiotici, probiotici e psicobiotici con gli alimenti crea il substrato per una buona fertilità.<br />
Attualmente si ritiene che circa il 20% delle coppie non riesce ad avere una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti sessuali mirati non protetti. Negli ultimi anni si è dato il giusto peso al fattore maschile: all’interno della coppia, il maschio partecipa per circa il 20% come fattore puro e per il 30% in associazione a quello femminile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1325 alignright" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità maschile e alimentazione</strong></span><br />
Le cause dell’infertilità maschile sono molteplici: varicocele, infezioni, genetiche, chirurgiche, ormonali, alimentari comportamentali, non note.<br />
Studi sul liquido seminale di maschi ipofertili hanno evidenziato che la qualità del seme è influenzata da un fattore comune in tutte le patogenesi: la produzione di radicali liberi ad azione ossidante (ROS- reacting oxiygen species).<br />
I radicali liberi sono molecole molto reattive ed instabili prodotte dal metabolismo dell’ossigeno: quando in eccesso, innescano reazioni chimiche danneggiando le membrane cellulari e il DNA degli spermatozoi. Per tale motivo qualsiasi noxa patogena come lo stress psicofisico, i disordini alimentari e l’inquinamento ambientale, fattori socio-economici e patologie specifiche dell’apparto riproduttivo sono causa di produzione eccessiva di ROS. Quindi tutto ciò che riduce o impedisce la produzione dei ROS, migliora la capacità riproduttiva come ad esempio una alimentazione sana.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo positivo dell’alimentazione a base di :</em></strong></span><br />
&#8211; pesce crostacei e molluschi, che grazie al loro contenuto di acidi grassi insaturi, in particolare modo omega 3, possono migliorare la qualità dello sperma<br />
&#8211; verdure, vegetali e cereali integrali ricchi di vitamine, minerali e fitonutrienti ad azione antiossidante come zinco, selenio, vitamina C, vitamina E, vitamina B6, arginina, coenzima Q10 e acido folio<br />
&#8211; cibi ricchi di fibre che legano gli estrogeni plasmatici riducendone la concentrazione, fattore importante per una normale fertilità</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo negativo dell’alimentazione a base di:</em></strong></span><br />
&#8211; soia e derivati, spesso indicati come un potenziale problema per la fertilità maschile per la rilevante presenza di fitoestrogeni. I fitoestrogeni sono sostanze che teoricamente potrebbero interferire con l’azione degli ormoni maschili. In realtà sono scarsi i lavori sul tema e i pochi studi non hanno mostrato correlazione tra un elevato consumo di soia e la qualità del seme<br />
&#8211; carni lavorate e carne rossa, alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali a impatto negativo sulla salute maschile per la possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi<br />
&#8211; latte manipolato, per la presenza di estrogeni da alimentazione impropria degli animali da latte<br />
&#8211; un elevato consumo di patate, di dolci e di bevande dolcificate, tutti fattori che favoriscono l’aumento di peso, l&#8217;aumento dell’infiammazione e dello stress ossidativo, fattori fortemente negativi per la qualità del seme e che aprono un altro grosso capitolo legato alla alimentazione e sessualità ovvero la Sindrome metabolica.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/desiderio-del-cibo-desiderio-sessuale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:21:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi? Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti. Prima  parte Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;">Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi?</span></h5>
<p><em>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti.</em></p>
<h6><span style="color: #ff0000;"><em>Prima  parte</em></span></h6>
<p>Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede quando iniziamo non solo ad averne voglia, ma a desiderarlo intensamente, fino alla bramosia? La voglia di un determinato cibo funziona come la voglia di qualsiasi altra cosa? Si può dire che il desiderio di mangiare determinati cibi sia paragonabile al desiderio di una droga per chi è in astinenza? Si può paragonare al desiderio sessuale?</p>
<h5><span style="color: #339966;">Cosa dicono gli studi</span></h5>
<p>Grazie al crescente interesse per temi come le emozioni e le dipendenze, molti studiosi hanno iniziato ad effettuare ricerche in questo ambito valutando soprattutto come funzionasse il cervello e quali aree si attivassero nelle diverse situazioni. Di questo genere di studi che collega il cervello alla gastronomia, cioè la neurogastronomia, il primo vero sostenitore è Gordon M. Shepherd, autore del libro All’origine del gusto.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Fame e desiderio</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1031" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-768x578.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1024x771.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-862x649.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1200x903.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel 2004, Marcia Pelchat, con i collaboratori dell’Istituto Monell Chemical Senses di Philadelphia, ha evidenziato come, specialmente in persone giovani, vi sia spesso la tendenza a desiderare il cibo preferito e, quindi, a consumarlo il più spesso possibile. Cosa che ha, ovviamente negli anni, pesanti conseguenze, prima tra tutte l’obesità infantile. Cibi estremamente saporiti, vengono ricercati specialmente nei casi in cui la propria dieta sia particolarmente piatta e monotona. Pelchat e gli altri studiosi hanno anche notato che gli studi precedenti che avevano analizzato le aree del cervello attive nel caso di assaporamento di gusti piacevoli erano le stesse di quelle attivate dagli odori piacevoli di vari cibi. In queste ricerche, però, si utilizzava la fame per causare nei partecipanti dei test il desiderio di cibo. La fame, però, non è la stessa cosa del desiderio: ha motivazioni molto diverse e viene causata da processi psicologici, chimici e biologici che non sempre uguali. I ricercatori, a questo punto, decisero di stimolare il desiderio non attraverso la fame, ma tramite un nuovo punto di vista: una dieta monotona.</p>
<h5><span style="color: #339966;">L&#8217;esperimento</span></h5>
<p>Divisero, infatti, i partecipanti furono in due gruppi. Uno dei due seguì una normale dieta per due giorni consecutivi, l’altro invece consumò esclusivamente un beverone alla vaniglia con aggiunta di proteine e vitamine. Al secondo gruppo vennero date nove lattine da 226 grammi al giorno in modo tale che ogni paziente potesse consumare 2160 calorie durante la giornata (240 calorie per lattina). Giunti alla fine di queste due giornate ai volontari che avevano fatto parte del test venne fatta una scansione cerebrale.</p>
<h5><span style="color: #339966;">I risultati</span></h5>
<p>La prima scansione fu mentre i soggetti erano rilassati. Per la seconda, invece, si mostrarono loro due poster con scritti i nomi dei loro due alimenti preferiti (da loro stessi indicati all’inizio della ricerca). Fu deciso di mostrare il nome più che l’effettiva immagine cosicché i partecipanti potessero immaginarsi la migliore propria versione di quel piatto. Si chiese, poi, ai partecipanti di immaginarsi quei piatti, l&#8217;odore, il sapore e la consistenza. Dopo aver immaginato i cibi che avevano definito come preferiti, emerse una netta differenza in chi aveva avuto una dieta varia negli ultimi due giorni e in chi aveva fatto parte del gruppo dalla dieta monotona. I secondi, infatti, ebbero un’attivazione delle parti del cervello responsabili del desiderio di una determinata droga e responsabili, in parte, anche del desiderio sessuale intenso. Delle aree attivate, solo l’insula, deputata anche nell’attivazione della sessualità, era presente anche nelle aree del cervello imputabili alla fame.</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<p><em>Bibliografia: Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice Pinchera, Aldo (1991). Endocrinologia e metabolismo. Fisiopatologia e clinica Serio, M. et al (1984). Sexual Differentiation: Basic and Clinical Aspects, Raven Press, New York</em></p>
<p>Scritto da</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. </strong><strong>È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l&#8217;indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con &#8220;Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità&#8221; di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il linguaggio  erotico del cibo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 11:30:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos’è il cibo? Non è soltanto una collezione di prodotti, bisognosi di studi statistici o dietetici. È anche e nello stesso tempo un sistema di comunicazione, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni e di comportamenti. Roland Barthes Qual è il linguaggio erotico del cibo? Mai, come in quest’epoca, il cibo ha raggiunto una così elevata ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Che cos’è il cibo? Non è soltanto una collezione<br />
di prodotti, bisognosi di studi statistici o dietetici.<br />
È anche e nello stesso tempo un sistema di comunicazione, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni e di comportamenti.</em></p>
<p><em>Roland Barthes</em></p>
<p>Qual è il linguaggio erotico del cibo?<br />
Mai, come in quest’epoca, il cibo ha raggiunto una così elevata attenzione: non più solo risposta a bisogni primari o fame del mondo, ma obesità che per la prima volta oggi ha superato nei numeri la malnutrizione, disturbi alimentari, studio dei nutrienti e delle preparazioni, contaminazione chimica, percorsi normativi di tutela, veganesimo, proliferazione di diete, riviste, blog, trasmissioni televisive… Persino gente comune, di ogni età, non perde occasione di fotografare e postare il piatto che gli sta davanti come se fosse un evento degno d’essere immortalato e lasciato ai posteri. Il cibo è linguaggio: parla di tradizioni culturali, familiari e di scale sociali, parla di amore e di cura, fa parlare di se stessi, dei propri bisogni e di quelli del proprio tempo. Non a caso Claude Lévi-Strauss diceva “buono da pensare”: il cibo non è solo da mangiare.</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>Dal bisogno di sopravvivenza &#8230;</strong></span></h5>
<p>Cibo solo da mangiare erano le bacche, l’emmer, la carne cruda e poi cotta. Quando l’uomo si è evoluto, il cibo si è evoluto con lui. E il cibo è divenuto linguaggio. Con il fuoco è nata la “cucina” e con essa la seduzione della cucina con cui la donna, magari nuovamente incinta, rimasta nella caverna ad accudire i piccoli già nati, mirava a che l’uomo cacciatore tornasse a “casa” con la preda per sfamare e proteggere lei e i figli piuttosto che fermarsi presso un’altra caverna.<br />
E mentre l’uomo saliva nella scala evoluzionistica, cibo ed eros si sono intrecciati in un comune discorso finalizzato man mano non solo alla sopravvivenza, ma al piacere del vivere. Perdendo le connotazioni prettamente biologiche del mondo animale passando, nel tempo, dall&#8217; impulsività alla razionalità e alle emozioni, dal sesso all’erotismo, dal mangiare alla culinaria, dalla sopravvivenza basica alla civiltà e cultura.</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">&#8230;ai bisogni del vivere</span></strong></h5>
<p>E dal cibo è nata l’immagine del corpo che ne determina la sua desiderabilità erotica e, quindi, insieme a questa, la sua presenza nel mondo. L’opponibilità naturale del corpo tra ciò che è esterno, il visibile, reale o immaginario, e quello che è interno, l’intimo celato, organico e percettivo, emotivo, mentale, è il segno della presenza nel mondo: un oggetto e un soggetto.<br />
Una simbolizzazione del come siamo e del nostro posto nel mondo dal quale voler fuggire (<em>es. anoressia</em> <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-e-ascetismo-controllo-corpo/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-alimentare-e-anoressia-sessuale/</a>) o nel quale, invece, voler gridare che si sta (<em>es. obesità)</em>: il corpo che diviene espressione <em>nel</em> mondo esterno <em>del</em> nostro mondo interiore di emozioni, cura ed amore, presenti o mancanti. Il corpo che, attraverso la relazione con il cibo e la sessualità, esprime il nostro esserci, non esserci ovvero il nostro volere o non voler esserci.</p>
<p>Fonti:<br />
https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/anoressia-alimentare-e-anoressia-sessuale/Senso e forma del cibo. Sulla Semiotica dell’alimentazione (G. Marrone); Sessualità cibo e cervello (A. Leone)</p>
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