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	<title>desiderio sessuale Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Cibo, Sesso, Mindfulness</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 07:53:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare. Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare. La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare.</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (<a href="https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429">https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429</a>). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e i meccanismi associativi condizionanti (Daniel J. Siegel). Per giungere alla connessione con se stessi occorre sviluppare la plasticità neurale che produrrà il cambiamento funzionale del cervello di fronte alle esperienze di vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno dimostrato senza ombra di dubbio gli effetti benefici della mindfulness (<a href="https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf">https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf</a>) a vari livelli: equilibrio emotivo, flessibilità della risposta, comunicazione assertiva, funzioni immunitarie e cardiache ecc.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1469 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg" alt="" width="742" height="276" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-300x112.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-768x286.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1536x572.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-100x37.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-862x321.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1200x447.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Il professore Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare, docente universitario presso la University of Massachussetts Medical Schoole, fondatore della Clinica per la Riduzione dello Stress e il Center for Mindfullness in Medicine, Health care and Society, ha introdotto questa forma di meditazione nei circuiti della medicina tradizionale e studi recenti confermano la validità della Mindfulness in un ampio campo di disturbi.</p>
<p style="font-weight: 400;">C’è un solo modo per avvicinarsi alla Mindfulness ed è l’esperienza diretta: occuparci di ciò che sta accadendo, di ciò che stiamo facendo, dello spazio in cui ci siamo e ci stiamo muovendo.  Per ogni situazione c’è una tecnica in grado di aumentare la propria soddisfazione, ridurre lo stress e migliorare il benessere emotivo. Si impara a lasciar andare i pensieri, le paure e le ansie, a prevenire il burn-out e a tornare in contatto con il proprio corpo (<a href="https://www.mrgrimaccia.it/">https://www.mrgrimaccia.it</a>).</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso e mindfulness</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Quanto siamo consapevolmente presenti quando mangiamo? E nei nostri incontri intimi?<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1472" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-150x150.jpg 150w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-100x100.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Quanto la nostra mente o le nostre emozioni ci portano altrove, lontano da lì, da dove è, dove si trova il nostro corpo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Evidente ed immediata, allora, l’utilità della mindfulness nell’approccio con il cibo e con la sessualità. Cibo e sesso sono legati al corpo: la nostra mente e le nostre emozioni vivono spesso disincarnate dal nostro corpo che subisce, però, gli effetti di quei pensieri  e di quelle emozioni che ci allontanano. Sul comportamento alimentare e sul comportamento sessuale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/desiderio-del-cibo-desiderio-sessuale/">Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</a>) ricadono sempre più gli effetti negativi dei pensieri dello stress, delle ansie, delle preoccupazioni o, più semplicemente, delle emozioni: la Mindfulness ci consente di acquisire competenze che impediscono ai nostri pensieri di agire come un pilota automatico,<br />
fuori dalla nostra consapevolezza, di muoverci, così, agilmente tra le nostre emozioni e godere del momento focalizzando l’attenzione sul presente con una presenza “incarnata”.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful eating</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">9 sono i tipi di fame nell’approccio mindful: <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1467" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg 202w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-100x149.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832.jpg 571w" sizes="auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<ol>
<li>fame degli occhi: vedere cibo, desiderio di mangiare</li>
<li>fame del naso: sentire gli odori del cibo è aprire le porte del desiderio di mangiare</li>
<li>fame delle orecchie: ascoltiamo il crepitio della frittura, lo scrocchiare della cioccolata e desideriamo mangiare</li>
<li>fame della bocca: gusto gradevole o stimolante, aumenta il desiderio, mangiamo ancora.</li>
<li>fame del tatto: mani, labbra, lingua, consistenze, sensazioni di piacere</li>
<li>fame dello stomaco: i suoi segnali sono riferibili anche a sensazioni legata all’ansia o al nervosismo che ci inducono a mangiare o a mangiare troppo senza effettivo e reale bisogno di nutrimento fisico</li>
<li>fame cellulare: la fame che ci segnala quando il nostro organismo ha bisogno di nutrirsi, senza complicazioni e interferenze di altro tipo (emozioni)</li>
<li>fame della mente: l’influenza dei pensieri che non sempre seguono i bisogni effettivi e veri del nostro corpo</li>
<li>fame del cuore: bisogno d’amore, d’attenzione, sfogo di tensioni, ricerca di gratificazione, fame emotiva.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Quando avvertiamo fame, la mindfulness ci aiuta a capire ciò di cui abbiamo bisogno: se di un momento di piacere, di consolazione, di nutrirci o di amore. E per ogni fame c’è una diversa possibilità di soddisfazione evitando che sia sempre il cibo la falsa e dannosa panacea di altri bisogni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma c’è anche la grande possibilità di coniugare sensazioni e desideri per un’esperienza di piacere esaltante e soddisfacente.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful sex</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso modo del comportamento alimentare, anche per il comportamento sessuale possiamo individuare 9 tipi di desiderio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mescolare due entità che si fondono e confondono e richiedono l’armonia dei sensi, della mente, del cuore: mangiare è una sorta di atto sessuale come l’atto sessuale è una sorta di riproduzione dell’atto del mangiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">I motivi per cui si fa sesso sono diversi<strong> </strong>e non sempre coincidono con</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;">“l’attività sessuale cellulare”, intesa come fisiologica, cioè quella indotta dai complessi meccanismi di regolazione del sistema nervoso centrale deputati alla sopravvivenza della specie. Esaminiamo allora le altre 8 attinenze:</li>
<li>la vista: canale privilegiato della seduzione, vedere e desiderare</li>
<li>l’olfatto: nasale, gli odori e retronasale, per la percezione dei feromoni</li>
<li>l’udito: quanto può sedurre la voce?</li>
<li>il tatto: toccare il corpo con ogni parte del corpo</li>
<li>la bocca: il sapore dei baci, della pelle</li>
<li>i genitali: il sesso non riproduttivo, istinti basici che, come la fame dello stomaco, vengono confusi con altre sensazioni che afferiscono a questo organo.</li>
<li>la mente: la pesante valenza dei pensieri, l’attrazione del sapiosexual, le fantasie sessuali</li>
<li>la fame del cuore: l’amore che c’è. O che manca.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1471 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg" alt="" width="742" height="376" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-300x152.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-768x390.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1536x779.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-100x51.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-862x437.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1200x609.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La sessualità come l’alimentazione ha bisogno d’essere scevra da elementi disturbanti. L’attenzione al qui e ora, l’armonia del corpo e della mente, la capacità di ascoltare e vivere le sensazioni e il corpo: l’incarnarsi e il coltivare l’intimità, propri della mindfulness.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>In conclusione</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: questo è un primo, leggero approccio ad un argomento vasto che richiede numerosi approfondimenti che sviluppiamo nei nostri corsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno spalancato una finestra importante sulla mindfulness a dispetto di tanti scetticismi.</p>
<p style="font-weight: 400;">La pratica professionale, offrendoci riscontri lusinghieri, ci induce ad elaborare con entusiasmo studi nuovi come quello introdotto con questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1468 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Siamo convinti che una maggiore “centratura” sulla persona, un lavoro che vada al di là della liquidità odierna e si concentri sul valore dell&#8217;individuo, sulla ricchezza di tutto il suo essere sia fondamentale: diventa così percorribile efficacemente il cammino diretto al benessere psico-fisico fatto di assenza di malanni e pieno di sensazioni positive, emozioni gestite, equilibrio mentale, piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti:</em></p>
<ul>
<li><em>Brotto L.A., Woo J. (2010). Cognitive-behavioral and mindfulness-based therapy for low sexual desire. Treating sexual desire disorders: A clinical casebook, 149-164.</em></li>
<li><em>Suzan David: Emotional Agility, 2018</em></li>
<li><em>Daniel J. Siegel. Mindfulness e cervello, 2007</em></li>
</ul>
<p><strong>Si ringrazia Maria Rita Grimaccia, naturopata, consulente in sessuologia clinica, istruttrice mindfulness, insegnante di meditazione, operatrice Translational Music, riflessologa plantare <a href="https://www.mrgrimaccia.it">https://www.mrgrimaccia.it</a></strong></p>
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		<title>Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:21:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cervello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi? Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti. Prima  parte Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;">Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi?</span></h5>
<p><em>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti.</em></p>
<h6><span style="color: #ff0000;"><em>Prima  parte</em></span></h6>
<p>Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede quando iniziamo non solo ad averne voglia, ma a desiderarlo intensamente, fino alla bramosia? La voglia di un determinato cibo funziona come la voglia di qualsiasi altra cosa? Si può dire che il desiderio di mangiare determinati cibi sia paragonabile al desiderio di una droga per chi è in astinenza? Si può paragonare al desiderio sessuale?</p>
<h5><span style="color: #339966;">Cosa dicono gli studi</span></h5>
<p>Grazie al crescente interesse per temi come le emozioni e le dipendenze, molti studiosi hanno iniziato ad effettuare ricerche in questo ambito valutando soprattutto come funzionasse il cervello e quali aree si attivassero nelle diverse situazioni. Di questo genere di studi che collega il cervello alla gastronomia, cioè la neurogastronomia, il primo vero sostenitore è Gordon M. Shepherd, autore del libro All’origine del gusto.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Fame e desiderio</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1031" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-768x578.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1024x771.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-862x649.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1200x903.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel 2004, Marcia Pelchat, con i collaboratori dell’Istituto Monell Chemical Senses di Philadelphia, ha evidenziato come, specialmente in persone giovani, vi sia spesso la tendenza a desiderare il cibo preferito e, quindi, a consumarlo il più spesso possibile. Cosa che ha, ovviamente negli anni, pesanti conseguenze, prima tra tutte l’obesità infantile. Cibi estremamente saporiti, vengono ricercati specialmente nei casi in cui la propria dieta sia particolarmente piatta e monotona. Pelchat e gli altri studiosi hanno anche notato che gli studi precedenti che avevano analizzato le aree del cervello attive nel caso di assaporamento di gusti piacevoli erano le stesse di quelle attivate dagli odori piacevoli di vari cibi. In queste ricerche, però, si utilizzava la fame per causare nei partecipanti dei test il desiderio di cibo. La fame, però, non è la stessa cosa del desiderio: ha motivazioni molto diverse e viene causata da processi psicologici, chimici e biologici che non sempre uguali. I ricercatori, a questo punto, decisero di stimolare il desiderio non attraverso la fame, ma tramite un nuovo punto di vista: una dieta monotona.</p>
<h5><span style="color: #339966;">L&#8217;esperimento</span></h5>
<p>Divisero, infatti, i partecipanti furono in due gruppi. Uno dei due seguì una normale dieta per due giorni consecutivi, l’altro invece consumò esclusivamente un beverone alla vaniglia con aggiunta di proteine e vitamine. Al secondo gruppo vennero date nove lattine da 226 grammi al giorno in modo tale che ogni paziente potesse consumare 2160 calorie durante la giornata (240 calorie per lattina). Giunti alla fine di queste due giornate ai volontari che avevano fatto parte del test venne fatta una scansione cerebrale.</p>
<h5><span style="color: #339966;">I risultati</span></h5>
<p>La prima scansione fu mentre i soggetti erano rilassati. Per la seconda, invece, si mostrarono loro due poster con scritti i nomi dei loro due alimenti preferiti (da loro stessi indicati all’inizio della ricerca). Fu deciso di mostrare il nome più che l’effettiva immagine cosicché i partecipanti potessero immaginarsi la migliore propria versione di quel piatto. Si chiese, poi, ai partecipanti di immaginarsi quei piatti, l&#8217;odore, il sapore e la consistenza. Dopo aver immaginato i cibi che avevano definito come preferiti, emerse una netta differenza in chi aveva avuto una dieta varia negli ultimi due giorni e in chi aveva fatto parte del gruppo dalla dieta monotona. I secondi, infatti, ebbero un’attivazione delle parti del cervello responsabili del desiderio di una determinata droga e responsabili, in parte, anche del desiderio sessuale intenso. Delle aree attivate, solo l’insula, deputata anche nell’attivazione della sessualità, era presente anche nelle aree del cervello imputabili alla fame.</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<p><em>Bibliografia: Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice Pinchera, Aldo (1991). Endocrinologia e metabolismo. Fisiopatologia e clinica Serio, M. et al (1984). Sexual Differentiation: Basic and Clinical Aspects, Raven Press, New York</em></p>
<p>Scritto da</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. </strong><strong>È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l&#8217;indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con &#8220;Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità&#8221; di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il sistema nervoso enterico: un altro cervello?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 10:25:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[desiderio sessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[dopamina]]></category>
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		<category><![CDATA[secondo cervello]]></category>
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		<category><![CDATA[sistema nervoso enterico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema nervoso enterico è un complesso di più parti collegate da neuroni presente nel tratto gastrointestinale. Esso regola autonomamente le funzioni digestive come, ad esempio, l’attività motoria del canale alimentare, l’assorbimento di nutrienti e le secrezioni prodotte dal pancreas e dalla cistifellea. Il nostro cervello è fondamentalmente ciò che controlla la parte iniziale e finale del processo digestivo: il ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema nervoso enterico è un complesso di più parti collegate da neuroni presente nel tratto gastrointestinale.<br />
Esso regola autonomamente le funzioni digestive come, ad esempio, l’attività motoria del canale alimentare, l’assorbimento di nutrienti e le secrezioni prodotte dal pancreas e dalla cistifellea.<br />
Il nostro cervello è fondamentalmente ciò che controlla la parte iniziale e finale del processo digestivo: il consumo di cibo e la defecazione. Poiché questi passaggi sono i più “in vista” e i più “attivi” sono anche quelli ai quali si dà maggiore attenzione. Tra i due passaggi però c’è un lungo processo nel quale il sistema nervoso enterico gioca un ruolo fondamentale agendo indisturbato e silenziosamente senza essere considerato. Per questo motivo le ricerche a riguardo sono iniziate solo pochi decenni fa.</p>
<p><strong style="font-size: 16px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1005" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-300x256.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-768x656.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-1024x875.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-100x85.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-862x737.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-1200x1026.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><span style="color: #339966;">Il secondo cervello</span></strong></p>
<p>Il sistema nervoso enterico è presente, come abbiamo detto, nel tessuto che compone il sistema gastrointestinale. Per prima cosa, è interessante prendere nota del fatto che questo “secondo cervello” è autonomo e può quindi funzionare indipendentemente dal funzionamento del cervello principale e della colonna vertebrale. Per ciò che riguarda il collegamento tra i due sistemi è già un fatto importante che ci sia un maggior numero di connessioni neuronali che dal sistema gastrointestinale vanno al cervello piuttosto che il contrario.<br />
Inoltre, un’altra cosa che molti non sanno, è che vi sono una quantità di neuroni nel sistema enterico paragonabile in numero alla quantità di neuroni presenti in tutta la colonna spinale. Nello specifico, nel sistema enterico vi sono tra i 200 e i 600 milioni di cellule neuronali distribuite in molte migliaia di gangli.<br />
Nel 1981, grazie agli studi di Jackie Wood, Marcello Costa, Alan North e Michael Gershon si comprese che la serotonina era un neurotrasmettitore che si poteva trovare nell’intestino. Questo fu un importante passo avanti nella ricerca del settore poiché fu la prima volta che si ebbe la dimostrazione della presenza di un neurotrasmettitore nel tratto gastrointestinale. Da allora, se ne trovarono sempre di più con le ricerche che andarono avanti negli anni successivi fino ad oggi.<br />
Toccò invece a Terri Branchek identificare i recettori sui quali la serotonina agisce. È stato durante le ricerche di questa studiosa che si è scoperto che i farmaci considerati i “classici” antagonisti della serotonina non riescono a bloccare le azioni del neurotrasmettitore nelle cellule nervose enteriche (mentre riescono nel sistema nervoso centrale).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1007" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-300x225.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-768x576.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-1024x768.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-862x647.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-1200x900.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>La serotonina</strong></span></p>
<p>Fino ad ora abbiamo parlato della serotonina banalmente perché è stato il primo neurotrasmettitore a essere trovato nell’intestino. Questo neurotrasmettitore è probabilmente quello che predomina nei rapporti tra il sistema nevoso centrale ed enterico. Esattamente, però, a cosa serve la serotonina? Questo neurotrasmettitore è coinvolto in diverse funzioni fisiologiche: il desiderio sessuale, la sensazione di sazietà, il coordinamento del movimento dei muscoli intestinali per il corretto defluire dei resti del cibo, il ciclo sonno-veglia e l’umore. Gli effetti causati dalla sua eccessività o dalla sua assenza sono quindi numerosi.<br />
Oltre il 90% della serotonina presente nel nostro corpo è prodotta da cellule intestinali. Serve infatti per mandare molti “messaggi” diversi al cervello (dalla sazietà alla nausea) e per regolare il tono vascolare e i movimenti necessari per la digestione. Uno dei principali esempi in cui l’intestino va ad alterare l’umore è dimostrato da cosa accade alla serotonina in caso di infiammazione. Per prima cosa la serotonina viene prodotta in eccesso e desensibilizza i suoi recettori. Questa situazione porta anche all’attivazione dell’enzima responsabile per la demolizione della serotonina con un suo conseguente calo. Se l’infiammazione persiste, il calo di serotonina può diventare estremamente significativo e, essendo la serotonina il neurotrasmettitore “del benessere”, portare ad una conseguente depressione.</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>La dopamina</strong></span></p>
<p>Non da poco è anche il fatto che circa la metà della dopamina presente nel corpo è nel sistema gastrointestinale. Le funzioni della dopamina sono nuovamente legate a molti fattori importanti per il nostro benessere: la memoria, l’attenzione, la cognizione, il sonno, il senso di ricompensazione e l’umore stesso dipendono in parte dalla dopamina.<br />
I neurotrasmettitori presenti nell’intestino sono alla fin fine quelli presenti anche nel cervello, solo in quantità diverse, alcuni sono più abbondanti in uno e altri nell’altro. Inoltre, in alcuni casi hanno recettori o inibitori diversi, ma i loro effetti rimangono sempre e comunque gli stessi. Tutti i fattori nominati e molti altri, quindi, dipendono almeno parzialmente dall’intestino. Non è poi difficile immaginare in che modo le condizioni fisiche e chimiche dell’intestino possano facilmente ritrovarsi ad influenzare il nostro cervello, il nostro benessere e il nostro stato d’animo in generale.</p>
<p>Bibliografia:<br />
-Mandal, Ananya, “Funzioni della Dopamina”, News Medical, &lt;http://www.news-medical.net/health/Dopamine-Functions-(Italian).aspx&gt;<br />
-Furness, J.B., The enteric nervous system and gastrointestinal inneration: integrated local and central control, &lt;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24997029&gt;<br />
-Gershon, Michael D., Il secondo cervello, p.175</p>
<p>Scritto da:<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l&#8217;indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con &#8220;Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità&#8221; di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sessualità maschile e alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 17:59:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sessualità maschile e alimentazione: un binomio sempre più oggetto di attenzione e ricerche. L’evidenza e la serietà di questi studi. di conseguenza, sempre più confermano l’esistenza di innegabili correlazioni tra lil comportamento alimentare e il benessere sessuale (https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/mangiar-nemico-del-sesso-obesita-maschile-testosterone/) Riviste importanti, ad esempio, hanno negli ultimi giorni pubblicato i risultati di alcuni lavori molto interessanti. Sessualità maschile e frutta con guscio Alcuni ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sessualità maschile e alimentazione: un binomio sempre più oggetto di attenzione e ricerche. L’evidenza e la serietà di questi studi. di conseguenza, sempre più confermano l’esistenza di innegabili correlazioni tra lil comportamento alimentare e il benessere sessuale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/mangiar-nemico-del-sesso-obesita-maschile-testosterone/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/mangiar-nemico-del-sesso-obesita-maschile-testosterone/</a>)<br />
Riviste importanti, ad esempio, hanno negli ultimi giorni pubblicato i risultati di alcuni lavori molto interessanti.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Sessualità maschile e frutta con guscio</span></h5>
<p>Alcuni ricercatori spagnoli hanno svolto uno studio molto particolare: la ricerca riguarda l’effetto benefico sulla sessualità maschile che deriva dall’assunzione di frutta in guscio: vale a dire noci, mandorle, nocciole.<br />
La ricerca riguardava uomini tra i 18 e i 35 anni d’età che sono stati osservati per 14 settimane e che non avevano alcuna difficoltà erettile.<br />
L’inserimento nella dieta giornaliera di 60 g di questo tipo di frutta (30 g di noci e 15 g sia di mandorle sia di nocciole) ha portato a constatare un significativo incremento del desiderio sessuale e della funzione erettile.<br />
Uno studio interessante, non c’è che dire, che apre le porte a nuovi e significativi approfondimenti.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Sessualità maschile e binge drinking</span></h5>
<p>Un altro studio, tutto italiano questa volta: l’uso esagerato di alcol che fanno giovani e giovanissimi è un vero pericolo per la salute sessuale maschile.<br />
La ricerca, alla quale hanno partecipato diversi atenei italiani, con la guida della SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità) ha coinvolto più di diecimila ragazzi. I risultati sono stati chiari: il binge drinking, l’abuso di alcol incidono negativamente sullo sviluppo dei testicoli riducendone il volume.<br />
Cosa di non poco conto. Le dimensioni dei testicoli , infatti, sono gli  indicatori della capacità riproduttiva nell’uomo. Cosa che in altre parole, vuol dire: dimensioni ridotte e che tendono a diminuire con comportamenti e stili di vita non congrui, possono collegarsi a una ridotta capacità di produrre spermatozoi. Producono, per dirla chiaramente,  un danno alla salute riproduttiva.<br />
Come farlo capire agli adolescenti?</p>
<p>Fonti:</p>
<p>Effect of Nut Consumption on Erectile and Sexual Function in Healthy Males: A Secondary Outcome Analysis of the FERTINUTS Randomized Controlled Tria<strong>l  </strong><em>in </em><strong><a href="https://www.mdpi.com/2072-6643/11/6/1372/htm">https://www.mdpi.com/2072-6643/11/6/1372/htm</a></strong><br />
Risk behaviours and alcohol in adolescence are negatively associated with testicular volume <em>in</em><br />
<strong><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/andr.12659?fbclid=IwAR0VSKve7Q3PNfptIPa7uYksMG887uQRA1yK2MF0-yqWPvvT-cL8MtOobpI&amp;">https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/andr.12659?fbclid=IwAR0VSKve7Q3PNfptIPa7uYksMG887uQRA1yK2MF0-yqWPvvT-cL8MtOobpI&amp;</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>I frutti di mare: cibo afrodisiaco? Tra scienza e leggenda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2018 19:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I frutti di mare sono un cibo afrodisiaco? “Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I frutti di mare sono un cibo afrodisiaco?</p>
<p><em>“Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice e fare progetti”<br />
(Ernest Hemingway</em>)</p>
<p>Già gli antichi Greci consideravano i prodotti del mare utili allo ..scopo.<br />
Per non parlare di Casanova, il più noto seduttore della storia, che, pare, ne mangiasse una cinquantina al giorno (se non di più) ed altrettante prima di ogni performance sessuale. E’ lui ad aver inventato il famoso “gioco dell’ostrica”, un trucchetto erotico, alquanto lascivio, per sedurre e, pare, dal successo assicurato.<br />
Molto si è dettto e si dirà sui cibi afrodisiaci in genere, ma una recente ricerca dell’arcinota Università di Harvard, pubblicata su The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, ha posto un punto fermo: ha rilevato, per il benessere sessuale della coppia, l’importanza dell’assunzione dei frutti di mare, introdotti in un regime alimentare per almeno due volte a settimana.<br />
Lo studio è stato effettuato su 501 coppie seguite per un anno o sino al momento della gravidanza.</p>
<h5><span style="color: #008000;">I risultati della ricerca</span></h5>
<p>Le conclusioni dello studio: gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, contenuti nei frutti di mare, sono positivamente correlati ai marcatori di fecondità sia negli uomini sia nelle donne.<br />
Non solo. Oltre alla relazione tra l’assunzione dei frutti di mare e il tempo della gravidanza (<em>TTP cioè Time to Pregnancy</em>), è emerso un altro importante outcome secondario: l’indice di frequenza dell’attività sessuale di coppia (<em>SIF cioè Sexuality Intercourse Frequency</em>).<br />
Ecco in poche righe i risultati:<br />
&#8211; le coppie che hanno consumato otto o più porzioni di pesce al mese hanno avuto una fecondità maggiore del 47% e del 60% (TTP più breve) delle coppie che hanno consumato una o meno porzioni di pesce per ciclo;<br />
&#8211; le coppie con entrambi i partner che consumavano otto o più porzioni di pesce per ciclo avevano una fecondità maggiore del 61% rispetto alle coppie che ne consumavano meno.<br />
&#8211; le coppie con il più alto apporto di pesce (otto o più porzioni per ciclo) avevano un SIF maggiore del 22%.<br />
Nulla da ridire, insomma, sulle tesi dell&#8217;amato Casanova.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Considerazioni finali</span></h5>
<p>Da fare attenzione, inoltre, a questo elemento.<br />
La maggiore frequenza di gravidanze non è in correlazione con il maggiore numero di incontri amorosi: l’indice di maggiore fecondità è direttamente correlato alle sostanze nutritive contenute nei frutti di mare.<br />
L’aspetto oltremodo positivo è, infine, che, con buona pace dell’alimentazione di genere (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/</a>), i benefici delle ostriche e altri prodotti ittici si riverberano positivamente sia sugli uomini sia sulle donne. E sia in termini di incremento di fertilità sia di desiderio sessuale.<br />
Che dire, allora?</p>
<p>&#8220;<em>Lettore voluttuoso, prova e poi dimmi se non è quello il nettare degli dei.&#8221;<br />
(Giacomo Casanova</em>)</p>
<p>Ostriche e champagne?<br />
Certamente. Quando leggenda e scienza vanno d’accordo, anche la dieta diventa un grande …piacere.</p>
<p>Fonte:Seafood Intake, Sexual Activity, and Time to Pregnancy<br />
Audrey J Gaskins, Rajeshwari Sundaram, Germaine M Buck Louis, Jorge E Chavarro<br />
The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, Volume 103, Issue 7, July 2018, Pages 2680–2688, <a href="https://academic.oup.com/jcem/article/103/7/2680/5001729"> https://academic.oup.com/jcem/article/103/7/2680/5001729</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/">I frutti di mare: cibo afrodisiaco? Tra scienza e leggenda</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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