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	<title>donne Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità femminile e alimentazione</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi alla menopausa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue fino all’età adulta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterine, tubariche, ovulatorie/ormonali cervicali, vaginali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione va posta nella prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmesse che possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1650" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Alimentazione e stili di vita non corretti sono fattori altrettanto importanti e degni di ulteriore attenzione. Vediamo.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Alimentazione e fertilità</strong></span></h6>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo positivo dell’alimentazione</em></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Alcuni cibi possono svolgere un ruolo positivo sulla fertilità, es. alimenti contenenti:</p>
<ul>
<li>vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e folati (aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni)</li>
<li>la vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza</li>
<li>situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno</li>
<li>il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</li>
<li>Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe costituire un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</li>
<li>un ruolo positivo è confermato agli acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo negativo dell’alimentazione</em></span></h6>
<ul>
<li>anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</li>
<li>il consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</li>
<li>controverso l’effetto dei latticini: studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, alcuni riportano deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>L’importanza degli stili di vita</strong></span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Insidiosi per entrambi i sessi sono le cattive abitudini comportamentali, i disturbi alimentari e gli inquinanti:</p>
<ul>
<li>fumo: premessa la cancerogenicità dei diversi componenti del fumo di sigaretta, la nicotina e altre sostanze contenute nel tabacco e nella carta compromettono la salute degli spermatozoi, in particolare danneggiano e riducono la mobilità; le donne fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento, di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici e vanno incontro a menopausa in media due-tre anni più precocemente.</li>
<li>alcol: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi</li>
<li>infezione sessualmente trasmesse spesso misconosciute, possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine, quindi è necessario ribadire l’importanza della prevenzione</li>
<li>eccessiva o ridotta attività fisica, stress-psico fisico e disturbi alimentari (eccessiva magrezza ed obesità) influenzano la fertilità provocando una alterazione del profilo ormonale</li>
<li>inquinanti ambientali/alimentari (sostanze chimiche derivanti prevalentemente da rifiuti industriali, insetticidi, fungicidi ed erbicidi) agiscono come interferenti endocrini, in quanto hanno la capacità di mimare o interferire con i nostri ormoni e provocare effetti tossici sul feto e sul liquido seminale.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #008000;">Conclusioni</span></strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Sia per la donna sia per l’uomo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte))</a>, l&#8217;alimentazione riveste un ruolo importante tra le cause di infertilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fertilità richiede uno stile di vita adeguato ovvero:</p>
<ul>
<li>una alimentazione sana, prediligendo la dieta mediterranea</li>
<li>comportamenti corretti che minimizzino quanto più possibile fattori di rischio quali il fumo, l&#8217;abuso di alcol, la promiscuità sessuale, l’obesità, la eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l’eccessiva attività fisica, l’uso di anabolizzanti e l’esposizione a fattori tossici alimentari ed ambientali laddove possibile.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"> Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione </strong><strong><br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 10:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale: cosa sono? La Sindrome Premestruale Ogni donna sa come si sente nel periodo premestruale: una serie di sintomi più o meno ricorrenti, più o meno generalizzati, più o meno intensi e comuni. Sintomi fisici, ma anche psicologici che tendono a scomparire con l’arrivo delle mestruazioni. Per Sindrome Premestruale (PMS = PreMenstrual Syndrome), così, si ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale: cosa sono?</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>La Sindrome Premestruale</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Ogni donna sa come si sente nel periodo premestruale: una serie di sintomi più o meno ricorrenti, più o meno generalizzati, più o meno intensi e comuni. Sintomi fisici, ma anche psicologici che tendono a scomparire con l’arrivo delle mestruazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Sindrome Premestruale (PMS = PreMenstrual Syndrome), così, si intende proprio l’insieme dei sintomi, fisici e psicologici che compaiono durante la fase luteinica (luteale) del ciclo mestruale, cioè la fase che va dall’ovulazione alla comparsa della mestruazione (<a href="https://www.humanitas.it/centri/fertility-center/strumenti-utili/la-procreazione-naturale/">https://www.humanitas.it/centri/fertility-center/strumenti-utili/la-procreazione-naturale/</a>). <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1445" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La PSM è causata dal cambiamento ormonale e neurobiologico di questa fase: le variazioni dei livelli di estrogeni e progesterone incidono sensibilmente sul neurotrasmettitore più importante del tono dell’umore: la serotonina.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>I sintomi</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Abbassamento del tono dell’umore, irritabilità, rabbia, ansia, difficoltà di concentrazione, ipersonnia o difficoltà del sonno, iperfagia, astenia. Ma anche: tensione mammaria, gonfiore addominale (la maggior parte dei recettori per la serotonina sono nell’intestino cfr. <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/il-sistema-nervoso-enterico-un-altro-cervello/">Il sistema nervoso enterico: un altro cervello?</a>), ritenzione, stipsi, nausea, aumento ponderale, desiderio disordinato di cibi, craving di dolci, carboidrati o salati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ancora, da tenere  presente che un’intestino infiammato (sindrome dell’intestino irritabile IBS) tende a peggiorare durante l’infiammazione fisiologica correlata al ciclo mestruale. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1444" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Disturbo Disforico Premestruale</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">La Sindrome premestruale appare una condizione fisiologica, fastidiosa, ma gestibile in quanto nella normalità dei casi, i fastidi non incidono significativamente sullo stato di benessere generale della donna.</p>
<p style="font-weight: 400;">Esistono, però, situazioni in cui i sintomi si manifestano con forte intensità e, a volte, gravità tanto da compromettere la vita quotidiana e relazionale. Si tratta del Disturbo Disforico Premestruale  (PMDD PreMenstrual Dysforic Disorder): situazioni particolari e limitate, ma non per questo da sottovalutare ( riguarda sino all’8% della popolazione femminile in età fertile cfr. <a href="https://itapms.org/">https://itapms.org/</a>). E’ importante conoscere il PMDD per evitare che sintomi e stati d’animo o comportamenti conseguenti vengano confusi con altre situazioni, malesseri, disagi, disordini.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Rimedi e prospettive terapeutiche</strong></h6>
<ul>
<li>Alimentazione e stili di vita: l’alimentazione corretta è il primo fondamentale step, compreso un giusto peso corporeo. Eccesso di magrezza o sovrappeso possono incidere sul ciclo mestruale e sui sintomi. Privilegiare legumi, soia, verdura, frutta, anche secca, olio d’oliva o vegetale, elementi che contengono acidi grassi precursori degli ormoni femminili. Evitare cibi in scatola, precotti, salati, alcolici ed eccitanti. Riposare e trovare spazi e momenti per ridurre lo stress: passeggiate, attività sportiva adeguata, mindfullness</li>
<li>Integratori come magnesio (se carente per errata alimentazione); agnocasto (fitoterapico consigliato proprio per le irregolarità e i disturbi legati al ciclo (<a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/agnocasto/">https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/agnocasto/</a>)</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Nei casi più gravi:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">Terapia farmacologica: assunzione di contraccettivi ormonali, regolatori della ricaptazione della serotonina (SSRI &#8211; antidepressivi).<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1443" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"><span style="color: #339966;"><strong>→</strong> </span>Naturalmente, anche per la Sindrome Premestruale e per il Disturbo Disforico Premestruale valgono le solite raccomandazioni: prestare attenzione alla persona e parlarne sempre, prima di qualsiasi scelta, con professionisti competenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Steiner M. Premenstrual syndrome and premenstrual dys- phoric disorder: guidelines for management. J PsychiatryNeurosci 2000;25:459-68.(</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Pati GK, Kar C, Narayan J, Uthansingh K, Behera M, Sahu MK, Mishra D, Singh A. Irritable bowel syndrome and the menstrual cycle Cureus. 2021 Jan 14;13(1):e12692. doi: 10.7759/cureus.12692)</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Lam RW, Carter D, Misri S, Kuan AJ, Yatham LN, Zis AP. Acontrolled study of light therapy in women with late luteal phase dysphoric disorder. Psychiatry Res 1999;86:185-92.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Graziottin, A., Cuccarollo, A., Uccella, S. et al. Estrogeni e infiammazione. L&#8217;Endocrinologo<strong>23, </strong>281–289 (2022). https://doi.org/10.1007/s40619-022-01073-w</em></p>
<p>Si ringrazia per la collaborazione<em>:</em></p>
<p><strong>dott.ssa Silvia Belcaro, psicologa, psicoterapeuta, consulente in sessuologia</strong></p>
<p><strong>Claudia Agostini, counselor, consulente in sessuologia, operatrice Shiatsu</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/">Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cistite-e-limportanza-dellalimentazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cistite ed alimentazione La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo. Vediamo nel dettaglio. Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali. La ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite ed alimentazione </strong></span></h5>
<p>La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio.</p>
<p>Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali.</p>
<p>La vescica è un organo impari e mediano situato nel bacino <em>(più semplicemente un organo muscolare  singolo e cavo) </em>ed ha la funzione di raccogliere l’urina, come un serbatoio, ed espellerla mediante meccanismi complessi.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>La maggiore incidenza della cistite nelle donne rispetto agli uomini</strong></span></h5>
<p>Come dicevamo, la cistite è più diffusa nelle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Fattori favorenti nelle donne sono: l’uretra breve, l’irregolarità dell&#8217;alvo, l&#8217;età (menopausa), la presenza di un prolasso, l’uso di anticoncezionali, i rapporti sessuali.</p>
<p>Nell&#8217;uomo i fattori predisponenti sono l’ipertrofia prostatica, le prostatiti, le uretriti , le balanopostiti (infezioni del prepuzio e glande molto spesso spia di alterato metabolismo glicemico).</p>
<p>In entrambi i sessi può incidere la concomitanza di molteplici fattori, come le malattie metaboliche (es. il diabete), la calcolosi, la presenza di diverticoli sia essi vescicali che intestinali e ancora disturbi dello svuotamento vescicale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1152" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un cenno a parte merita la cistite in gravidanza, dovuta sia all’aumento in circolo del progesterone sia all’ingrossamento dell’utero gravidico con conseguente stasi urinaria (per la dilatazione e compressione della via escretrice).  A ciò può aggiungersi una stipsi cronica e l’insorgenza del diabete gravidico.</p>
<p>Sia negli uomini sia nelle donne, un ruolo fondamentale riveste l&#8217;alimentazione.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Sintomi </strong></span></h5>
<p>La sintomatologia è data da uno o più sintomi quali un dolore sovrapubico, bruciore e dolore minzionale, aumento della frequenza della minzione con emissione di scarsa quantità di urine  a volte torbide e maleodoranti, la  presenza o meno di sangue e che si può manifestare come macroematuria (sangue evidente ad occhio nudo)  oppure come microematuria  (valorizzato soltanto in laboratorio).</p>
<p>A volte può subentrare la febbre qualora venga interessata la via urinaria superiore ovvero la pelvi renale e/o il parenchima renale.</p>
<h5></h5>
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<h5></h5>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Classificazione e diagnosi</strong></span></h5>
<p>Le cistiti, nella pratica clinica sono classificate come acute o croniche, complicate (se interessano anche la via urinaria superiore) e non complicate (se, invece,  si limitano alla vescica).</p>
<p>Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono batteri e miceti più raramente virus .</p>
<p>I germi più frequenti sono quelli che vivono nel colon ove costituiscono la normale flora intestinale, di questi più frequente è l’ Escherichia Coli (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a></p>
<p>I germi che cambiano habitat e passano nella via urinaria (per cause  varie come ad esempio un alvo diarroico  o stitico) diventando virulenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La diagnosi, oltre che chiaramente sui segni/sintomi clinici  sopra menzionati, si basa e si completa mediante:</p>
<p>&#8211; l’ esame microscopico delle urine, che rileva la presenza di globuli bianchi, globuli rossi e di batteri</p>
<p>&#8211; l’esame colturale che tipizza il germe. quantizza le colonie batteriche e mediante l’antibiogramma saggia gli antibiotici a cui il germe è più sensibile</p>
<p>&#8211; l’ecografia dell’apparato urinario utile per escludere cause favorenti come calcolosi, diverticoli etc.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Terapia</strong></span></h5>
<p>La terapia consiste:</p>
<p>&#8211; nella somministrazione di antibiotici: questa deve essere sempre ben valutata, in quanto non sempre la presenza di batteri richiede l’uso di antibiotici i quali  possono creare resistenze e rendere più virulenti gli agenti patogeni</p>
<p>&#8211;  nella idratazione costante (poco e spesso almeno due litri di acqua distribuiti durante la giornata)</p>
<p>&#8211; nell’assunzione di fermenti lattici per il ripristino della flora saprofita intestinale</p>
<p>&#8211; nell’uso di integratori a base di mannosio, di prodotti rossi , zinco, una ursina, lactobacilli etc…</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite e comportamento alimentare</strong></span></h5>
<p>Un ruolo rilevante nell’insorgenza dei disturbi del basso tratto urinario, spetta alle cattive  abitudini comportamentali-alimentari, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; una scarsa idratazione  diminuisce il volume urinario, aumenta la quantità di soluti irritativi e permette una maggiore moltiplicazione di germi</p>
<p>&#8211; l’abuso di carboidrati (pazienti diabetici), spezie ,piccante e alcool  che aumentano l’adesività batterica scatenando una infezione.</p>
<p>&#8211; l’uso non controllato di anabolizzanti ed ormoni</p>
<p>Importante, nello stile di vita, avere una corretta  igiene  intima, una regolare attività fisica, una corretta alimentazione bevande alcoliche e gasate</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Consigli in caso di sintomatologia cistitica: </strong></span></h5>
<p>&#8211; assumere antibiotici, ma solo sotto diretto controllo medico</p>
<p>&#8211; idratazione abbondante (1 bicchiere d’acqua ogni due ore, bere poco e spesso, favorire lo svuotamento vescicale soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale.</p>
<p>&#8211; osservare un corretto regime alimentare, prediligere cibi acidificanti e ricchi in fibra, che proteggono la mucosa vescicale diminuendo l’adesività batterica, evitare spezie, piccanti insaccati, zuccheri,  grassi saturi e bevande alcoliche e gasate, preferire cottura dei cibi a vapore o a pressione o su piastra</p>
<p>&#8211; regolarizzare l’alvo sia esso stitico che diarroico mediante assunzione di alimenti che ripristinano la flora intestinale (yogurt)<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1161" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1024x577.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-768x433.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1536x866.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Superfluo appare raccomandare di rivolgersi  al proprio medico e  su  sua indicazione  se necessario allo specialista.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
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		<title>Microbioma: attività sessuale e riproduttiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 10:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ricerche sul microbioma sono inarrestabili anche in ordine agli effetti sull’attività sessuale e riproduttiva. E appassionante davvero appare la ricerca nel nostro ambito di studio. Già qualche tempo fa, alcune ricerche avevano, infatti, rilevato che i cambiamenti indotti dalla dieta nel microbioma dello sperma incidono sul microbioma riproduttivo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/). Secondo altri studi, sebbene da confermare, pare che Escherichia coli , ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le ricerche sul microbioma sono inarrestabili anche in ordine agli effetti sull’attività sessuale e riproduttiva. E appassionante davvero appare la ricerca nel nostro ambito di studio.</p>
<p>Già qualche tempo fa, alcune ricerche avevano, infatti, rilevato che i cambiamenti indotti dalla dieta nel microbioma dello sperma incidono sul microbioma riproduttivo (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27569192/).</a></p>
<p>Secondo altri studi, sebbene da confermare, pare che <em>Escherichia coli</em> , ad esempio, riduca la motilità degli spermatozoi , come <em>Prevotella </em>e<em> Bordetella</em>, mentre <em> </em>uno sperma “vitale” è riferibile a <em>Lactobacillus</em> e <em>Gardnerella</em>.</p>
<p>Nelle donne, la presenza di <em>Lactobacillus</em> spp. ,nei follicoli ovarici e nell’endometrio, porterebbe ad una maggiore probabilità di fecondazione, naturale o assistita. Al contrario la fecondazione potrebbe essere compromessa dalla presenza di  <em>Propionibacterium </em>e<em> Streptococcus</em> spp.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Monogamia e compatibilità sessuale</span></h5>
<p>I microbiomi riproduttivi influenzano allora  la “compatibilità sessuale” e il successo della fecondazione?</p>
<p>C’è da porre attenzione alla compatibilità  e alla “tolleranza” reciproca dei microbiomi tra i partner. La mescolanza tra le specie batteriche dei partner non solo ne aumenta la varietà, ma potrebbe anche rivelarsi non “benefica”. Soprattutto per la donna che potrebbe reagire con una risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi.</p>
<p>Da ciò deriva che: un eiaculato con un microbioma simile a quello della femmina inseminata non provocherebbe se non una limitata risposta immunitaria. E allo stesso modo eiaculati con specie batteriche benefiche potrebbero essere trattenuti dalla femmina che ne scarseggia o ne risulta priva.</p>
<p>In relazioni monogamiche stabili prevale la similarità delle popolazioni microbiche. Naturalmente in relazioni “poliamorose” la tendenza è inversa: ridotta similarità, maggiore varietà e diversità.</p>
<p>Ne consegue anche che l’attività sessuale in sé influenza in maniera considerevole la modificabilità e la varietà del microbiota dei partner.</p>
<p><em><strong>Bibliografia:</strong><span lang="EN-US">The Reproductive Microbiome: An Emerging Driver of Sexual Selection, Sexual Conflict, Mating Systems, and Reproductive Isolation </span><span lang="EN-US">Melissah Rowe, </span><span lang="EN-US">Liisa Veerus,</span><span lang="EN-US">Pa ̊l Trosvik,</span><span lang="EN-US">Angus Buckling </span><span lang="EN-US">and Tommaso Pizzari;<a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3Fshowall%3Dtrue"> </a></span></em><br />
<a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3Fshowall%3Dtrue">https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(19)30325-8?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0169534719303258%3<br />
Fshowall%3Dtrue </a></p>
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		<title>Sessualità e differenze di genere: cosa c&#8217;entra l&#8217;alimentazione?</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 13:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sessualità e differenze di genere? Chiariamo, innanzitutto, alcuni concetti base. Genere o sesso? Il termine genere ha, negli ultimi anni, sostituito il termine sesso in vari contesti: l’appartenenza al maschile e al femminile ha giocato anche sul piano verbale la sua battaglia di differenziazione e, insieme, di liberazione. Con la particolare, e contestuale, apparente contraddizione: affermare insieme la differenza (non ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sessualità e differenze di genere?<br />
Chiariamo, innanzitutto, alcuni concetti base.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Genere o sesso?</strong></span></p>
<p>Il termine <em>genere</em> ha, negli ultimi anni, sostituito il termine <em>sesso</em> in vari contesti: l’appartenenza al maschile e al femminile ha giocato anche sul piano verbale la sua battaglia di differenziazione e, insieme, di liberazione. Con la particolare, e contestuale, apparente contraddizione: affermare insieme la differenza (non siamo uguali) e l’uguaglianza (siamo uguali).<br />
Così, la sociologia, la biologia, la sessuologia, le neuroscienze si impegnavano a definire contenuti di ruoli (di genere) e identitari (identità sessuale): senza, nello stesso tempo, tralasciare di capirne ed affermarne, fluidità e transizioni. Dall&#8217;altro lato, la legge, negli Stati di diritto moderni, si impegnava a proclamare l’assoluta uguaglianza tra gli esseri umani “senza distinzione di sesso”.</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">Uguali o diversi?</span></strong></h5>
<p>Uguali o diversi? È la domanda sottesa in ognuna di queste scienze. Ed è la domanda che ognuno di noi si pone: e alla quale, diciamolo con sincerità, si risponde in un modo o nell’altro a seconda dell’obiettivo del momento e delle situazioni.<br />
L’approccio tecnico-scientifico (di tutte le scienze) non può che dare, però, che una sola risposta: uomini e donne, maschi e femmine, non sono uguali, a dispetto di quello che, sbandierando, e non sempre a ragione, la legge, invece si vuol far credere.<br />
La biologia, le neuroscienze, la sessuologia sul punto sono chiari: da dove nasce l’equivoco allora?<br />
Innanzitutto, da un errato concetto di uguaglianza giuridica, che sarebbe più esatto chiamare parità.</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>L&#8217;uguaglianza è il riconoscimento delle differenze</strong></span></h5>
<p>Uguaglianza non vuol dire non avere differenze: se una legge non riconosce le differenze, le conculca, le nega, le emargina. Le differenze devono, invece, essere conosciute e riconosciute perché devono essere tutelate. L’uguaglianza normativa esiste solo a parità di condizioni: se le condizioni non sono pari, uguaglianza è prenderne atto e dare tutela, colmando i divari. E non fingere che non esistano.<br />
Anche la medicina, sino a qualche tempo fa, ha trattato come uguali le donne e gli uomini. Ha, poi, scoperto che sintomi e cure di malattie, negli uomini e nelle donne, non possono ricevere sempre pari trattamento: ora si parla di medicina di genere.<br />
E, a dire il vero, l’Italia, dallo scorso 30 maggio, è il Paese, sul punto, più avanzato d’Europa. Ha, infatti, adottato il “Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere”. Ha dato, cioè, esecuzione ai principi della medicina moderna: “centralità del paziente” e “personalizzazione delle terapie”. Ed ha, conseguentemente, previsto interventi precisi e specifici nei campi della prevenzione, della diagnosi e, naturalmente, della cura.</p>
<h5><span style="color: #008000;">La nutrizione di genere</span></h5>
<p>E se, per quanto riguarda la sessualità, le differenze di genere appaiono abbastanza chiare e conclamate, è proprio sul piano dell’alimentazione che dovrà operarsi il cambiamento: come vedremo, non basta alle donne fornire semplicemente un regime alimentare con minore apporto energetico. Occorre, piuttosto, valutare, in rapporto alle specifiche “diversità” apporti di nutrienti diversificati e idonei. Centralizzando, così, per davvero le peculiarità di genere per ogni fase della vita.<br />
Così, l’alimentazione di genere diviene il primo esito positivo della medicina di genere: e Sessuologia Alimentare, è il progetto di studio, formazione e divulgazione scientifica che lo riguarda a pieno titolo.</p>
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		<title>Uomini e donne: oltre il sesso e il cibo, come si aiutano per uscire dallo stress?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 17:00:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sessuologialimentare.it/notizie/sesso-cibo-affrontiamo-le-tensioni/">Per una ricerca che studia i rimedi consolatori</a> degli uomini e delle donne di fronte ai problemi della vita, eccone un’altra che tenta di capire i comportamenti di uomini e donne quando si rivolgono ai professionisti per uscire da situazioni difficili. Quindi se il 27% degli uomini predilige il sesso contro l’11% delle donne e se oltre il 50% delle donne ricorre al cibo contro neanche un terzo degli uomini, c’è anche chi sceglie la saggia strada del terapeuta. Ma anche qui le differenze non sono da poco.</p>
<p>Gli uomini parlano perlopiù di problemi di lavoro, le donne di affari di cuori. I primi preferiscono risposte e soluzioni rapide, le seconde amano parlare di sentimento e affondare nei ricordi.</p>
<p>I primi, dice il dottor John Barry dell’University College di Londra, usano il sesso come evasione, un farmaco naturale perché organicamente dotati di maggior libido. Ma non si è riusciti a capire, afferma la dottoressa Louise Liddon, perché le donne ricorrano al cibo.</p>
<p>Allora, cibo o sesso contro lo stress? Sta di fatto che i due generi sono diversi e che probabilmente il fatto di studiare le somiglianze tra i sessi, non rende giustizia né agli uni né alle altre. E forse piuttosto che applicarsi su ciò che parifica i due sessi, sarebbe opportuno studiare anche ciò che li distingue e caratterizza.</p>
<p>Probabilmente uomini e donne si comprenderebbero di più, anche in terapia.</p>
<p>Fonte<br />
<a href="http://www.dailymail.co.uk/health/article-4134370/Eating-making-love-cope-stress.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.dailymail.co.uk/health/article-4134370/Eating-making-love-cope-stress.html</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/uomini-donne-oltre-sesso-cibo-si-aiutano-uscire-dallo-stress/">Uomini e donne: oltre il sesso e il cibo, come si aiutano per uscire dallo stress?</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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