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	<title>stile comportamentale Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Il piacere del bere: ma senza alcol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 13:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol Vini, birre, distillati, cocktail e quant&#8217;altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è. Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #29ab6a;"><strong>Vini, birre, distillati, cocktail: il piacere del bere senza alcol</strong></span></h4>
<p>Vini, birre, distillati, cocktail e quant&#8217;altro: esiste il piacere del bere senza alcol? Sembrerebbe un ossimoro, ma non lo è.<br />
Il bere e le campagne pubblicitarie, tese alla valorizzazione del gusto e delle esperienze sensoriali legate agli alcolici, hanno spianato la strada del piacere di assaporare e di accompagnare cibi e stuzzichini con un accurato beverage.<br />
Rinunciare al bere sembra davvero difficile, considerato anche che incontrarsi per bere qualcosa è divenuta una forma di socialità e convivialità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1804" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /><br />
Ma è altrettanto vero, e di questo dobbiamo ringraziare le nuove generazioni, che sta prendendo forma una nuova consapevolezza legata ai pericoli dell’alcol e alle conseguenze sociali, purtroppo sotto gli occhi di tutti, che l’uso di sostanze alcoliche comporta.<br />
Non sono esenti da questa valutazione, anche i notevoli rischi per la salute che hanno indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare che la quantità di alcol esente da rischi è, praticamente, uguale allo zero (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/il-fascino-velenoso-dellalcol/</a>).</p>
<h4><span style="color: #29ab6a;">Bere no alcol<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1837" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-221x300.jpg 221w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839-100x135.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/19-e1760707907839.jpg 662w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></span></h4>
<p>Ma è davvero e soltanto una scelta dettata da motivi di salute e dalla consapevolezza che si possono evitare tante conseguenze dannose?<br />
In parte sicuramente sì, ma c&#8217;è anche qualcosa di più.<br />
C’è una ricerca di sapori nuovi, di gusti particolari, di degustazioni, anche in assenza di alcol (e quando parliamo di assenza di alcol non ci riferiamo a percentuali minime, ma all’assenza totale), legati alla produzione e realizzazione di bevande con ingredienti e trattamenti, come la fermentazione, che soddisfano il palato, rinfrescano, energizzano, dissetano, non fanno ingrassare, come le cosiddette calorie vuote dell’alcol, e, nello stesso tempo, ci fanno assumere sostanze altamente benefiche per il nostro organismo (come luppolo, zenzero, pepe, kombucha, frutta ecc.).<br />
Sapori, odori, stimoli e percezioni che attraversano tutti i sensi in quello che chiamiamo piacere sinestetico.<br />
Il piacere che deriva dall’assunzione di queste bevande non impedisce, ma rinnova le forme di incontro e convivialità: non è un sacrificio obbligato, ma una scelta autonoma, libera, migliore, legata a innovazione, sperimentazione, valorizzazione del gusto.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1838" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/18.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" />È una scelta di salute, benessere personale e relazionale, creativa e sostenibile.<br />
È il grande piacere del bere. Sì, ma senza alcol.</p>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE. Queste due sostanze ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6><strong><span style="color: #24bd70;">È LA DOSE CHE FA IL VELENO: cibi buoni o cibi cattivi? – seconda Parte</span></strong></h6>
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<p>E&#8217; la dose che fa il veleno: la cottura può fare di un cibo buono un cibo cattivo? Parliamo di cottura alla brace e frittura. E quando parliamo di questi tipi di cottura, facciamo riferimento a due sostanze incriminate: BENZOPIRENE ED ACRILAMMIDE.<br />
Queste due sostanze sono quelle che negli ultimi anni sono entrate maggiormente nell’occhio del ciclone, con titoloni sensazionalistici.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza.</p>
<p>Innanzitutto, stiamo parlando di due composti che si generano solo quando la cottura viene effettuata ad altissime temperature, come nel caso del barbecue o della frittura. Per quanto ci siano delle analogie nei due composti, li esaminiamo separatamente in modo da non generare ulteriore confusione. E capiamo anche qui se è la dose che fa il veleno.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Cottura alla brace </span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1739" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />1) BENZOPIRENE: è il piú studiato Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA), classe di sostanze correlate al rischio di cancro, in particolare del colon-retto. Il benzopirene si genera durante la cottura di proteine animali, per via della combustione di legna/carbone o a causa di un processo che prende il nome di Pirolisi. Quest’ultimo avviene quando il calore elevato di una fiamma, danneggia le strutture di proteine e grassi presenti nell’alimento.</p>
<p>Quindi ci dobbiamo preoccupare? Nì, perché occorre prestare attenzione. In che modo?</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Come suggerisce il sito dell’AIRC, limitando le occasioni di cotture estreme che mettono in contatto gli alimenti con carbone e fiamme e rimuovendo l&#8217;eventuale crosticina nera dalle bistecche.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Frittura</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1743" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />2) ACRILAMMIDE: Molecola organica che si forma negli alimenti amidacei (pane, patate ecc&#8230;) a seguito di esposizione ad alte temperature, come avviene ad esempio nel caso della frittura.<br />
Il rischio di tumore è stato accertato solo negli animali da laboratorio esposti ad un quantitativo di acrilammide 10.000 volte superiore a quello assunto normalmente con l’alimentazione umana. Per tale ragione, mi sento di dire che possiamo stare tranquilli. Specialmente se stiamo seguendo un profilo nutrizionale di stampo mediterraneo che di fritture, ad es., ne contempla ben poche.</p>
<p>Un modo, in ogni caso, per concedersi ogni tanto una frittura senza troppe preoccupazioni, è quello di scegliere un olio che possegga una buona resistenza alle alte temperature, che presenti, quindi, un Punto di Fumo elevato.</p>
<p>Il punto di fumo è un parametro molto importante: possiamo definirlo come la soglia termica oltre la quale si cominciano a sviluppare composti tossici e un caratteristico fumo dal colore scuro. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1740" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Gli oli che risultano più idonei alla frittura sono quello di arachidi e l’Extra Vergine di Oliva.Però non basta scegliere un buon olio per ottenere una frittura corretta sia dal punto di vista sensoriale che nutrizionale, bisogna anche adoperare una serie di accorgimenti.</p>
<h6><span style="color: #339966;">Consiglio:</span></h6>
<p>Questi gli accorgimenti più importanti:</p>
<ol>
<li>gli alimenti dovranno essere completamente immersi nell’olio</li>
<li>la durata della frittura non dovrà superare i 10 minuti</li>
<li>una volta conclusa la frittura sarà necessario adoperare un panno carta per asciugare l’olio in eccesso</li>
<li>non riutilizzare mai l’olio</li>
<li>la temperatura dell’olio dovrà essere corretta.</li>
</ol>
<p>Importante il punto 5): la temperatura ottimale non dovrà essere né troppo elevata per evitare che l’alimento risulti bruciato in superficie e crudo all’interno, né troppo bassa per evitare di ottenere un prodotto unto e poco croccante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1745 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/08/becue-6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6><span style="color: #339966;">E&#8217; bene sapere :</span></h6>
<p>Infine, ci tengo anche a sfatare un falso mito fin troppo diffuso:</p>
<p>l’olio non aumenta magicamente le proprie calorie durante la frittura. Infatti, facendo parte della categoria dei Lipidi (Grassi), manterrà sempre un tenore calorico di circa 9 Kcal per grammo, sia da crudo sia da cotto.</p>
<p>Ma quindi perché per mantenere la linea ci dicono sempre di non friggere?</p>
<p>Semplice, è dovuto al fatto che mentre aggiungendo olio a crudo esso rimarrà in superficie, durante la frittura l’alimento tenderà inevitabilmente ad assorbirlo, aumentando di fatto il quantitativo calorico del piatto.</p>
<p><strong>Fine seconda parte</strong></p>
<p>Vai alla prima parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>)</p>
<p>Vai alla terza parte (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-terza-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Terza parte</a>)</p>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
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<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p><strong>I contenuti degli articoli del sito hanno scopo informativo e divulgativo, esprimono le considerazioni dei propri autori, si riferiscono, se non diversamente indicato, a soggetti sani e senza minime problematiche di salute, non costituiscono formulazione di diagnosi o prescrizioni di trattamento e non sostituiscono comunque e in alcun modo il parere personalizzato del medico curante e/o specialista. Nessuna responsabilità può né potrà mai essere imputata al sito, a chi lo gestisce e agli autori degli articoli circa il non corretto o cattivo uso delle informazioni presenti nel sito anche tramite riferimento a link esterni.</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-seconda-parte/">E&#8217; la dose che fa il veleno &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana?</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/bere-acqua-e-limone-al-mattino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 13:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana? Negli ultimi anni è sempre piú comune imbattersi in articoli di giornale, video sui social e trasmissioni televisive che esaltano le presunte proprietà miracolose, associate all’assunzione di acqua e limone al mattino, rigorosamente a digiuno. Secondo tali fonti, le proprietà sarebbero molteplici, ma prima fra tutte quella di riuscire ad ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<h6>Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana?</h6>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Negli ultimi anni è sempre piú comune imbattersi in articoli di giornale, video sui social e trasmissioni televisive che esaltano le presunte proprietà miracolose, associate all’assunzione di acqua e limone al mattino, rigorosamente a digiuno. Secondo tali fonti, le proprietà sarebbero molteplici, ma prima fra tutte quella di riuscire ad <strong>alcalinizzare l’organismo</strong>, meccanismo essenziale per poter, a cascata, ottenere le altre&#8230; a seguire le principali:</p>
<ol>
<li>Combattere patologie tumorali</li>
<li>Depurare il corpo dalle tossine</li>
<li>Combattere l’infiammazione dell’organismo</li>
<li>Migliorare il metabolismo</li>
<li>Contribuire al dimagrimento</li>
</ol>
<p>Per capire quanto ci sia di oggettivamente vero in queste affermazioni, è utile partire dalle origini di questa abitudine.</p>
<h6>LE ORIGINI</h6>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Corre l’anno 2011 e il “Dottor” Robert O. Young (le virgolette sono d’obbligo), pubblica il suo primo libro dal titolo: “Il Miracolo del pH alcalino”, tomo di 455 pagine che riporta nella sua descrizione frasi molto ambiziose come la seguente:<em>“Raggiungete il giusto equilibrio nutrendo il vostro corpo con determinati cibi capaci di creare un ambiente alcalino e dite addio alla scarsa energia, alla cattiva digestione, ai chili in eccesso, a dolori e sofferenze, e alle malattie.”</em><br />
Quest’opera di marketing aggressivo, che di scientifico non ha assolutamente nulla, illustra come determinati alimenti, come proprio il limone, utilizzati a scopo curativo nell’antichità, possano combattere le principali patologie, come tumori e perfino l’AIDS, attraverso meccanismi molto fantasiosi.<br />
Diversi anni e milioni di copie vendute dopo, gli strampalati precetti sciorinati da Young, confondendosi con la letteratura scientifica, sono misteriosamente divenuti per molti dogmi incontrovertibili.<br />
Non è raro infatti, al giorno d’oggi, sentirli addirittura utilizzare come valida argomentazione da veri e propri professionisti sanitari, probabilmente convinti di citare fonti attendibili.</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Prima di addentrarsi nella spiegazione del perchè certe argomentazioni siano del tutto prive di fondamento, è doveroso riportare un fatto di cronaca:<br />
Nel Gennaio 2014, Robert Young è stato <strong>arrestato per truffa</strong>, esercizio abusivo della professione medica e altri 16 capi di imputazione, relativi ai danni arrecati a persone che, disperate, si sono purtroppo affidate alle sue cure, peggiorando in maniera significativa il loro quadro clinico.</p>
<h6>ACQUA E LIMONE</h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1677 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Tornando al focus del discorso, proviamo a capire perchè i benefici di questa pratica siano esclusivamente frutto della fervida immaginazione di un autore di fantascienza.</div>
<div class="column">Come accennato in precedenza, tutti i benefici ottenibili dall’assunzione di acqua e limone sarebbero ascrivibili essenzialmente alla capacità di tale bevanda di alcalinizzare l’organismo.</div>
<div class="column">Ma è davvero biochimicamente possibile ottenere questo effetto?</div>
<div class="column">Per rispondere dobbiamo scomodare la Biochimica e il concetto di pH. Il pH è un particolare calcolo matematico, ossia</div>
<div class="column">&#8211; Log in base 10 degli ioni H+</div>
<div class="column">Ma immaginando che i lettori di questo articolo non vogliano tornare sui banchi di scuola, proverò a semplificare il tutto.</div>
<div class="column">Il pH non è altro che una scala numerata adimensionale (senza unità di misura) che parte da zero e arriva a 14.</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1680" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-300x267.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-1024x911.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-768x683.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-100x89.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-862x767.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-1200x1068.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408.jpg 1214w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />In tale scala, tutte le sostanze che hanno punteggi compresi tra 0 &#8211; 6,9 vengono considerate <strong>Acide,</strong> quelle con valori compresi nell’intervallo 7,1 &#8211; 14 prendono il nome di <strong>Basiche</strong>, mentre quelle pari a 7,0 si chiamano <strong>Neutre</strong>.</div>
<div class="column">Un sinonimo di Basico, che sarà sicuramente piú familiare, è proprio: “Alcalino”&#8230;</div>
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<div class="column">&#8230;Perciò una sostanza alcalinizzante, è semplicemente un elemento in grado di alzare il pH di una sostanza Acida.<br />
In una provetta chimica questo effetto è ottenibile facilmente, ma quando parliamo di un corpo umano la situazione diventa molto piú complessa.<br />
Infatti il nostro organismo possiede un fine sistema di autoregolazione, fondamentale per mantenere stabili le condizioni interne al variare di quelle esterne, come temperatura, glicemia ecc.<br />
Questo meccanismo prende il nome di Omeostasi, fusione delle parole greche òmoios, &#8220;simile&#8221;, e stasis “posizione”, e quando viene turbato, le conseguenze sono molto gravi, perfino mortali.<br />
Non sarà una sorpresa scoprire che anche il pH viene mantenuto stabile dalla funzione omeostatica, precisamente ad un valore lievemente alcalino, ossia 7,4.<br />
Qualsiasi variazione anche minima, di questo valore, causata ad esempio da patologie, può portare a condizioni molto severe.<br />
È il caso dell’acidosi metabolica, condizione molto grave in cui il pH scende a valori inferiori a 7,35, scatenata ad esempio dalla chetoacidosi (frequente complicanza del diabete mellito di tipo 1 non correttamente gestito).</div>
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<h6>In conclusione</h6>
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<div class="column">Quindi se una variazione cosi blanda di pH può generare condizioni patologiche così gravi, è facilmente intuibile che non sia assolutamente plausibilie pensare che l’ingestione di un alimento o di una bevanda, possano comportare una variazione significativa del nostro pH.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1685" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<div class="column">Quindi no, l’assunzione di acqua e limone al mattino, e piú in generale la dieta alcalinizzante, non sono un toccasana per la salute, perchè non interferiscono con la variazione del pH e di conseguenza non possono essere in grado di svolgere tutti quegli effetti benefici presentati a inizio articolo.</div>
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<div class="column">Inoltre, è emerso come l’acido citrico del limone possa in molti casi danneggiare lo smalto dei denti ed esacerbare gli effetti di una gastrite. Perciò se il suo aroma dovesse particolarmente essere gradito, è possibile continuare con questa abitudine, evitandola però se si soffre di problematiche gastriche e magari utilizzando una cannuccia, ed essendo ben consapevoli che piú di fornirci idratazione e un fresco aroma non farà.<br />
Trattasi infatti purtroppo, dell’ennesima bufala in ambito nutrizionale che nonostante sia già stata ampiamente smentita dalla comunità scientifica, continua ad essere chiamata in causa di tanto in tanto, da evidentemente sbadati professionisti o sedicenti tali.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1684" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-300x169.jpg" alt="" width="271" height="152" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px" />In conclusione diffidiamo di protocolli miracolosi e ricordiamo che per prevenire le patologie i “segreti” sono sempre gli stessi, stile di vita attivo e profilo nutrizionale personalizzato a stampo mediterraneo. Perciò nessun miracolo, ma soprattutto NESSUN DIVIETO, SOLO BUON SENSO.</div>
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<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><em>Bassiouny MA, Yang J, Kuroda S. Topographic and radiographic profile assessment of dental erosion. Part II: effect of citrus fruit juices on human dentition. General Dentistry. 2008 Mar-Apr;56(2):136-143. PMID: 18348369.</em></li>
<li><em><a href="https://www.nbcsandiego.com/news/local/ph-miracle-author-accused-of-practicing-medicine-without-a-license/62586/">https://www.nbcsandiego.com/news/local/ph-miracle-author-accused-of-practicing-medicine-without-a-license/62586/</a></em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_O._Young">https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_O._Young</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l&#8217;Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia-cibo-sessualità-corpo-controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità femminile e alimentazione</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi alla menopausa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue fino all’età adulta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterine, tubariche, ovulatorie/ormonali cervicali, vaginali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione va posta nella prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmesse che possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1650" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Alimentazione e stili di vita non corretti sono fattori altrettanto importanti e degni di ulteriore attenzione. Vediamo.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Alimentazione e fertilità</strong></span></h6>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo positivo dell’alimentazione</em></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Alcuni cibi possono svolgere un ruolo positivo sulla fertilità, es. alimenti contenenti:</p>
<ul>
<li>vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e folati (aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni)</li>
<li>la vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza</li>
<li>situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno</li>
<li>il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</li>
<li>Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe costituire un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</li>
<li>un ruolo positivo è confermato agli acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo negativo dell’alimentazione</em></span></h6>
<ul>
<li>anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</li>
<li>il consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</li>
<li>controverso l’effetto dei latticini: studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, alcuni riportano deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>L’importanza degli stili di vita</strong></span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Insidiosi per entrambi i sessi sono le cattive abitudini comportamentali, i disturbi alimentari e gli inquinanti:</p>
<ul>
<li>fumo: premessa la cancerogenicità dei diversi componenti del fumo di sigaretta, la nicotina e altre sostanze contenute nel tabacco e nella carta compromettono la salute degli spermatozoi, in particolare danneggiano e riducono la mobilità; le donne fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento, di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici e vanno incontro a menopausa in media due-tre anni più precocemente.</li>
<li>alcol: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi</li>
<li>infezione sessualmente trasmesse spesso misconosciute, possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine, quindi è necessario ribadire l’importanza della prevenzione</li>
<li>eccessiva o ridotta attività fisica, stress-psico fisico e disturbi alimentari (eccessiva magrezza ed obesità) influenzano la fertilità provocando una alterazione del profilo ormonale</li>
<li>inquinanti ambientali/alimentari (sostanze chimiche derivanti prevalentemente da rifiuti industriali, insetticidi, fungicidi ed erbicidi) agiscono come interferenti endocrini, in quanto hanno la capacità di mimare o interferire con i nostri ormoni e provocare effetti tossici sul feto e sul liquido seminale.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #008000;">Conclusioni</span></strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Sia per la donna sia per l’uomo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte))</a>, l&#8217;alimentazione riveste un ruolo importante tra le cause di infertilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fertilità richiede uno stile di vita adeguato ovvero:</p>
<ul>
<li>una alimentazione sana, prediligendo la dieta mediterranea</li>
<li>comportamenti corretti che minimizzino quanto più possibile fattori di rischio quali il fumo, l&#8217;abuso di alcol, la promiscuità sessuale, l’obesità, la eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l’eccessiva attività fisica, l’uso di anabolizzanti e l’esposizione a fattori tossici alimentari ed ambientali laddove possibile.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"> Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione </strong><strong><br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia-cibo-sessualità-corpo-controllo]]></category>
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		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/">Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Infertilità e alimentazione (prima parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 10:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata. Cos&#8217;è l&#8217;infertilità? Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti. La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo. L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Cos&#8217;è l&#8217;infertilità?</span></strong><br />
Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti.<br />
La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo.<br />
L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, della donna o di entrambi i componenti della coppia, ma non esclude la possibilità di procreare, ovvero condizione dove esiste la possibilità di procreare con gameti omologhi (migliorati dalla terapia medica o prelevati mediante tecniche chirurgiche di recupero spermatozoi e/o ovociti).</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Qual è il ruolo dell&#8217;alimentazione nell&#8217;infertilità?</strong></span><br />
L’alimentazione ha un ruolo importante nella salute sessuale e nella capacità riproduttiva, in quanto l’apporto di vitamine, fitonutrienti, acidi grassi insaturi, prebiotici, probiotici e psicobiotici con gli alimenti crea il substrato per una buona fertilità.<br />
Attualmente si ritiene che circa il 20% delle coppie non riesce ad avere una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti sessuali mirati non protetti. Negli ultimi anni si è dato il giusto peso al fattore maschile: all’interno della coppia, il maschio partecipa per circa il 20% come fattore puro e per il 30% in associazione a quello femminile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1325 alignright" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità maschile e alimentazione</strong></span><br />
Le cause dell’infertilità maschile sono molteplici: varicocele, infezioni, genetiche, chirurgiche, ormonali, alimentari comportamentali, non note.<br />
Studi sul liquido seminale di maschi ipofertili hanno evidenziato che la qualità del seme è influenzata da un fattore comune in tutte le patogenesi: la produzione di radicali liberi ad azione ossidante (ROS- reacting oxiygen species).<br />
I radicali liberi sono molecole molto reattive ed instabili prodotte dal metabolismo dell’ossigeno: quando in eccesso, innescano reazioni chimiche danneggiando le membrane cellulari e il DNA degli spermatozoi. Per tale motivo qualsiasi noxa patogena come lo stress psicofisico, i disordini alimentari e l’inquinamento ambientale, fattori socio-economici e patologie specifiche dell’apparto riproduttivo sono causa di produzione eccessiva di ROS. Quindi tutto ciò che riduce o impedisce la produzione dei ROS, migliora la capacità riproduttiva come ad esempio una alimentazione sana.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo positivo dell’alimentazione a base di :</em></strong></span><br />
&#8211; pesce crostacei e molluschi, che grazie al loro contenuto di acidi grassi insaturi, in particolare modo omega 3, possono migliorare la qualità dello sperma<br />
&#8211; verdure, vegetali e cereali integrali ricchi di vitamine, minerali e fitonutrienti ad azione antiossidante come zinco, selenio, vitamina C, vitamina E, vitamina B6, arginina, coenzima Q10 e acido folio<br />
&#8211; cibi ricchi di fibre che legano gli estrogeni plasmatici riducendone la concentrazione, fattore importante per una normale fertilità</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo negativo dell’alimentazione a base di:</em></strong></span><br />
&#8211; soia e derivati, spesso indicati come un potenziale problema per la fertilità maschile per la rilevante presenza di fitoestrogeni. I fitoestrogeni sono sostanze che teoricamente potrebbero interferire con l’azione degli ormoni maschili. In realtà sono scarsi i lavori sul tema e i pochi studi non hanno mostrato correlazione tra un elevato consumo di soia e la qualità del seme<br />
&#8211; carni lavorate e carne rossa, alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali a impatto negativo sulla salute maschile per la possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi<br />
&#8211; latte manipolato, per la presenza di estrogeni da alimentazione impropria degli animali da latte<br />
&#8211; un elevato consumo di patate, di dolci e di bevande dolcificate, tutti fattori che favoriscono l’aumento di peso, l&#8217;aumento dell’infiammazione e dello stress ossidativo, fattori fortemente negativi per la qualità del seme e che aprono un altro grosso capitolo legato alla alimentazione e sessualità ovvero la Sindrome metabolica.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cistite-e-limportanza-dellalimentazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cistite ed alimentazione La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo. Vediamo nel dettaglio. Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali. La ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite ed alimentazione </strong></span></h5>
<p>La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio.</p>
<p>Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali.</p>
<p>La vescica è un organo impari e mediano situato nel bacino <em>(più semplicemente un organo muscolare  singolo e cavo) </em>ed ha la funzione di raccogliere l’urina, come un serbatoio, ed espellerla mediante meccanismi complessi.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>La maggiore incidenza della cistite nelle donne rispetto agli uomini</strong></span></h5>
<p>Come dicevamo, la cistite è più diffusa nelle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Fattori favorenti nelle donne sono: l’uretra breve, l’irregolarità dell&#8217;alvo, l&#8217;età (menopausa), la presenza di un prolasso, l’uso di anticoncezionali, i rapporti sessuali.</p>
<p>Nell&#8217;uomo i fattori predisponenti sono l’ipertrofia prostatica, le prostatiti, le uretriti , le balanopostiti (infezioni del prepuzio e glande molto spesso spia di alterato metabolismo glicemico).</p>
<p>In entrambi i sessi può incidere la concomitanza di molteplici fattori, come le malattie metaboliche (es. il diabete), la calcolosi, la presenza di diverticoli sia essi vescicali che intestinali e ancora disturbi dello svuotamento vescicale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1152" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un cenno a parte merita la cistite in gravidanza, dovuta sia all’aumento in circolo del progesterone sia all’ingrossamento dell’utero gravidico con conseguente stasi urinaria (per la dilatazione e compressione della via escretrice).  A ciò può aggiungersi una stipsi cronica e l’insorgenza del diabete gravidico.</p>
<p>Sia negli uomini sia nelle donne, un ruolo fondamentale riveste l&#8217;alimentazione.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Sintomi </strong></span></h5>
<p>La sintomatologia è data da uno o più sintomi quali un dolore sovrapubico, bruciore e dolore minzionale, aumento della frequenza della minzione con emissione di scarsa quantità di urine  a volte torbide e maleodoranti, la  presenza o meno di sangue e che si può manifestare come macroematuria (sangue evidente ad occhio nudo)  oppure come microematuria  (valorizzato soltanto in laboratorio).</p>
<p>A volte può subentrare la febbre qualora venga interessata la via urinaria superiore ovvero la pelvi renale e/o il parenchima renale.</p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Classificazione e diagnosi</strong></span></h5>
<p>Le cistiti, nella pratica clinica sono classificate come acute o croniche, complicate (se interessano anche la via urinaria superiore) e non complicate (se, invece,  si limitano alla vescica).</p>
<p>Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono batteri e miceti più raramente virus .</p>
<p>I germi più frequenti sono quelli che vivono nel colon ove costituiscono la normale flora intestinale, di questi più frequente è l’ Escherichia Coli (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a></p>
<p>I germi che cambiano habitat e passano nella via urinaria (per cause  varie come ad esempio un alvo diarroico  o stitico) diventando virulenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La diagnosi, oltre che chiaramente sui segni/sintomi clinici  sopra menzionati, si basa e si completa mediante:</p>
<p>&#8211; l’ esame microscopico delle urine, che rileva la presenza di globuli bianchi, globuli rossi e di batteri</p>
<p>&#8211; l’esame colturale che tipizza il germe. quantizza le colonie batteriche e mediante l’antibiogramma saggia gli antibiotici a cui il germe è più sensibile</p>
<p>&#8211; l’ecografia dell’apparato urinario utile per escludere cause favorenti come calcolosi, diverticoli etc.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Terapia</strong></span></h5>
<p>La terapia consiste:</p>
<p>&#8211; nella somministrazione di antibiotici: questa deve essere sempre ben valutata, in quanto non sempre la presenza di batteri richiede l’uso di antibiotici i quali  possono creare resistenze e rendere più virulenti gli agenti patogeni</p>
<p>&#8211;  nella idratazione costante (poco e spesso almeno due litri di acqua distribuiti durante la giornata)</p>
<p>&#8211; nell’assunzione di fermenti lattici per il ripristino della flora saprofita intestinale</p>
<p>&#8211; nell’uso di integratori a base di mannosio, di prodotti rossi , zinco, una ursina, lactobacilli etc…</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite e comportamento alimentare</strong></span></h5>
<p>Un ruolo rilevante nell’insorgenza dei disturbi del basso tratto urinario, spetta alle cattive  abitudini comportamentali-alimentari, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; una scarsa idratazione  diminuisce il volume urinario, aumenta la quantità di soluti irritativi e permette una maggiore moltiplicazione di germi</p>
<p>&#8211; l’abuso di carboidrati (pazienti diabetici), spezie ,piccante e alcool  che aumentano l’adesività batterica scatenando una infezione.</p>
<p>&#8211; l’uso non controllato di anabolizzanti ed ormoni</p>
<p>Importante, nello stile di vita, avere una corretta  igiene  intima, una regolare attività fisica, una corretta alimentazione bevande alcoliche e gasate</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Consigli in caso di sintomatologia cistitica: </strong></span></h5>
<p>&#8211; assumere antibiotici, ma solo sotto diretto controllo medico</p>
<p>&#8211; idratazione abbondante (1 bicchiere d’acqua ogni due ore, bere poco e spesso, favorire lo svuotamento vescicale soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale.</p>
<p>&#8211; osservare un corretto regime alimentare, prediligere cibi acidificanti e ricchi in fibra, che proteggono la mucosa vescicale diminuendo l’adesività batterica, evitare spezie, piccanti insaccati, zuccheri,  grassi saturi e bevande alcoliche e gasate, preferire cottura dei cibi a vapore o a pressione o su piastra</p>
<p>&#8211; regolarizzare l’alvo sia esso stitico che diarroico mediante assunzione di alimenti che ripristinano la flora intestinale (yogurt)<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1161" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1024x577.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-768x433.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1536x866.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Superfluo appare raccomandare di rivolgersi  al proprio medico e  su  sua indicazione  se necessario allo specialista.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cistite-e-limportanza-dellalimentazione/">La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Pigliate na pastiglia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 13:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[deficit erettile]]></category>
		<category><![CDATA[disagi]]></category>
		<category><![CDATA[erezione]]></category>
		<category><![CDATA[farmacisti]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[stile comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[umore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pígliate na pastiglia! Pígliate na pastiglia, siente a me! Pe&#8217; mme fá sentí come un gran pasciá e mm&#8217;inebria il cuor. Dint&#8221;e vvetrine &#8216;e tutt&#8221;e farmaciste, la vecchia camomilla ha dato il posto alle palline &#8216;e glicerofosfato, bromotelevisionato, grammi zero, zero, tre. Ah! Pígliate na pastiglia, siente a me! (Renato Carosone. Nicola Salerno) Disagi, cure e spesa farmaceutica Dal rapporto ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pígliate na pastiglia!<br />
Pígliate na pastiglia,<br />
siente a me!<br />
Pe&#8217; mme fá sentí<br />
come un gran pasciá<br />
e mm&#8217;inebria il cuor.<br />
Dint&#8221;e vvetrine &#8216;e tutt&#8221;e farmaciste,<br />
la vecchia camomilla ha dato il posto<br />
alle palline &#8216;e glicerofosfato,<br />
bromotelevisionato,<br />
grammi zero, zero, tre.<br />
Ah!<br />
Pígliate na pastiglia,<br />
siente a me!</em><br />
<em><br />
(Renato Carosone. Nicola Salerno)</em></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Disagi, cure e spesa farmaceutica</strong></span><br />
Dal rapporto AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) risulta che la maggiore spesa farmaceutica degli Italiani nel 2018 riguarda il miglioramento dell’umore e della sessualità: antidepressivi, contraccettivi e disfunzione erettile.<br />
Sicuramente, in un periodo di crisi, incertezza, instabilità e confusione come quello attuale, certo non sorprende che quello relativo all’umore sia uno dei disagi più diffusi, anzi sovrastante, persino nelle fasce d’età più giovani.<br />
Come non sorprende che la libertà sessuale (anche se c’è da domandarsi se libertà equivalga a liberazione) abbia di conseguenza condotto alla contraccezione ormonale.<br />
E, probabilmente, l’una e l’altra cosa, in qualche modo (leggi, per esempio, insicurezza e timore nei confronti di una donna libera sessualmente e giudicante) influiscono sul desiderio (e timore) di prestazioni maschili necessariamente performanti a qualsiasi età.<br />
Come cantava ironicamente Renato Carosone, una pillola risolve…</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>Non solo farmaci</strong></span></h5>
<p>Certo, non si vuole demonizzare l’uso del farmaco quando necessario: ma quando è veramente necessario?<br />
Evidenze mediche rappresentano che non è sempre opportuno l’uso di una “pastiglia” per gestire e risolvere problematiche, soprattutto se legate all’umore e alla sessualità.<br />
La risposta non può e non deve essere una soluzione palliativa, tampone, se non addirittura dannosa e portatrice di effetti avversi<br />
Altri approcci più efficaci, più duraturi, più risolutori e più “sani” possono essere intrapresi.<br />
L’approccio emozionale, la comunicazione empatica, la narrazione innanzitutto. Quella compliance tra professionista e cliente che è apertura, confidenza, presa di coscienza, fiducia, aderenza alla cura e , quindi, cambiamento di stile comportamentale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/modello-cambiamento-degli-stili-comportamentali-supera-gap-dellapproccio-bio-medico-tradizionale/">Il nuovo modello per il cambiamento degli stili comportamentali supera il gap dell’approccio bio-medico tradizionale</a>)<br />
Proviamo a immaginare un medico che non prescrive subito un farmaco, ma che <em>ascolti</em> il proprio paziente. O meglio, che <em>lo <em>sappia</em> far </em><em>parlare</em> e che <em>gli sappia parlare</em>. Non è forse questo il tempo della medicina narrativa?<br />
Proviamo a pensare a un farmacista che riesca a dire al cliente che il contraccettivo protegge dalle gravidanze indesiderate, ma non dalle infezioni a trasmissione sessuale, sempre più diffuse. O che, nel consegnare la pillolina blu, abbia gli strumenti comunicativi per avviare la comprensione del problema sottostante alla richiesta (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/la-pharmaceutical-care-nel-sistema-orientato-alla-qualita-delle-cure-la-farmacia-dei-servizi-farmacista-parla-sessualita-alimentazione/">La “Pharmaceutical care” nel sistema orientato alla qualità delle cure e la farmacia dei servizi: il farmacista parla di sessualità e alimentazione.</a>)</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">La persona al centro</span></strong></h5>
<p>Proviamo, in poche parole, a pensare a un professionista della salute che sappia indagare con professionalità e delicatezza anche le ragioni e le regioni più intime e nascoste della persona che gli si rivolge e con ciò, magari aiutarlo a prenderne coscienza.<br />
Il fatto è che, spesso, la prescrizione sic et simpliciter del medicinale, la cara &#8220;pastiglia&#8221;, sembra la panacea, anche se non è così: disagi dell’umore e di natura sessuale, come tanti altri, richiedono ulteriori e specifiche competenze cui i professionisti della salute non possono più sottrarsi.<br />
La medicina non è solo nel farmaco.<br />
La salute non è assenza di malattie.<br />
La salute è benessere complessivo: l’OMS lo dice da tanto. Non resta che sperare che anche i meno giovani, e non solo le nuove leve, facciano propri questi nuovi approcci e competenze.</p>
<p>Fonte: <a href="https://aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_OsMed_2018.pdf/c9eb79f9-b791-2759-4a9e-e56e1348a976">https://aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_OsMed_2018.pdf/c9eb79f9-b791-2759-4a9e-e56e1348a976</a></p>
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