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	<title>Approfondimenti Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 13:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[acidità]]></category>
		<category><![CDATA[alcalinità]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia-cibo-sessualità-corpo-controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana? Negli ultimi anni è sempre piú comune imbattersi in articoli di giornale, video sui social e trasmissioni televisive che esaltano le presunte proprietà miracolose, associate all’assunzione di acqua e limone al mattino, rigorosamente a digiuno. Secondo tali fonti, le proprietà sarebbero molteplici, ma prima fra tutte quella di riuscire ad ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<h6>Bere acqua e limone al mattino è veramente un toccasana?</h6>
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</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Negli ultimi anni è sempre piú comune imbattersi in articoli di giornale, video sui social e trasmissioni televisive che esaltano le presunte proprietà miracolose, associate all’assunzione di acqua e limone al mattino, rigorosamente a digiuno. Secondo tali fonti, le proprietà sarebbero molteplici, ma prima fra tutte quella di riuscire ad <strong>alcalinizzare l’organismo</strong>, meccanismo essenziale per poter, a cascata, ottenere le altre&#8230; a seguire le principali:</p>
<ol>
<li>Combattere patologie tumorali</li>
<li>Depurare il corpo dalle tossine</li>
<li>Combattere l’infiammazione dell’organismo</li>
<li>Migliorare il metabolismo</li>
<li>Contribuire al dimagrimento</li>
</ol>
<p>Per capire quanto ci sia di oggettivamente vero in queste affermazioni, è utile partire dalle origini di questa abitudine.</p>
<h6>LE ORIGINI</h6>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Corre l’anno 2011 e il “Dottor” Robert O. Young (le virgolette sono d’obbligo), pubblica il suo primo libro dal titolo: “Il Miracolo del pH alcalino”, tomo di 455 pagine che riporta nella sua descrizione frasi molto ambiziose come la seguente:<em>“Raggiungete il giusto equilibrio nutrendo il vostro corpo con determinati cibi capaci di creare un ambiente alcalino e dite addio alla scarsa energia, alla cattiva digestione, ai chili in eccesso, a dolori e sofferenze, e alle malattie.”</em><br />
Quest’opera di marketing aggressivo, che di scientifico non ha assolutamente nulla, illustra come determinati alimenti, come proprio il limone, utilizzati a scopo curativo nell’antichità, possano combattere le principali patologie, come tumori e perfino l’AIDS, attraverso meccanismi molto fantasiosi.<br />
Diversi anni e milioni di copie vendute dopo, gli strampalati precetti sciorinati da Young, confondendosi con la letteratura scientifica, sono misteriosamente divenuti per molti dogmi incontrovertibili.<br />
Non è raro infatti, al giorno d’oggi, sentirli addirittura utilizzare come valida argomentazione da veri e propri professionisti sanitari, probabilmente convinti di citare fonti attendibili.</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Prima di addentrarsi nella spiegazione del perchè certe argomentazioni siano del tutto prive di fondamento, è doveroso riportare un fatto di cronaca:<br />
Nel Gennaio 2014, Robert Young è stato <strong>arrestato per truffa</strong>, esercizio abusivo della professione medica e altri 16 capi di imputazione, relativi ai danni arrecati a persone che, disperate, si sono purtroppo affidate alle sue cure, peggiorando in maniera significativa il loro quadro clinico.</p>
<h6>ACQUA E LIMONE</h6>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-1677 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-38.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Tornando al focus del discorso, proviamo a capire perchè i benefici di questa pratica siano esclusivamente frutto della fervida immaginazione di un autore di fantascienza.</div>
<div class="column">Come accennato in precedenza, tutti i benefici ottenibili dall’assunzione di acqua e limone sarebbero ascrivibili essenzialmente alla capacità di tale bevanda di alcalinizzare l’organismo.</div>
<div class="column">Ma è davvero biochimicamente possibile ottenere questo effetto?</div>
<div class="column">Per rispondere dobbiamo scomodare la Biochimica e il concetto di pH. Il pH è un particolare calcolo matematico, ossia</div>
<div class="column">&#8211; Log in base 10 degli ioni H+</div>
<div class="column">Ma immaginando che i lettori di questo articolo non vogliano tornare sui banchi di scuola, proverò a semplificare il tutto.</div>
<div class="column">Il pH non è altro che una scala numerata adimensionale (senza unità di misura) che parte da zero e arriva a 14.</div>
</div>
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</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
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<div class="column"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1680" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-300x267.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-1024x911.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-768x683.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-100x89.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-862x767.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408-1200x1068.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/Progetto-senza-titolo-39-e1713422810408.jpg 1214w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In tale scala, tutte le sostanze che hanno punteggi compresi tra 0 &#8211; 6,9 vengono considerate <strong>Acide,</strong> quelle con valori compresi nell’intervallo 7,1 &#8211; 14 prendono il nome di <strong>Basiche</strong>, mentre quelle pari a 7,0 si chiamano <strong>Neutre</strong>.</div>
<div class="column">Un sinonimo di Basico, che sarà sicuramente piú familiare, è proprio: “Alcalino”&#8230;</div>
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<div class="column">&#8230;Perciò una sostanza alcalinizzante, è semplicemente un elemento in grado di alzare il pH di una sostanza Acida.<br />
In una provetta chimica questo effetto è ottenibile facilmente, ma quando parliamo di un corpo umano la situazione diventa molto piú complessa.<br />
Infatti il nostro organismo possiede un fine sistema di autoregolazione, fondamentale per mantenere stabili le condizioni interne al variare di quelle esterne, come temperatura, glicemia ecc.<br />
Questo meccanismo prende il nome di Omeostasi, fusione delle parole greche òmoios, &#8220;simile&#8221;, e stasis “posizione”, e quando viene turbato, le conseguenze sono molto gravi, perfino mortali.<br />
Non sarà una sorpresa scoprire che anche il pH viene mantenuto stabile dalla funzione omeostatica, precisamente ad un valore lievemente alcalino, ossia 7,4.<br />
Qualsiasi variazione anche minima, di questo valore, causata ad esempio da patologie, può portare a condizioni molto severe.<br />
È il caso dell’acidosi metabolica, condizione molto grave in cui il pH scende a valori inferiori a 7,35, scatenata ad esempio dalla chetoacidosi (frequente complicanza del diabete mellito di tipo 1 non correttamente gestito).</div>
</div>
</div>
<h6>In conclusione</h6>
<div class="section">
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<div class="column">
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<div class="layoutArea">
<div class="column">Quindi se una variazione cosi blanda di pH può generare condizioni patologiche così gravi, è facilmente intuibile che non sia assolutamente plausibilie pensare che l’ingestione di un alimento o di una bevanda, possano comportare una variazione significativa del nostro pH.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1685" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/62-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<div class="column">Quindi no, l’assunzione di acqua e limone al mattino, e piú in generale la dieta alcalinizzante, non sono un toccasana per la salute, perchè non interferiscono con la variazione del pH e di conseguenza non possono essere in grado di svolgere tutti quegli effetti benefici presentati a inizio articolo.</div>
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<div class="page" title="Page 4">
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<div class="column">Inoltre, è emerso come l’acido citrico del limone possa in molti casi danneggiare lo smalto dei denti ed esacerbare gli effetti di una gastrite. Perciò se il suo aroma dovesse particolarmente essere gradito, è possibile continuare con questa abitudine, evitandola però se si soffre di problematiche gastriche e magari utilizzando una cannuccia, ed essendo ben consapevoli che piú di fornirci idratazione e un fresco aroma non farà.<br />
Trattasi infatti purtroppo, dell’ennesima bufala in ambito nutrizionale che nonostante sia già stata ampiamente smentita dalla comunità scientifica, continua ad essere chiamata in causa di tanto in tanto, da evidentemente sbadati professionisti o sedicenti tali.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1684" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-300x169.jpg" alt="" width="271" height="152" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2024/04/59-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px" />In conclusione diffidiamo di protocolli miracolosi e ricordiamo che per prevenire le patologie i “segreti” sono sempre gli stessi, stile di vita attivo e profilo nutrizionale personalizzato a stampo mediterraneo. Perciò nessun miracolo, ma soprattutto NESSUN DIVIETO, SOLO BUON SENSO.</div>
<div></div>
<div class="column">
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<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><em>Bassiouny MA, Yang J, Kuroda S. Topographic and radiographic profile assessment of dental erosion. Part II: effect of citrus fruit juices on human dentition. General Dentistry. 2008 Mar-Apr;56(2):136-143. PMID: 18348369.</em></li>
<li><em><a href="https://www.nbcsandiego.com/news/local/ph-miracle-author-accused-of-practicing-medicine-without-a-license/62586/">https://www.nbcsandiego.com/news/local/ph-miracle-author-accused-of-practicing-medicine-without-a-license/62586/</a></em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_O._Young">https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_O._Young</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Scritto da: <strong>Dario Cuffari</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il dott. Dario Cuffari è biologo nutrizionista e tecnologo alimentare.<br />
Nasce a Milano nel 1990 e, spinto dalla sua passione nei confronti delle scienze e in particolare della Nutrizione, si laurea nel 2019 in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l&#8217;Università Degli Studi Di Milano. Subito dopo, consegue la laurea magistrale in Nutrizione Umana presso l’Università San Raffaele di Roma, superando in breve l’esame di stato come Biologo.<br />
Pratica in diversi studi nella zona di Milano e hinterland come Biologo Nutrizionista, seguendo principalmente pazienti clinici.</p>
<p>Contatti:<br />
dott.dario.cuffari@gmail.com        whatsapp: 351 555 2493</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza. Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità femminile e alimentazione</strong></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi non protetti. E’ diversa, quindi, dalla condizione di sterilità intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400 mila ovociti, che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi alla menopausa.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue fino all’età adulta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterine, tubariche, ovulatorie/ormonali cervicali, vaginali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione va posta nella prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmesse che possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1650" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Alimentazione e stili di vita non corretti sono fattori altrettanto importanti e degni di ulteriore attenzione. Vediamo.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>Alimentazione e fertilità</strong></span></h6>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo positivo dell’alimentazione</em></span></h6>
<p style="font-weight: 400;">Alcuni cibi possono svolgere un ruolo positivo sulla fertilità, es. alimenti contenenti:</p>
<ul>
<li>vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e folati (aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni)</li>
<li>la vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza</li>
<li>situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno</li>
<li>il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</li>
<li>Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe costituire un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</li>
<li>un ruolo positivo è confermato agli acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><em>Ruolo negativo dell’alimentazione</em></span></h6>
<ul>
<li>anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</li>
<li>il consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</li>
<li>controverso l’effetto dei latticini: studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, alcuni riportano deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>L’importanza degli stili di vita</strong></span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1651" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Insidiosi per entrambi i sessi sono le cattive abitudini comportamentali, i disturbi alimentari e gli inquinanti:</p>
<ul>
<li>fumo: premessa la cancerogenicità dei diversi componenti del fumo di sigaretta, la nicotina e altre sostanze contenute nel tabacco e nella carta compromettono la salute degli spermatozoi, in particolare danneggiano e riducono la mobilità; le donne fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento, di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici e vanno incontro a menopausa in media due-tre anni più precocemente.</li>
<li>alcol: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi</li>
<li>infezione sessualmente trasmesse spesso misconosciute, possono avere conseguenze negative sulla fertilità a breve e a lungo termine, quindi è necessario ribadire l’importanza della prevenzione</li>
<li>eccessiva o ridotta attività fisica, stress-psico fisico e disturbi alimentari (eccessiva magrezza ed obesità) influenzano la fertilità provocando una alterazione del profilo ormonale</li>
<li>inquinanti ambientali/alimentari (sostanze chimiche derivanti prevalentemente da rifiuti industriali, insetticidi, fungicidi ed erbicidi) agiscono come interferenti endocrini, in quanto hanno la capacità di mimare o interferire con i nostri ormoni e provocare effetti tossici sul feto e sul liquido seminale.</li>
</ul>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #008000;">Conclusioni</span></strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Sia per la donna sia per l’uomo (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte))</a>, l&#8217;alimentazione riveste un ruolo importante tra le cause di infertilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fertilità richiede uno stile di vita adeguato ovvero:</p>
<ul>
<li>una alimentazione sana, prediligendo la dieta mediterranea</li>
<li>comportamenti corretti che minimizzino quanto più possibile fattori di rischio quali il fumo, l&#8217;abuso di alcol, la promiscuità sessuale, l’obesità, la eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l’eccessiva attività fisica, l’uso di anabolizzanti e l’esposizione a fattori tossici alimentari ed ambientali laddove possibile.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"> Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione </strong><strong><br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte/">Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sindrome-premestruale-e-disturbo-disforico-premestruale/</link>
					<comments>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sindrome-premestruale-e-disturbo-disforico-premestruale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 10:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia-cibo-sessualità-corpo-controllo]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo mestruale]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
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		<category><![CDATA[serotonina]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome premestruale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale: cosa sono? La Sindrome Premestruale Ogni donna sa come si sente nel periodo premestruale: una serie di sintomi più o meno ricorrenti, più o meno generalizzati, più o meno intensi e comuni. Sintomi fisici, ma anche psicologici che tendono a scomparire con l’arrivo delle mestruazioni. Per Sindrome Premestruale (PMS = PreMenstrual Syndrome), così, si ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale: cosa sono?</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>La Sindrome Premestruale</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Ogni donna sa come si sente nel periodo premestruale: una serie di sintomi più o meno ricorrenti, più o meno generalizzati, più o meno intensi e comuni. Sintomi fisici, ma anche psicologici che tendono a scomparire con l’arrivo delle mestruazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Sindrome Premestruale (PMS = PreMenstrual Syndrome), così, si intende proprio l’insieme dei sintomi, fisici e psicologici che compaiono durante la fase luteinica (luteale) del ciclo mestruale, cioè la fase che va dall’ovulazione alla comparsa della mestruazione (<a href="https://www.humanitas.it/centri/fertility-center/strumenti-utili/la-procreazione-naturale/">https://www.humanitas.it/centri/fertility-center/strumenti-utili/la-procreazione-naturale/</a>). <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1445" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/99.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La PSM è causata dal cambiamento ormonale e neurobiologico di questa fase: le variazioni dei livelli di estrogeni e progesterone incidono sensibilmente sul neurotrasmettitore più importante del tono dell’umore: la serotonina.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>I sintomi</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Abbassamento del tono dell’umore, irritabilità, rabbia, ansia, difficoltà di concentrazione, ipersonnia o difficoltà del sonno, iperfagia, astenia. Ma anche: tensione mammaria, gonfiore addominale (la maggior parte dei recettori per la serotonina sono nell’intestino cfr. <a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/il-sistema-nervoso-enterico-un-altro-cervello/">Il sistema nervoso enterico: un altro cervello?</a>), ritenzione, stipsi, nausea, aumento ponderale, desiderio disordinato di cibi, craving di dolci, carboidrati o salati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ancora, da tenere  presente che un’intestino infiammato (sindrome dell’intestino irritabile IBS) tende a peggiorare durante l’infiammazione fisiologica correlata al ciclo mestruale. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1444" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/98.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Disturbo Disforico Premestruale</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">La Sindrome premestruale appare una condizione fisiologica, fastidiosa, ma gestibile in quanto nella normalità dei casi, i fastidi non incidono significativamente sullo stato di benessere generale della donna.</p>
<p style="font-weight: 400;">Esistono, però, situazioni in cui i sintomi si manifestano con forte intensità e, a volte, gravità tanto da compromettere la vita quotidiana e relazionale. Si tratta del Disturbo Disforico Premestruale  (PMDD PreMenstrual Dysforic Disorder): situazioni particolari e limitate, ma non per questo da sottovalutare ( riguarda sino all’8% della popolazione femminile in età fertile cfr. <a href="https://itapms.org/">https://itapms.org/</a>). E’ importante conoscere il PMDD per evitare che sintomi e stati d’animo o comportamenti conseguenti vengano confusi con altre situazioni, malesseri, disagi, disordini.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Rimedi e prospettive terapeutiche</strong></h6>
<ul>
<li>Alimentazione e stili di vita: l’alimentazione corretta è il primo fondamentale step, compreso un giusto peso corporeo. Eccesso di magrezza o sovrappeso possono incidere sul ciclo mestruale e sui sintomi. Privilegiare legumi, soia, verdura, frutta, anche secca, olio d’oliva o vegetale, elementi che contengono acidi grassi precursori degli ormoni femminili. Evitare cibi in scatola, precotti, salati, alcolici ed eccitanti. Riposare e trovare spazi e momenti per ridurre lo stress: passeggiate, attività sportiva adeguata, mindfullness</li>
<li>Integratori come magnesio (se carente per errata alimentazione); agnocasto (fitoterapico consigliato proprio per le irregolarità e i disturbi legati al ciclo (<a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/agnocasto/">https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/agnocasto/</a>)</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Nei casi più gravi:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">Terapia farmacologica: assunzione di contraccettivi ormonali, regolatori della ricaptazione della serotonina (SSRI &#8211; antidepressivi).<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1443" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/97.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"><span style="color: #339966;"><strong>→</strong> </span>Naturalmente, anche per la Sindrome Premestruale e per il Disturbo Disforico Premestruale valgono le solite raccomandazioni: prestare attenzione alla persona e parlarne sempre, prima di qualsiasi scelta, con professionisti competenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Steiner M. Premenstrual syndrome and premenstrual dys- phoric disorder: guidelines for management. J PsychiatryNeurosci 2000;25:459-68.(</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Pati GK, Kar C, Narayan J, Uthansingh K, Behera M, Sahu MK, Mishra D, Singh A. Irritable bowel syndrome and the menstrual cycle Cureus. 2021 Jan 14;13(1):e12692. doi: 10.7759/cureus.12692)</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Lam RW, Carter D, Misri S, Kuan AJ, Yatham LN, Zis AP. Acontrolled study of light therapy in women with late luteal phase dysphoric disorder. Psychiatry Res 1999;86:185-92.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Graziottin, A., Cuccarollo, A., Uccella, S. et al. Estrogeni e infiammazione. L&#8217;Endocrinologo<strong>23, </strong>281–289 (2022). https://doi.org/10.1007/s40619-022-01073-w</em></p>
<p>Si ringrazia per la collaborazione<em>:</em></p>
<p><strong>dott.ssa Silvia Belcaro, psicologa, psicoterapeuta, consulente in sessuologia</strong></p>
<p><strong>Claudia Agostini, counselor, consulente in sessuologia, operatrice Shiatsu</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/">Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Infertilità e alimentazione (prima parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 10:06:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata. Cos&#8217;è l&#8217;infertilità? Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti. La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo. L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Infertilità e alimentazione: un&#8217;associazione importante, ma ancora sottovalutata.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Cos&#8217;è l&#8217;infertilità?</span></strong><br />
Sterilità e infertilità, spesso utilizzati in maniera impropria, sono due concetti differenti.<br />
La sterilità è una condizione clinica di assoluta mancanza della capacità riproduttiva sia nella donna sia nell’uomo.<br />
L’infertilità è quella condizione clinica psicofisica e sociale che in maniera più o meno grave altera la capacità riproduttiva del maschio, della donna o di entrambi i componenti della coppia, ma non esclude la possibilità di procreare, ovvero condizione dove esiste la possibilità di procreare con gameti omologhi (migliorati dalla terapia medica o prelevati mediante tecniche chirurgiche di recupero spermatozoi e/o ovociti).</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Qual è il ruolo dell&#8217;alimentazione nell&#8217;infertilità?</strong></span><br />
L’alimentazione ha un ruolo importante nella salute sessuale e nella capacità riproduttiva, in quanto l’apporto di vitamine, fitonutrienti, acidi grassi insaturi, prebiotici, probiotici e psicobiotici con gli alimenti crea il substrato per una buona fertilità.<br />
Attualmente si ritiene che circa il 20% delle coppie non riesce ad avere una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti sessuali mirati non protetti. Negli ultimi anni si è dato il giusto peso al fattore maschile: all’interno della coppia, il maschio partecipa per circa il 20% come fattore puro e per il 30% in associazione a quello femminile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1325 alignright" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/05/84.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Infertilità maschile e alimentazione</strong></span><br />
Le cause dell’infertilità maschile sono molteplici: varicocele, infezioni, genetiche, chirurgiche, ormonali, alimentari comportamentali, non note.<br />
Studi sul liquido seminale di maschi ipofertili hanno evidenziato che la qualità del seme è influenzata da un fattore comune in tutte le patogenesi: la produzione di radicali liberi ad azione ossidante (ROS- reacting oxiygen species).<br />
I radicali liberi sono molecole molto reattive ed instabili prodotte dal metabolismo dell’ossigeno: quando in eccesso, innescano reazioni chimiche danneggiando le membrane cellulari e il DNA degli spermatozoi. Per tale motivo qualsiasi noxa patogena come lo stress psicofisico, i disordini alimentari e l’inquinamento ambientale, fattori socio-economici e patologie specifiche dell’apparto riproduttivo sono causa di produzione eccessiva di ROS. Quindi tutto ciò che riduce o impedisce la produzione dei ROS, migliora la capacità riproduttiva come ad esempio una alimentazione sana.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo positivo dell’alimentazione a base di :</em></strong></span><br />
&#8211; pesce crostacei e molluschi, che grazie al loro contenuto di acidi grassi insaturi, in particolare modo omega 3, possono migliorare la qualità dello sperma<br />
&#8211; verdure, vegetali e cereali integrali ricchi di vitamine, minerali e fitonutrienti ad azione antiossidante come zinco, selenio, vitamina C, vitamina E, vitamina B6, arginina, coenzima Q10 e acido folio<br />
&#8211; cibi ricchi di fibre che legano gli estrogeni plasmatici riducendone la concentrazione, fattore importante per una normale fertilità</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Ruolo negativo dell’alimentazione a base di:</em></strong></span><br />
&#8211; soia e derivati, spesso indicati come un potenziale problema per la fertilità maschile per la rilevante presenza di fitoestrogeni. I fitoestrogeni sono sostanze che teoricamente potrebbero interferire con l’azione degli ormoni maschili. In realtà sono scarsi i lavori sul tema e i pochi studi non hanno mostrato correlazione tra un elevato consumo di soia e la qualità del seme<br />
&#8211; carni lavorate e carne rossa, alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali a impatto negativo sulla salute maschile per la possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi<br />
&#8211; latte manipolato, per la presenza di estrogeni da alimentazione impropria degli animali da latte<br />
&#8211; un elevato consumo di patate, di dolci e di bevande dolcificate, tutti fattori che favoriscono l’aumento di peso, l&#8217;aumento dell’infiammazione e dello stress ossidativo, fattori fortemente negativi per la qualità del seme e che aprono un altro grosso capitolo legato alla alimentazione e sessualità ovvero la Sindrome metabolica.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cibo, Sesso, Mindfulness</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 07:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[agilità emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare. Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare. La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare.</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (<a href="https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429">https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429</a>). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e i meccanismi associativi condizionanti (Daniel J. Siegel). Per giungere alla connessione con se stessi occorre sviluppare la plasticità neurale che produrrà il cambiamento funzionale del cervello di fronte alle esperienze di vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno dimostrato senza ombra di dubbio gli effetti benefici della mindfulness (<a href="https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf">https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf</a>) a vari livelli: equilibrio emotivo, flessibilità della risposta, comunicazione assertiva, funzioni immunitarie e cardiache ecc.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1469 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg" alt="" width="742" height="276" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-300x112.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-768x286.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1536x572.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-100x37.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-862x321.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1200x447.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Il professore Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare, docente universitario presso la University of Massachussetts Medical Schoole, fondatore della Clinica per la Riduzione dello Stress e il Center for Mindfullness in Medicine, Health care and Society, ha introdotto questa forma di meditazione nei circuiti della medicina tradizionale e studi recenti confermano la validità della Mindfulness in un ampio campo di disturbi.</p>
<p style="font-weight: 400;">C’è un solo modo per avvicinarsi alla Mindfulness ed è l’esperienza diretta: occuparci di ciò che sta accadendo, di ciò che stiamo facendo, dello spazio in cui ci siamo e ci stiamo muovendo.  Per ogni situazione c’è una tecnica in grado di aumentare la propria soddisfazione, ridurre lo stress e migliorare il benessere emotivo. Si impara a lasciar andare i pensieri, le paure e le ansie, a prevenire il burn-out e a tornare in contatto con il proprio corpo (<a href="https://www.mrgrimaccia.it/">https://www.mrgrimaccia.it</a>).</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso e mindfulness</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Quanto siamo consapevolmente presenti quando mangiamo? E nei nostri incontri intimi?<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1472" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-150x150.jpg 150w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-100x100.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Quanto la nostra mente o le nostre emozioni ci portano altrove, lontano da lì, da dove è, dove si trova il nostro corpo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Evidente ed immediata, allora, l’utilità della mindfulness nell’approccio con il cibo e con la sessualità. Cibo e sesso sono legati al corpo: la nostra mente e le nostre emozioni vivono spesso disincarnate dal nostro corpo che subisce, però, gli effetti di quei pensieri  e di quelle emozioni che ci allontanano. Sul comportamento alimentare e sul comportamento sessuale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/desiderio-del-cibo-desiderio-sessuale/">Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</a>) ricadono sempre più gli effetti negativi dei pensieri dello stress, delle ansie, delle preoccupazioni o, più semplicemente, delle emozioni: la Mindfulness ci consente di acquisire competenze che impediscono ai nostri pensieri di agire come un pilota automatico,<br />
fuori dalla nostra consapevolezza, di muoverci, così, agilmente tra le nostre emozioni e godere del momento focalizzando l’attenzione sul presente con una presenza “incarnata”.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful eating</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">9 sono i tipi di fame nell’approccio mindful: <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1467" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg 202w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-100x149.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832.jpg 571w" sizes="auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<ol>
<li>fame degli occhi: vedere cibo, desiderio di mangiare</li>
<li>fame del naso: sentire gli odori del cibo è aprire le porte del desiderio di mangiare</li>
<li>fame delle orecchie: ascoltiamo il crepitio della frittura, lo scrocchiare della cioccolata e desideriamo mangiare</li>
<li>fame della bocca: gusto gradevole o stimolante, aumenta il desiderio, mangiamo ancora.</li>
<li>fame del tatto: mani, labbra, lingua, consistenze, sensazioni di piacere</li>
<li>fame dello stomaco: i suoi segnali sono riferibili anche a sensazioni legata all’ansia o al nervosismo che ci inducono a mangiare o a mangiare troppo senza effettivo e reale bisogno di nutrimento fisico</li>
<li>fame cellulare: la fame che ci segnala quando il nostro organismo ha bisogno di nutrirsi, senza complicazioni e interferenze di altro tipo (emozioni)</li>
<li>fame della mente: l’influenza dei pensieri che non sempre seguono i bisogni effettivi e veri del nostro corpo</li>
<li>fame del cuore: bisogno d’amore, d’attenzione, sfogo di tensioni, ricerca di gratificazione, fame emotiva.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Quando avvertiamo fame, la mindfulness ci aiuta a capire ciò di cui abbiamo bisogno: se di un momento di piacere, di consolazione, di nutrirci o di amore. E per ogni fame c’è una diversa possibilità di soddisfazione evitando che sia sempre il cibo la falsa e dannosa panacea di altri bisogni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma c’è anche la grande possibilità di coniugare sensazioni e desideri per un’esperienza di piacere esaltante e soddisfacente.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful sex</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso modo del comportamento alimentare, anche per il comportamento sessuale possiamo individuare 9 tipi di desiderio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mescolare due entità che si fondono e confondono e richiedono l’armonia dei sensi, della mente, del cuore: mangiare è una sorta di atto sessuale come l’atto sessuale è una sorta di riproduzione dell’atto del mangiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">I motivi per cui si fa sesso sono diversi<strong> </strong>e non sempre coincidono con</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;">“l’attività sessuale cellulare”, intesa come fisiologica, cioè quella indotta dai complessi meccanismi di regolazione del sistema nervoso centrale deputati alla sopravvivenza della specie. Esaminiamo allora le altre 8 attinenze:</li>
<li>la vista: canale privilegiato della seduzione, vedere e desiderare</li>
<li>l’olfatto: nasale, gli odori e retronasale, per la percezione dei feromoni</li>
<li>l’udito: quanto può sedurre la voce?</li>
<li>il tatto: toccare il corpo con ogni parte del corpo</li>
<li>la bocca: il sapore dei baci, della pelle</li>
<li>i genitali: il sesso non riproduttivo, istinti basici che, come la fame dello stomaco, vengono confusi con altre sensazioni che afferiscono a questo organo.</li>
<li>la mente: la pesante valenza dei pensieri, l’attrazione del sapiosexual, le fantasie sessuali</li>
<li>la fame del cuore: l’amore che c’è. O che manca.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1471 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg" alt="" width="742" height="376" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-300x152.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-768x390.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1536x779.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-100x51.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-862x437.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1200x609.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La sessualità come l’alimentazione ha bisogno d’essere scevra da elementi disturbanti. L’attenzione al qui e ora, l’armonia del corpo e della mente, la capacità di ascoltare e vivere le sensazioni e il corpo: l’incarnarsi e il coltivare l’intimità, propri della mindfulness.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>In conclusione</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: questo è un primo, leggero approccio ad un argomento vasto che richiede numerosi approfondimenti che sviluppiamo nei nostri corsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno spalancato una finestra importante sulla mindfulness a dispetto di tanti scetticismi.</p>
<p style="font-weight: 400;">La pratica professionale, offrendoci riscontri lusinghieri, ci induce ad elaborare con entusiasmo studi nuovi come quello introdotto con questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1468 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Siamo convinti che una maggiore “centratura” sulla persona, un lavoro che vada al di là della liquidità odierna e si concentri sul valore dell&#8217;individuo, sulla ricchezza di tutto il suo essere sia fondamentale: diventa così percorribile efficacemente il cammino diretto al benessere psico-fisico fatto di assenza di malanni e pieno di sensazioni positive, emozioni gestite, equilibrio mentale, piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti:</em></p>
<ul>
<li><em>Brotto L.A., Woo J. (2010). Cognitive-behavioral and mindfulness-based therapy for low sexual desire. Treating sexual desire disorders: A clinical casebook, 149-164.</em></li>
<li><em>Suzan David: Emotional Agility, 2018</em></li>
<li><em>Daniel J. Siegel. Mindfulness e cervello, 2007</em></li>
</ul>
<p><strong>Si ringrazia Maria Rita Grimaccia, naturopata, consulente in sessuologia clinica, istruttrice mindfulness, insegnante di meditazione, operatrice Translational Music, riflessologa plantare <a href="https://www.mrgrimaccia.it">https://www.mrgrimaccia.it</a></strong></p>
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		<title>La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cistite ed alimentazione La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo. Vediamo nel dettaglio. Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali. La ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite ed alimentazione </strong></span></h5>
<p>La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio.</p>
<p>Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali.</p>
<p>La vescica è un organo impari e mediano situato nel bacino <em>(più semplicemente un organo muscolare  singolo e cavo) </em>ed ha la funzione di raccogliere l’urina, come un serbatoio, ed espellerla mediante meccanismi complessi.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>La maggiore incidenza della cistite nelle donne rispetto agli uomini</strong></span></h5>
<p>Come dicevamo, la cistite è più diffusa nelle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Fattori favorenti nelle donne sono: l’uretra breve, l’irregolarità dell&#8217;alvo, l&#8217;età (menopausa), la presenza di un prolasso, l’uso di anticoncezionali, i rapporti sessuali.</p>
<p>Nell&#8217;uomo i fattori predisponenti sono l’ipertrofia prostatica, le prostatiti, le uretriti , le balanopostiti (infezioni del prepuzio e glande molto spesso spia di alterato metabolismo glicemico).</p>
<p>In entrambi i sessi può incidere la concomitanza di molteplici fattori, come le malattie metaboliche (es. il diabete), la calcolosi, la presenza di diverticoli sia essi vescicali che intestinali e ancora disturbi dello svuotamento vescicale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1152" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un cenno a parte merita la cistite in gravidanza, dovuta sia all’aumento in circolo del progesterone sia all’ingrossamento dell’utero gravidico con conseguente stasi urinaria (per la dilatazione e compressione della via escretrice).  A ciò può aggiungersi una stipsi cronica e l’insorgenza del diabete gravidico.</p>
<p>Sia negli uomini sia nelle donne, un ruolo fondamentale riveste l&#8217;alimentazione.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Sintomi </strong></span></h5>
<p>La sintomatologia è data da uno o più sintomi quali un dolore sovrapubico, bruciore e dolore minzionale, aumento della frequenza della minzione con emissione di scarsa quantità di urine  a volte torbide e maleodoranti, la  presenza o meno di sangue e che si può manifestare come macroematuria (sangue evidente ad occhio nudo)  oppure come microematuria  (valorizzato soltanto in laboratorio).</p>
<p>A volte può subentrare la febbre qualora venga interessata la via urinaria superiore ovvero la pelvi renale e/o il parenchima renale.</p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Classificazione e diagnosi</strong></span></h5>
<p>Le cistiti, nella pratica clinica sono classificate come acute o croniche, complicate (se interessano anche la via urinaria superiore) e non complicate (se, invece,  si limitano alla vescica).</p>
<p>Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono batteri e miceti più raramente virus .</p>
<p>I germi più frequenti sono quelli che vivono nel colon ove costituiscono la normale flora intestinale, di questi più frequente è l’ Escherichia Coli (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a></p>
<p>I germi che cambiano habitat e passano nella via urinaria (per cause  varie come ad esempio un alvo diarroico  o stitico) diventando virulenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La diagnosi, oltre che chiaramente sui segni/sintomi clinici  sopra menzionati, si basa e si completa mediante:</p>
<p>&#8211; l’ esame microscopico delle urine, che rileva la presenza di globuli bianchi, globuli rossi e di batteri</p>
<p>&#8211; l’esame colturale che tipizza il germe. quantizza le colonie batteriche e mediante l’antibiogramma saggia gli antibiotici a cui il germe è più sensibile</p>
<p>&#8211; l’ecografia dell’apparato urinario utile per escludere cause favorenti come calcolosi, diverticoli etc.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Terapia</strong></span></h5>
<p>La terapia consiste:</p>
<p>&#8211; nella somministrazione di antibiotici: questa deve essere sempre ben valutata, in quanto non sempre la presenza di batteri richiede l’uso di antibiotici i quali  possono creare resistenze e rendere più virulenti gli agenti patogeni</p>
<p>&#8211;  nella idratazione costante (poco e spesso almeno due litri di acqua distribuiti durante la giornata)</p>
<p>&#8211; nell’assunzione di fermenti lattici per il ripristino della flora saprofita intestinale</p>
<p>&#8211; nell’uso di integratori a base di mannosio, di prodotti rossi , zinco, una ursina, lactobacilli etc…</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite e comportamento alimentare</strong></span></h5>
<p>Un ruolo rilevante nell’insorgenza dei disturbi del basso tratto urinario, spetta alle cattive  abitudini comportamentali-alimentari, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; una scarsa idratazione  diminuisce il volume urinario, aumenta la quantità di soluti irritativi e permette una maggiore moltiplicazione di germi</p>
<p>&#8211; l’abuso di carboidrati (pazienti diabetici), spezie ,piccante e alcool  che aumentano l’adesività batterica scatenando una infezione.</p>
<p>&#8211; l’uso non controllato di anabolizzanti ed ormoni</p>
<p>Importante, nello stile di vita, avere una corretta  igiene  intima, una regolare attività fisica, una corretta alimentazione bevande alcoliche e gasate</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Consigli in caso di sintomatologia cistitica: </strong></span></h5>
<p>&#8211; assumere antibiotici, ma solo sotto diretto controllo medico</p>
<p>&#8211; idratazione abbondante (1 bicchiere d’acqua ogni due ore, bere poco e spesso, favorire lo svuotamento vescicale soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale.</p>
<p>&#8211; osservare un corretto regime alimentare, prediligere cibi acidificanti e ricchi in fibra, che proteggono la mucosa vescicale diminuendo l’adesività batterica, evitare spezie, piccanti insaccati, zuccheri,  grassi saturi e bevande alcoliche e gasate, preferire cottura dei cibi a vapore o a pressione o su piastra</p>
<p>&#8211; regolarizzare l’alvo sia esso stitico che diarroico mediante assunzione di alimenti che ripristinano la flora intestinale (yogurt)<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1161" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1024x577.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-768x433.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1536x866.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Superfluo appare raccomandare di rivolgersi  al proprio medico e  su  sua indicazione  se necessario allo specialista.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
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		<title>Alimenti afrodisiaci. Quali sono? E funzionano?</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/alimenti-afrodisiaci-quali-sono-e-funzionano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 06:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaci]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia-cibo-sessualità-corpo-controllo]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolata]]></category>
		<category><![CDATA[dopamina]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alimenti afrodisiaci. Quali sono? E funzionano? Gli alimenti afrodisiaci possiedono dei nutrienti utili per la produzione di ormoni sessuali e per la salute dell’apparato sessuale. Spesso, inoltre, sono alimenti che aumentano la temperatura corporea e il battito cardiaco. Parliamo, allora, dei dieci alimenti più noti per essere cibi afrodisiaci e vediamo un po’ cosa c’è dietro di vero. 1. Cioccolato ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alimenti afrodisiaci. Quali sono? E funzionano?<br />
Gli alimenti afrodisiaci possiedono dei nutrienti utili per la produzione di ormoni sessuali e per la salute dell’apparato sessuale. Spesso, inoltre, sono alimenti che aumentano la temperatura corporea e il battito cardiaco.<br />
Parliamo, allora, dei dieci alimenti più noti per essere cibi afrodisiaci e vediamo un po’ cosa c’è dietro di vero.</p>
<p>1. <span style="color: #ff0000;">Cioccolato</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1102" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-300x199.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-1024x678.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-768x508.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-1536x1017.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-100x66.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-862x571.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-1200x794.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Un classico, no? Alla fin fine il cioccolato è il tipico regalo di San Valentino. Questo alimento piace praticamente a tutti e viene vissuto, a causa dei suoi livelli di grasso e zuccheri, come una trasgressione. Dal punto di vista biologico, però, cosa causa l’aspetto afrodisiaco? A dir la verità nulla. Gli unici elementi che potrebbero lasciar intendere qualcosa sono la feniletilammina che in generale tende a facilitare il buon umore, e la caffeina presente nel cacao, che ci fa sentire svegli e pieni di energie. Non sembra quindi che ci sia un vero e proprio legame con la sessualità… anche se sicuramente il buon umore facilita le cose (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cioccolata-bene-allumore-allamore/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cioccolata-bene-allumore-allamore/</a>).</p>
<p>2. <span style="color: #ff0000;">Ostriche</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1106" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Secondo la leggenda, questo alimento era alla base dello charme di Casanova, che ne mangiava molte crude tutte le mattine. L’ostrica ricorda vagamente nella forma i genitali femminili e questo è sempre stato un punto cardine nel suo aspetto afrodisiaco. Sembra, però, che non sia tutto qui. Le ostriche sono effettivamente ricche di zinco, sale minerale estremamente utile per la produzione del testosterone e dello sperma. Un consumo elevato di ostriche, inoltre, facilita la produzione di dopamina che influisce positivamente sul nostro umore e sul desiderio sessuale <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/</a>).</p>
<p>3. <span style="color: #ff0000;">Peperoncino</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1097" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-300x199.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-1024x678.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-768x508.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-1536x1017.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-100x66.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-862x571.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-1200x794.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il peperoncino è legato al desiderio sessuale tramite un composto significativo: la capsaicina. La capsaicina è proprio l’elemento che causa la sensazione del piccante causando un rapido rilascio di adrenalina ed endorfine che certamente possono aiutare a sentirsi nel mood giusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. <span style="color: #ff0000;">Asparagi</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1111" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Gli asparagi venivano serviti in Francia agli sposi il giorno prima delle nozze per aiutarli a sentirsi eccitati la notte seguente&#8230;Da dove arriva questo pensiero?<br />
Non è chiaro se effettivamente ci sia un qualche legame tra il desiderio sessuale e gli asparagi, ma sicuramente questo alimento è molto sano e ricco di vitamine e potassio, quindi può essere che il legame sia semplicemente causato dal fatto che mangiarli spesso aiuta a sentirsi più sani.</p>
<p>5. <span style="color: #ff0000;">Anguria</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1110" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-862x574.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Cosa la rende un afrodisiaco? Sembra che dietro a questa teoria ci sia un composto noto come citrullina. La citrullina è un amminoacido che rilassa i vasi sanguigni dilatandoli. Questo tipo di attività è la stessa del Viagra, anche se ovviamente in un’intensità molto diversa. Il problema dal punto di vista effettivo è che sembra che la citrullina sia più che altro nella buccia dell’anguria, rendendo quindi molto poco con il consumo abituale di questo piacevole frutto estivo.</p>
<p>6. <span style="color: #ff0000;">Fichi</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1109" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
All’interno della Bibbia i fichi vengono descritti come frutti presenti nel Giardino dell’Eden e questo li ha sempre resi dei frutti legati nell’immaginario comune al piacere e alla sensualità. Oltre a questo, però, ci sono dei legami alla stimolazione del desiderio? Sembrerebbe assolutamente no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. <span style="color: #ff0000;">Fragole</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1112" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-1536x1025.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-2048x1366.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
La fragola veniva vista dagli antichi romani il frutto di Venere a causa della sua forma a cuore e dal suo colore. Oltre a questo, però, c’è una base scientifica rispetto al fatto che sia considerato un alimento afrodisiaco? Un poco: è ricca di vitamina C e di composti che causano la produzione degli ormoni sessuali, ma non ha un vero e proprio legame con il desiderio.</p>
<p>8. <span style="color: #ff0000;">Parmigiano</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1108" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-300x225.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-1024x768.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-768x576.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-1536x1152.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-862x647.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-1200x900.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Il parmigiano, fino ad ora, è stato collegato effettivamente ad un miglioramento nell’attività sessuale dei topi di laboratorio, in parte grazie al fatto di essere un alimento dall’alto valore nutrizionale e ricco di proteine, inoltre, è ricco in tirosina, un precursore della dopamina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9. <span style="color: #ff0000;">Ginseng</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1107" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Il ginseng è un cibo che in Italia vediamo ancora poco, mentre è molto più utilizzato all’estero, in particolare nell’estremo oriente. Sembra inoltre, che sia uno dei pochi cibi afrodisiaci con una base scientifica dimostrabile: degli studi del 2008 hanno dimostrato che un consumo di circa 3 grammi giornalieri di ginseng sia legato ad un miglioramento rispetto alla disfunzione erettile.</p>
<p>10. <span style="color: #ff0000;">Aglio</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1099" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-862x574.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’aglio? Eh sì, proprio lui. Nonostante il cambiamento d’odore che l’aglio causa nel nostro alito, che ad alcuni piace e ad altri no, l’aglio sembra essere realmente un alimento afrodisiaco. Proprio l’allicina, la sostanza che dona a questo cibo il suo odore caratteristico, ha molti aspetti positivi sulla salute umana. In più, uno studio dell’Università di Stirling ha dimostrato che le donne trovavano più sexy uomini che nei giorni precedenti avevano assunto quantità più elevate di aglio rispetto alla media. Perché? Perché grazie alle sue proprietà antibatteriche, l’aglio sembra che renda l’odore corporeo più dolce e piacevole, rendendo conseguentemente il soggetto più attraente.</p>
<p>Cosa si può concludere dopo tutto questo? A volte gli alimenti afrodisiaci hanno effettivamente una base di verità mentre altre volte dietro c’è probabilmente più effetto placebo che altro. Alla fin fine, però, ciò che causa un aumento nel desiderio sessuale più di qualsiasi altra cosa è un sano rapporto nella coppia, la tranquillità data da un rapporto sessuale protetto e uno stato di benessere che si può ottenere tramite una dieta varia e salutare e un adeguato esercizio fisico.</p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
<em>&#8211; Kotta, S., Ansari, S. H., &amp; Ali, J. (2013). Exploring scientifically proven herbal aphrodisiacs. Pharmacognosy reviews, 7(13), 1–10. https://doi.org/10.4103/0973-7847.112832<br />
&#8211; Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice.<br />
&#8211; Katz, Rebecca &amp; Edelson, Mat (2015), The Healthy Mind Cookbook: Big-Flavor Recipes to Enhance Brain Function, Mood, Memory, and Mental Clarity. New York, Ten Speed Press.<br />
&#8211; Wurtman, Judith J. (1986), Managing Your Mind and Mood Through Food. New York, Harper &amp; Row Publishers.</em></p>
<p>Scritto da<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l’indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con “Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità” di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
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		<title>Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi? Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti. Prima  parte Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;">Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi?</span></h5>
<p><em>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti.</em></p>
<h6><span style="color: #ff0000;"><em>Prima  parte</em></span></h6>
<p>Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede quando iniziamo non solo ad averne voglia, ma a desiderarlo intensamente, fino alla bramosia? La voglia di un determinato cibo funziona come la voglia di qualsiasi altra cosa? Si può dire che il desiderio di mangiare determinati cibi sia paragonabile al desiderio di una droga per chi è in astinenza? Si può paragonare al desiderio sessuale?</p>
<h5><span style="color: #339966;">Cosa dicono gli studi</span></h5>
<p>Grazie al crescente interesse per temi come le emozioni e le dipendenze, molti studiosi hanno iniziato ad effettuare ricerche in questo ambito valutando soprattutto come funzionasse il cervello e quali aree si attivassero nelle diverse situazioni. Di questo genere di studi che collega il cervello alla gastronomia, cioè la neurogastronomia, il primo vero sostenitore è Gordon M. Shepherd, autore del libro All’origine del gusto.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Fame e desiderio</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1031" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-768x578.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1024x771.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-862x649.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1200x903.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel 2004, Marcia Pelchat, con i collaboratori dell’Istituto Monell Chemical Senses di Philadelphia, ha evidenziato come, specialmente in persone giovani, vi sia spesso la tendenza a desiderare il cibo preferito e, quindi, a consumarlo il più spesso possibile. Cosa che ha, ovviamente negli anni, pesanti conseguenze, prima tra tutte l’obesità infantile. Cibi estremamente saporiti, vengono ricercati specialmente nei casi in cui la propria dieta sia particolarmente piatta e monotona. Pelchat e gli altri studiosi hanno anche notato che gli studi precedenti che avevano analizzato le aree del cervello attive nel caso di assaporamento di gusti piacevoli erano le stesse di quelle attivate dagli odori piacevoli di vari cibi. In queste ricerche, però, si utilizzava la fame per causare nei partecipanti dei test il desiderio di cibo. La fame, però, non è la stessa cosa del desiderio: ha motivazioni molto diverse e viene causata da processi psicologici, chimici e biologici che non sempre uguali. I ricercatori, a questo punto, decisero di stimolare il desiderio non attraverso la fame, ma tramite un nuovo punto di vista: una dieta monotona.</p>
<h5><span style="color: #339966;">L&#8217;esperimento</span></h5>
<p>Divisero, infatti, i partecipanti furono in due gruppi. Uno dei due seguì una normale dieta per due giorni consecutivi, l’altro invece consumò esclusivamente un beverone alla vaniglia con aggiunta di proteine e vitamine. Al secondo gruppo vennero date nove lattine da 226 grammi al giorno in modo tale che ogni paziente potesse consumare 2160 calorie durante la giornata (240 calorie per lattina). Giunti alla fine di queste due giornate ai volontari che avevano fatto parte del test venne fatta una scansione cerebrale.</p>
<h5><span style="color: #339966;">I risultati</span></h5>
<p>La prima scansione fu mentre i soggetti erano rilassati. Per la seconda, invece, si mostrarono loro due poster con scritti i nomi dei loro due alimenti preferiti (da loro stessi indicati all’inizio della ricerca). Fu deciso di mostrare il nome più che l’effettiva immagine cosicché i partecipanti potessero immaginarsi la migliore propria versione di quel piatto. Si chiese, poi, ai partecipanti di immaginarsi quei piatti, l&#8217;odore, il sapore e la consistenza. Dopo aver immaginato i cibi che avevano definito come preferiti, emerse una netta differenza in chi aveva avuto una dieta varia negli ultimi due giorni e in chi aveva fatto parte del gruppo dalla dieta monotona. I secondi, infatti, ebbero un’attivazione delle parti del cervello responsabili del desiderio di una determinata droga e responsabili, in parte, anche del desiderio sessuale intenso. Delle aree attivate, solo l’insula, deputata anche nell’attivazione della sessualità, era presente anche nelle aree del cervello imputabili alla fame.</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<p><em>Bibliografia: Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice Pinchera, Aldo (1991). Endocrinologia e metabolismo. Fisiopatologia e clinica Serio, M. et al (1984). Sexual Differentiation: Basic and Clinical Aspects, Raven Press, New York</em></p>
<p>Scritto da</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. </strong><strong>È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l&#8217;indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con &#8220;Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità&#8221; di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il sistema nervoso enterico: un altro cervello?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 10:25:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema nervoso enterico è un complesso di più parti collegate da neuroni presente nel tratto gastrointestinale. Esso regola autonomamente le funzioni digestive come, ad esempio, l’attività motoria del canale alimentare, l’assorbimento di nutrienti e le secrezioni prodotte dal pancreas e dalla cistifellea. Il nostro cervello è fondamentalmente ciò che controlla la parte iniziale e finale del processo digestivo: il ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema nervoso enterico è un complesso di più parti collegate da neuroni presente nel tratto gastrointestinale.<br />
Esso regola autonomamente le funzioni digestive come, ad esempio, l’attività motoria del canale alimentare, l’assorbimento di nutrienti e le secrezioni prodotte dal pancreas e dalla cistifellea.<br />
Il nostro cervello è fondamentalmente ciò che controlla la parte iniziale e finale del processo digestivo: il consumo di cibo e la defecazione. Poiché questi passaggi sono i più “in vista” e i più “attivi” sono anche quelli ai quali si dà maggiore attenzione. Tra i due passaggi però c’è un lungo processo nel quale il sistema nervoso enterico gioca un ruolo fondamentale agendo indisturbato e silenziosamente senza essere considerato. Per questo motivo le ricerche a riguardo sono iniziate solo pochi decenni fa.</p>
<p><strong style="font-size: 16px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1005" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-300x256.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-768x656.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-1024x875.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-100x85.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-862x737.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/biology-book-shows-education-and-learning_zJhS_Nvd-1200x1026.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><span style="color: #339966;">Il secondo cervello</span></strong></p>
<p>Il sistema nervoso enterico è presente, come abbiamo detto, nel tessuto che compone il sistema gastrointestinale. Per prima cosa, è interessante prendere nota del fatto che questo “secondo cervello” è autonomo e può quindi funzionare indipendentemente dal funzionamento del cervello principale e della colonna vertebrale. Per ciò che riguarda il collegamento tra i due sistemi è già un fatto importante che ci sia un maggior numero di connessioni neuronali che dal sistema gastrointestinale vanno al cervello piuttosto che il contrario.<br />
Inoltre, un’altra cosa che molti non sanno, è che vi sono una quantità di neuroni nel sistema enterico paragonabile in numero alla quantità di neuroni presenti in tutta la colonna spinale. Nello specifico, nel sistema enterico vi sono tra i 200 e i 600 milioni di cellule neuronali distribuite in molte migliaia di gangli.<br />
Nel 1981, grazie agli studi di Jackie Wood, Marcello Costa, Alan North e Michael Gershon si comprese che la serotonina era un neurotrasmettitore che si poteva trovare nell’intestino. Questo fu un importante passo avanti nella ricerca del settore poiché fu la prima volta che si ebbe la dimostrazione della presenza di un neurotrasmettitore nel tratto gastrointestinale. Da allora, se ne trovarono sempre di più con le ricerche che andarono avanti negli anni successivi fino ad oggi.<br />
Toccò invece a Terri Branchek identificare i recettori sui quali la serotonina agisce. È stato durante le ricerche di questa studiosa che si è scoperto che i farmaci considerati i “classici” antagonisti della serotonina non riescono a bloccare le azioni del neurotrasmettitore nelle cellule nervose enteriche (mentre riescono nel sistema nervoso centrale).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1007" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-300x225.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-768x576.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-1024x768.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-862x647.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/group-of-molecule-isolated-on-white_My-QeRtO_L-1200x900.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>La serotonina</strong></span></p>
<p>Fino ad ora abbiamo parlato della serotonina banalmente perché è stato il primo neurotrasmettitore a essere trovato nell’intestino. Questo neurotrasmettitore è probabilmente quello che predomina nei rapporti tra il sistema nevoso centrale ed enterico. Esattamente, però, a cosa serve la serotonina? Questo neurotrasmettitore è coinvolto in diverse funzioni fisiologiche: il desiderio sessuale, la sensazione di sazietà, il coordinamento del movimento dei muscoli intestinali per il corretto defluire dei resti del cibo, il ciclo sonno-veglia e l’umore. Gli effetti causati dalla sua eccessività o dalla sua assenza sono quindi numerosi.<br />
Oltre il 90% della serotonina presente nel nostro corpo è prodotta da cellule intestinali. Serve infatti per mandare molti “messaggi” diversi al cervello (dalla sazietà alla nausea) e per regolare il tono vascolare e i movimenti necessari per la digestione. Uno dei principali esempi in cui l’intestino va ad alterare l’umore è dimostrato da cosa accade alla serotonina in caso di infiammazione. Per prima cosa la serotonina viene prodotta in eccesso e desensibilizza i suoi recettori. Questa situazione porta anche all’attivazione dell’enzima responsabile per la demolizione della serotonina con un suo conseguente calo. Se l’infiammazione persiste, il calo di serotonina può diventare estremamente significativo e, essendo la serotonina il neurotrasmettitore “del benessere”, portare ad una conseguente depressione.</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>La dopamina</strong></span></p>
<p>Non da poco è anche il fatto che circa la metà della dopamina presente nel corpo è nel sistema gastrointestinale. Le funzioni della dopamina sono nuovamente legate a molti fattori importanti per il nostro benessere: la memoria, l’attenzione, la cognizione, il sonno, il senso di ricompensazione e l’umore stesso dipendono in parte dalla dopamina.<br />
I neurotrasmettitori presenti nell’intestino sono alla fin fine quelli presenti anche nel cervello, solo in quantità diverse, alcuni sono più abbondanti in uno e altri nell’altro. Inoltre, in alcuni casi hanno recettori o inibitori diversi, ma i loro effetti rimangono sempre e comunque gli stessi. Tutti i fattori nominati e molti altri, quindi, dipendono almeno parzialmente dall’intestino. Non è poi difficile immaginare in che modo le condizioni fisiche e chimiche dell’intestino possano facilmente ritrovarsi ad influenzare il nostro cervello, il nostro benessere e il nostro stato d’animo in generale.</p>
<p>Bibliografia:<br />
-Mandal, Ananya, “Funzioni della Dopamina”, News Medical, &lt;http://www.news-medical.net/health/Dopamine-Functions-(Italian).aspx&gt;<br />
-Furness, J.B., The enteric nervous system and gastrointestinal inneration: integrated local and central control, &lt;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24997029&gt;<br />
-Gershon, Michael D., Il secondo cervello, p.175</p>
<p>Scritto da:<br />
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<p>&nbsp;</p>
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