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	<title>sessualità Archivi | Sessuologia Alimentare</title>
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		<title>Il fascino velenoso dell’alcol</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire? Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L&#8217;alcol che seduce ed avvelena. Cosa vuol dire?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Fascino e veleno: ecco il fascino velenoso dell&#8217;alcol. Complici il cinema, le serie tv, i social, le pubblicità, gli interessi economici, le descrizioni accurate di vini e liquori che evocano sensazioni ed emozioni oltreché illudere sui benefici del lasciarsi andare, l’alcol, in tutte le sue forme, è diventato una sorta di status simbol, un momento di incontro, una possibilità gustosa di relax.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora il “veleno” dov’è?</p>
<p style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1807" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/7.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Naturalmente, in questa sede, non ci riferiamo agli eccessi ben noti o all’alcol dipendenza, cause di comportamenti drammatici se non tragici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il fascino velenoso dell’alcol è quell’<strong>uso</strong> di alcol che accompagna i nostri cibi, le nostre degustazioni e che è un forte motore dell’economia anche nostrana: vini, birre, aperitivi, amari e superalcolici in genere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un uso che non <em>sarebbe abuso, </em>un uso senza eccessi. <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1802" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma esiste davvero un <strong>uso</strong> “sano” dell’alcol?</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>Più fascino o più veleno?</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è possibile individuare una quantità di alcol sicura per la salute: anche quantità moderate, qualsiasi sia la bevanda, non esimono dai rischi per la salute. Cancro, cirrosi epatica, gastrite, malattie cardiovascolari, degenerazione del sistema nervoso, disturbi psichici e comportamentali vengono indicati come effetti diretti dell’alcol sulla salute e con crescente gravità se il consumo avviene in giovane età, nelle donne e negli anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come afferma il dott. Dario Cuffari (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/e-la-dose-che-fa-il-veleno-prima-parte/">E’ la dose che fa il veleno – Prima parte</a>): 0 è meglio che 1.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) indicano come soglie del consumo moderato due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una sola unità per le donne (unità alcolica = 330 ml di birra; 125 di vino; 40 ml liquore). E’, però, altrettanto vero che si tratta, in ogni caso, non solo di limiti da non superare ma, comunque, di presenza di rischio più basso e non certo di livelli “sicuri” e di soglie esenti da pericoli per la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, gli effetti nocivi dell’alcol sono in relazione proporzionale alla frequenza del consumo e alla quantità assunta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1816" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-36.jpg 1920w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">E che se proprio ci si vuol concedere qualche debolezza non solo bisogna stare attenti alla frequenza occasionale, ma anche alla quantità consumata pure se sporadicamente. Non basta bere raramente, cioè, ma in quella rara occasione bisogna sapersi contenere.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><span style="color: #2aa82a;"><strong>L’alcol e la sessualità</strong></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">La convinzione che l’alcol induca a comportamenti disinibiti appartiene a molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol è davvero un afrodisiaco? Un facilitatore del comportamento sessuale? Ebbene, già questo dovrebbe indurci a pensare che l’abbandono a comportamenti che spingono a scelte non consapevoli non sia davvero una buona cosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto basse dosi di alcol possono indurre a una leggera euforia e a una sorta di liberazione da freni inibitori, dosi più elevate in realtà, oltre a incidere sulla qualità della vita, attenuano la risposta sessuale attraverso meccanismi neuro e vasculo-degenerativi e tossicità ormonale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1806" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le donne, poi, hanno una capacità di metabolizzare l’alcol inferiore rispetto agli uomini il che le espone a rischi di salute, ma anche relazionali e sociali, maggiori per una maggiore sensibilità agli effetti tossici.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’alcol come la mela avvelenata</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inganno che si nasconde sotto la seduzione della mela avvelenata: il marketing, che poca importanza riserva alla salute, è come la strega cattiva che invoglia, promette, seduce e &#8230;avvelena. Ma i principi azzurri, oggi lo sappiamo bene, esistono solo nelle favole di un tempo. Solo noi siamo gli artefici della nostra salute e del nostro benessere. Noi siamo le vittime degli inganni, ma anche gli eroi che ci salvano.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #2aa82a;">L’alcol, gli interessi e i risvolti economici</span></strong></h4>
<p style="font-weight: 400;">Certo non possiamo far finta che intorno al mondo del beverage non si muovano grossi interessi economici e che in Italia, per quel che ci riguarda, una buona fetta del PIL appartiene a questo settore che occupa, tra l’altro, un rilevante numero di lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Né possiamo negare il piacere che proviene dal sorseggiare, seppure occasionalmente, i nostri vini, le nostre birre e quant’altro. Il problema della salute globale oramai è troppo legato a cause multifattoriali: ambiente, sostenibilità, metodi di allevamento e coltura, processi industriali e così via. Non è semplice pensare a una riconversione dei processi che deve attraversare una serie di passaggi, cambiamenti e costi non semplici e facilmente attuabili. Ma tante strategie e tanti interventi cominciano a farsi strada, come la crescente produzione di bevande non alcoliche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1820" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg" alt="" width="742" height="417" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-862x485.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8-1200x675.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2025/10/8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" />Quello che possiamo fare, perciò, è informarci, assumere stili di vita corretti, operare scelte opportune per essere noi i principali attori del nostro benessere e imparare a gestire anche le lusinghe del fascino velenoso dell&#8217;alcol. Se davvero vogliamo sentirci liberi, adoperiamo tutti gli strumenti di conoscenza che abbiamo per sapere, capire e scegliere quel che davvero è importante e funzionale al nostro star bene.</p>
<p>Riferimenti:<br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf"> https://www.epicentro.iss.it/alcol/monitoraggio-sisma/documenti/news/12-Libro%20bianco.pdf</a><br />
<a href="https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010IndicatoriAlcol#">https://www.epicentro.iss.it/passi/rapporto2010/R2010/</a><br />
<a href="https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici">https://www.airc.it/news/alcol-e-salute-un-nuovo-rapporto-globale-delloms-conferma-i-rischi-degli-alcolici </a><br />
<a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER">https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Alcol-insidioso-nemico-dell-intimita-e-della-salute?EW_FATHER=16084&amp;ART_TYPE=APER</a><br />
<a href="http://Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9">Mollaioli, D., Ciocca, G., Limoncin, E. et al. Lifestyles and sexuality in men and women: the gender perspective in sexual medicine. Reprod Biol Endocrinol 18, 10 (2020). https://doi.org/10.1186/s12958-019-0557-9 </a></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Infertilità e Alimentazione (seconda parte)</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/infertilita-e-alimentazione-seconda-parte-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 11:06:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Infertilità femminile e alimentazione L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (Infertilità e alimentazione (prima parte)). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #008000;">Infertilità femminile e alimentazione</span></strong></em></p>
<p>L&#8217;infertilità femminile è la condizione per la quale la donna non ottiene una gravidanza dopo 1/2 anni di rapporti liberi non protetti. E&#8217; diversa dalla condizione di sterilità,  intesa come l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>). Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica (circa 400 mila ovociti) che va progressivamente impoverendosi col passare dell’età, azzerandosi in menopausa.</p>
<p>Le cause dell’infertilità femminile sono molteplici: uterina, tubarica , ovulatoria/ormonali, cervicali , vaginali, non note.</p>
<p>La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza,  non trascurando le infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine.</p>
<p><em><strong><span style="color: #008000;">Ruolo positivo dell’alimentazione:</span></strong></em></p>
<p>&#8211; vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e Folati : aumento della fertilità + effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto. Gli effetti benefici dei folati sulla fecondità si hanno con dosi decisamente superiori rispetto a quelle utilizzate nella prevenzione delle malformazioni</p>
<p>&#8211; vitamina D: ovaie, endometrio e placenta sono ricchi di recettori per la vitamina D. Vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta — soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D — hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina stessa. Tuttavia, i lavori epidemiologici disponibili non mostrano chiara correlazione tra status plasmatico di vitamina D e gravidanza.</p>
<p>&#8211; situazione analoga per la vitamina E che in alcuni casi pare aumentare la fertilità, ma che a dosi molto elevate rappresenta invece un fattore di rischio per problemi cardiaci e tumori del seno.</p>
<p>&#8211; consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo</p>
<p>&#8211; consumo di pesce, ricco di omega 3: potrebbe essere un fattore positivo, ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio</p>
<p>&#8211;  un ruolo positivo è confermato per acidi grassi insaturi e polinsaturi, soprattutto omega 3</p>
<p>&#8211; latte e latticini: diversi studi recenti non hanno mostrato effetti negativi anzi, in alcuni casi hanno fatto registrare deboli effetti positivi, soprattutto in donne oltre i 35 anni , a differenza dei maschi (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/infertilita-e-alimentazione-prima-parte/">Infertilità e alimentazione (prima parte)</a>)</p>
<p><strong><em><span style="color: #008000;">Ruolo negativo dell’alimentazione:</span></em></strong></p>
<p>&#8211;  grassi anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans,mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile</p>
<p>&#8211; ancor più insidiosi per entrambi i sessi, perchè subdoli,  sono le cattive abitudini comportamentali, gli inquinanti  e i disturbi alimentari</p>
<p>&#8211; alcool: l’alcol etilico è una molecola tossica per tutti i tessuti e il consumo eccessivo, nella donna, altera i meccanismi dell’ovulazione e dello sviluppo/impianto embrionale; nell’uomo, invece, riduce i livelli di testosterone e danneggia la maturazione degli spermatozoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell’approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cibo, Sesso, Mindfulness</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 07:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare. Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare. La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso, mindfulness. Un approccio complementare.</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: un approccio complementare.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mindfulness è una pratica che risale all’antica filosofia buddhista e indica “consapevolezza” “coscienza di sé” (<a href="https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429">https://mindfulness-academy.it/order-form1630227090429</a>). Il fine della Mindfulness è proprio indurci a essere presenti a noi stessi nei singoli momenti che viviamo, dimorando nella consapevolezza ed evitando gli automatismi del pensiero, il sovraccarico emozionale e i meccanismi associativi condizionanti (Daniel J. Siegel). Per giungere alla connessione con se stessi occorre sviluppare la plasticità neurale che produrrà il cambiamento funzionale del cervello di fronte alle esperienze di vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno dimostrato senza ombra di dubbio gli effetti benefici della mindfulness (<a href="https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf">https://adaa.org/sites/default/files/Segal_Ross%20Lecture.pdf</a>) a vari livelli: equilibrio emotivo, flessibilità della risposta, comunicazione assertiva, funzioni immunitarie e cardiache ecc.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1469 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg" alt="" width="742" height="276" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1024x381.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-300x112.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-768x286.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1536x572.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-100x37.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-862x321.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429-1200x447.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/6-e1658991457429.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Il professore Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare, docente universitario presso la University of Massachussetts Medical Schoole, fondatore della Clinica per la Riduzione dello Stress e il Center for Mindfullness in Medicine, Health care and Society, ha introdotto questa forma di meditazione nei circuiti della medicina tradizionale e studi recenti confermano la validità della Mindfulness in un ampio campo di disturbi.</p>
<p style="font-weight: 400;">C’è un solo modo per avvicinarsi alla Mindfulness ed è l’esperienza diretta: occuparci di ciò che sta accadendo, di ciò che stiamo facendo, dello spazio in cui ci siamo e ci stiamo muovendo.  Per ogni situazione c’è una tecnica in grado di aumentare la propria soddisfazione, ridurre lo stress e migliorare il benessere emotivo. Si impara a lasciar andare i pensieri, le paure e le ansie, a prevenire il burn-out e a tornare in contatto con il proprio corpo (<a href="https://www.mrgrimaccia.it/">https://www.mrgrimaccia.it</a>).</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Cibo, sesso e mindfulness</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Quanto siamo consapevolmente presenti quando mangiamo? E nei nostri incontri intimi?<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1472" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-300x300.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-150x150.jpg 150w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676-100x100.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/9-e1658991087676.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Quanto la nostra mente o le nostre emozioni ci portano altrove, lontano da lì, da dove è, dove si trova il nostro corpo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Evidente ed immediata, allora, l’utilità della mindfulness nell’approccio con il cibo e con la sessualità. Cibo e sesso sono legati al corpo: la nostra mente e le nostre emozioni vivono spesso disincarnate dal nostro corpo che subisce, però, gli effetti di quei pensieri  e di quelle emozioni che ci allontanano. Sul comportamento alimentare e sul comportamento sessuale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/desiderio-del-cibo-desiderio-sessuale/">Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</a>) ricadono sempre più gli effetti negativi dei pensieri dello stress, delle ansie, delle preoccupazioni o, più semplicemente, delle emozioni: la Mindfulness ci consente di acquisire competenze che impediscono ai nostri pensieri di agire come un pilota automatico,<br />
fuori dalla nostra consapevolezza, di muoverci, così, agilmente tra le nostre emozioni e godere del momento focalizzando l’attenzione sul presente con una presenza “incarnata”.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful eating</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">9 sono i tipi di fame nell’approccio mindful: <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1467" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-202x300.jpg 202w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832-100x149.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/4-e1658991683832.jpg 571w" sizes="auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<ol>
<li>fame degli occhi: vedere cibo, desiderio di mangiare</li>
<li>fame del naso: sentire gli odori del cibo è aprire le porte del desiderio di mangiare</li>
<li>fame delle orecchie: ascoltiamo il crepitio della frittura, lo scrocchiare della cioccolata e desideriamo mangiare</li>
<li>fame della bocca: gusto gradevole o stimolante, aumenta il desiderio, mangiamo ancora.</li>
<li>fame del tatto: mani, labbra, lingua, consistenze, sensazioni di piacere</li>
<li>fame dello stomaco: i suoi segnali sono riferibili anche a sensazioni legata all’ansia o al nervosismo che ci inducono a mangiare o a mangiare troppo senza effettivo e reale bisogno di nutrimento fisico</li>
<li>fame cellulare: la fame che ci segnala quando il nostro organismo ha bisogno di nutrirsi, senza complicazioni e interferenze di altro tipo (emozioni)</li>
<li>fame della mente: l’influenza dei pensieri che non sempre seguono i bisogni effettivi e veri del nostro corpo</li>
<li>fame del cuore: bisogno d’amore, d’attenzione, sfogo di tensioni, ricerca di gratificazione, fame emotiva.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Quando avvertiamo fame, la mindfulness ci aiuta a capire ciò di cui abbiamo bisogno: se di un momento di piacere, di consolazione, di nutrirci o di amore. E per ogni fame c’è una diversa possibilità di soddisfazione evitando che sia sempre il cibo la falsa e dannosa panacea di altri bisogni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma c’è anche la grande possibilità di coniugare sensazioni e desideri per un’esperienza di piacere esaltante e soddisfacente.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>Mindful sex</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Allo stesso modo del comportamento alimentare, anche per il comportamento sessuale possiamo individuare 9 tipi di desiderio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mescolare due entità che si fondono e confondono e richiedono l’armonia dei sensi, della mente, del cuore: mangiare è una sorta di atto sessuale come l’atto sessuale è una sorta di riproduzione dell’atto del mangiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">I motivi per cui si fa sesso sono diversi<strong> </strong>e non sempre coincidono con</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;">“l’attività sessuale cellulare”, intesa come fisiologica, cioè quella indotta dai complessi meccanismi di regolazione del sistema nervoso centrale deputati alla sopravvivenza della specie. Esaminiamo allora le altre 8 attinenze:</li>
<li>la vista: canale privilegiato della seduzione, vedere e desiderare</li>
<li>l’olfatto: nasale, gli odori e retronasale, per la percezione dei feromoni</li>
<li>l’udito: quanto può sedurre la voce?</li>
<li>il tatto: toccare il corpo con ogni parte del corpo</li>
<li>la bocca: il sapore dei baci, della pelle</li>
<li>i genitali: il sesso non riproduttivo, istinti basici che, come la fame dello stomaco, vengono confusi con altre sensazioni che afferiscono a questo organo.</li>
<li>la mente: la pesante valenza dei pensieri, l’attrazione del sapiosexual, le fantasie sessuali</li>
<li>la fame del cuore: l’amore che c’è. O che manca.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1471 size-large" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg" alt="" width="742" height="376" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1024x519.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-300x152.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-768x390.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1536x779.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-100x51.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-862x437.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318-1200x609.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/8-e1658992221318.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px" /></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La sessualità come l’alimentazione ha bisogno d’essere scevra da elementi disturbanti. L’attenzione al qui e ora, l’armonia del corpo e della mente, la capacità di ascoltare e vivere le sensazioni e il corpo: l’incarnarsi e il coltivare l’intimità, propri della mindfulness.</p>
<h6 style="font-weight: 400;"><strong>In conclusione</strong></h6>
<p style="font-weight: 400;">Cibo, sesso, mindfulness: questo è un primo, leggero approccio ad un argomento vasto che richiede numerosi approfondimenti che sviluppiamo nei nostri corsi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le neuroscienze hanno spalancato una finestra importante sulla mindfulness a dispetto di tanti scetticismi.</p>
<p style="font-weight: 400;">La pratica professionale, offrendoci riscontri lusinghieri, ci induce ad elaborare con entusiasmo studi nuovi come quello introdotto con questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1468 size-medium" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1024x576.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-768x432.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1536x864.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2022/07/5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Siamo convinti che una maggiore “centratura” sulla persona, un lavoro che vada al di là della liquidità odierna e si concentri sul valore dell&#8217;individuo, sulla ricchezza di tutto il suo essere sia fondamentale: diventa così percorribile efficacemente il cammino diretto al benessere psico-fisico fatto di assenza di malanni e pieno di sensazioni positive, emozioni gestite, equilibrio mentale, piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riferimenti:</em></p>
<ul>
<li><em>Brotto L.A., Woo J. (2010). Cognitive-behavioral and mindfulness-based therapy for low sexual desire. Treating sexual desire disorders: A clinical casebook, 149-164.</em></li>
<li><em>Suzan David: Emotional Agility, 2018</em></li>
<li><em>Daniel J. Siegel. Mindfulness e cervello, 2007</em></li>
</ul>
<p><strong>Si ringrazia Maria Rita Grimaccia, naturopata, consulente in sessuologia clinica, istruttrice mindfulness, insegnante di meditazione, operatrice Translational Music, riflessologa plantare <a href="https://www.mrgrimaccia.it">https://www.mrgrimaccia.it</a></strong></p>
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		<title>La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cistite ed alimentazione La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo. Vediamo nel dettaglio. Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali. La ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite ed alimentazione </strong></span></h5>
<p>La cistite è un problema molto diffuso soprattutto tra le donne, ma pochi sanno che l’alimentazione svolge un ruolo importante in questo tipo di disturbo.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio.</p>
<p>Con il termine cistite si descrive uno stato infiammatorio della mucosa del tratto urinario basso, determinato da agenti patogeni e/o scatenata proprio da cattive abitudini alimentari e comportamentali.</p>
<p>La vescica è un organo impari e mediano situato nel bacino <em>(più semplicemente un organo muscolare  singolo e cavo) </em>ed ha la funzione di raccogliere l’urina, come un serbatoio, ed espellerla mediante meccanismi complessi.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>La maggiore incidenza della cistite nelle donne rispetto agli uomini</strong></span></h5>
<p>Come dicevamo, la cistite è più diffusa nelle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Fattori favorenti nelle donne sono: l’uretra breve, l’irregolarità dell&#8217;alvo, l&#8217;età (menopausa), la presenza di un prolasso, l’uso di anticoncezionali, i rapporti sessuali.</p>
<p>Nell&#8217;uomo i fattori predisponenti sono l’ipertrofia prostatica, le prostatiti, le uretriti , le balanopostiti (infezioni del prepuzio e glande molto spesso spia di alterato metabolismo glicemico).</p>
<p>In entrambi i sessi può incidere la concomitanza di molteplici fattori, come le malattie metaboliche (es. il diabete), la calcolosi, la presenza di diverticoli sia essi vescicali che intestinali e ancora disturbi dello svuotamento vescicale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1152" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andre-furtado-2617210-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un cenno a parte merita la cistite in gravidanza, dovuta sia all’aumento in circolo del progesterone sia all’ingrossamento dell’utero gravidico con conseguente stasi urinaria (per la dilatazione e compressione della via escretrice).  A ciò può aggiungersi una stipsi cronica e l’insorgenza del diabete gravidico.</p>
<p>Sia negli uomini sia nelle donne, un ruolo fondamentale riveste l&#8217;alimentazione.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Sintomi </strong></span></h5>
<p>La sintomatologia è data da uno o più sintomi quali un dolore sovrapubico, bruciore e dolore minzionale, aumento della frequenza della minzione con emissione di scarsa quantità di urine  a volte torbide e maleodoranti, la  presenza o meno di sangue e che si può manifestare come macroematuria (sangue evidente ad occhio nudo)  oppure come microematuria  (valorizzato soltanto in laboratorio).</p>
<p>A volte può subentrare la febbre qualora venga interessata la via urinaria superiore ovvero la pelvi renale e/o il parenchima renale.</p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Classificazione e diagnosi</strong></span></h5>
<p>Le cistiti, nella pratica clinica sono classificate come acute o croniche, complicate (se interessano anche la via urinaria superiore) e non complicate (se, invece,  si limitano alla vescica).</p>
<p>Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono batteri e miceti più raramente virus .</p>
<p>I germi più frequenti sono quelli che vivono nel colon ove costituiscono la normale flora intestinale, di questi più frequente è l’ Escherichia Coli (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/microbioma-attivita-sessuale-e-riproduttiva/</a></p>
<p>I germi che cambiano habitat e passano nella via urinaria (per cause  varie come ad esempio un alvo diarroico  o stitico) diventando virulenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1153" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-2048x1365.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/pexels-andrea-piacquadio-3771115-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La diagnosi, oltre che chiaramente sui segni/sintomi clinici  sopra menzionati, si basa e si completa mediante:</p>
<p>&#8211; l’ esame microscopico delle urine, che rileva la presenza di globuli bianchi, globuli rossi e di batteri</p>
<p>&#8211; l’esame colturale che tipizza il germe. quantizza le colonie batteriche e mediante l’antibiogramma saggia gli antibiotici a cui il germe è più sensibile</p>
<p>&#8211; l’ecografia dell’apparato urinario utile per escludere cause favorenti come calcolosi, diverticoli etc.</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Terapia</strong></span></h5>
<p>La terapia consiste:</p>
<p>&#8211; nella somministrazione di antibiotici: questa deve essere sempre ben valutata, in quanto non sempre la presenza di batteri richiede l’uso di antibiotici i quali  possono creare resistenze e rendere più virulenti gli agenti patogeni</p>
<p>&#8211;  nella idratazione costante (poco e spesso almeno due litri di acqua distribuiti durante la giornata)</p>
<p>&#8211; nell’assunzione di fermenti lattici per il ripristino della flora saprofita intestinale</p>
<p>&#8211; nell’uso di integratori a base di mannosio, di prodotti rossi , zinco, una ursina, lactobacilli etc…</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Cistite e comportamento alimentare</strong></span></h5>
<p>Un ruolo rilevante nell’insorgenza dei disturbi del basso tratto urinario, spetta alle cattive  abitudini comportamentali-alimentari, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; una scarsa idratazione  diminuisce il volume urinario, aumenta la quantità di soluti irritativi e permette una maggiore moltiplicazione di germi</p>
<p>&#8211; l’abuso di carboidrati (pazienti diabetici), spezie ,piccante e alcool  che aumentano l’adesività batterica scatenando una infezione.</p>
<p>&#8211; l’uso non controllato di anabolizzanti ed ormoni</p>
<p>Importante, nello stile di vita, avere una corretta  igiene  intima, una regolare attività fisica, una corretta alimentazione bevande alcoliche e gasate</p>
<h5><span style="color: #339966;"><strong>Consigli in caso di sintomatologia cistitica: </strong></span></h5>
<p>&#8211; assumere antibiotici, ma solo sotto diretto controllo medico</p>
<p>&#8211; idratazione abbondante (1 bicchiere d’acqua ogni due ore, bere poco e spesso, favorire lo svuotamento vescicale soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale.</p>
<p>&#8211; osservare un corretto regime alimentare, prediligere cibi acidificanti e ricchi in fibra, che proteggono la mucosa vescicale diminuendo l’adesività batterica, evitare spezie, piccanti insaccati, zuccheri,  grassi saturi e bevande alcoliche e gasate, preferire cottura dei cibi a vapore o a pressione o su piastra</p>
<p>&#8211; regolarizzare l’alvo sia esso stitico che diarroico mediante assunzione di alimenti che ripristinano la flora intestinale (yogurt)<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1161" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1024x577.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-768x433.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1536x866.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-100x56.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-862x482.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920-1200x671.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/09/yogurt-2035323_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Superfluo appare raccomandare di rivolgersi  al proprio medico e  su  sua indicazione  se necessario allo specialista.</p>
<p>Scritto da:<br />
<strong>Dott.ssa Assunta Ascione<br />
Medico Chirurgo<br />
Specialista in Urologia<br />
Dirigente medico presso ASST Ospedale Niguarda Milano<br />
Consulente in sessuologia Esperto in educazione sessuale<br />
Esperto nell&#8217;approccio Sessuologico-alimentare<br />
Docente corsi Sessuologia Alimentare</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cistite-e-limportanza-dellalimentazione/">La cistite e l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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		<title>Alimenti afrodisiaci. Quali sono? E funzionano?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 06:18:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alimenti afrodisiaci. Quali sono? E funzionano? Gli alimenti afrodisiaci possiedono dei nutrienti utili per la produzione di ormoni sessuali e per la salute dell’apparato sessuale. Spesso, inoltre, sono alimenti che aumentano la temperatura corporea e il battito cardiaco. Parliamo, allora, dei dieci alimenti più noti per essere cibi afrodisiaci e vediamo un po’ cosa c’è dietro di vero. 1. Cioccolato ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alimenti afrodisiaci. Quali sono? E funzionano?<br />
Gli alimenti afrodisiaci possiedono dei nutrienti utili per la produzione di ormoni sessuali e per la salute dell’apparato sessuale. Spesso, inoltre, sono alimenti che aumentano la temperatura corporea e il battito cardiaco.<br />
Parliamo, allora, dei dieci alimenti più noti per essere cibi afrodisiaci e vediamo un po’ cosa c’è dietro di vero.</p>
<p>1. <span style="color: #ff0000;">Cioccolato</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1102" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-300x199.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-1024x678.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-768x508.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-1536x1017.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-100x66.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-862x571.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920-1200x794.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/chocolates-491165_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Un classico, no? Alla fin fine il cioccolato è il tipico regalo di San Valentino. Questo alimento piace praticamente a tutti e viene vissuto, a causa dei suoi livelli di grasso e zuccheri, come una trasgressione. Dal punto di vista biologico, però, cosa causa l’aspetto afrodisiaco? A dir la verità nulla. Gli unici elementi che potrebbero lasciar intendere qualcosa sono la feniletilammina che in generale tende a facilitare il buon umore, e la caffeina presente nel cacao, che ci fa sentire svegli e pieni di energie. Non sembra quindi che ci sia un vero e proprio legame con la sessualità… anche se sicuramente il buon umore facilita le cose (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cioccolata-bene-allumore-allamore/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/la-cioccolata-bene-allumore-allamore/</a>).</p>
<p>2. <span style="color: #ff0000;">Ostriche</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1106" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/oyster-2530167_1920-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Secondo la leggenda, questo alimento era alla base dello charme di Casanova, che ne mangiava molte crude tutte le mattine. L’ostrica ricorda vagamente nella forma i genitali femminili e questo è sempre stato un punto cardine nel suo aspetto afrodisiaco. Sembra, però, che non sia tutto qui. Le ostriche sono effettivamente ricche di zinco, sale minerale estremamente utile per la produzione del testosterone e dello sperma. Un consumo elevato di ostriche, inoltre, facilita la produzione di dopamina che influisce positivamente sul nostro umore e sul desiderio sessuale <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/">https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/</a>).</p>
<p>3. <span style="color: #ff0000;">Peperoncino</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1097" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-300x199.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-1024x678.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-768x508.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-1536x1017.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-100x66.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-862x571.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920-1200x794.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/spice-370114_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il peperoncino è legato al desiderio sessuale tramite un composto significativo: la capsaicina. La capsaicina è proprio l’elemento che causa la sensazione del piccante causando un rapido rilascio di adrenalina ed endorfine che certamente possono aiutare a sentirsi nel mood giusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. <span style="color: #ff0000;">Asparagi</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1111" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/asparagus-3396247_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Gli asparagi venivano serviti in Francia agli sposi il giorno prima delle nozze per aiutarli a sentirsi eccitati la notte seguente&#8230;Da dove arriva questo pensiero?<br />
Non è chiaro se effettivamente ci sia un qualche legame tra il desiderio sessuale e gli asparagi, ma sicuramente questo alimento è molto sano e ricco di vitamine e potassio, quindi può essere che il legame sia semplicemente causato dal fatto che mangiarli spesso aiuta a sentirsi più sani.</p>
<p>5. <span style="color: #ff0000;">Anguria</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1110" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-862x574.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/heart-3538291_1280.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Cosa la rende un afrodisiaco? Sembra che dietro a questa teoria ci sia un composto noto come citrullina. La citrullina è un amminoacido che rilassa i vasi sanguigni dilatandoli. Questo tipo di attività è la stessa del Viagra, anche se ovviamente in un’intensità molto diversa. Il problema dal punto di vista effettivo è che sembra che la citrullina sia più che altro nella buccia dell’anguria, rendendo quindi molto poco con il consumo abituale di questo piacevole frutto estivo.</p>
<p>6. <span style="color: #ff0000;">Fichi</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1109" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/fig-1608251_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
All’interno della Bibbia i fichi vengono descritti come frutti presenti nel Giardino dell’Eden e questo li ha sempre resi dei frutti legati nell’immaginario comune al piacere e alla sensualità. Oltre a questo, però, ci sono dei legami alla stimolazione del desiderio? Sembrerebbe assolutamente no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. <span style="color: #ff0000;">Fragole</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1112" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-1536x1025.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-2048x1366.jpg 2048w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/pexels-engin-akyurt-2260203-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
La fragola veniva vista dagli antichi romani il frutto di Venere a causa della sua forma a cuore e dal suo colore. Oltre a questo, però, c’è una base scientifica rispetto al fatto che sia considerato un alimento afrodisiaco? Un poco: è ricca di vitamina C e di composti che causano la produzione degli ormoni sessuali, ma non ha un vero e proprio legame con il desiderio.</p>
<p>8. <span style="color: #ff0000;">Parmigiano</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1108" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-300x225.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-1024x768.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-768x576.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-1536x1152.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-862x647.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920-1200x900.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/cheese-1100774_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Il parmigiano, fino ad ora, è stato collegato effettivamente ad un miglioramento nell’attività sessuale dei topi di laboratorio, in parte grazie al fatto di essere un alimento dall’alto valore nutrizionale e ricco di proteine, inoltre, è ricco in tirosina, un precursore della dopamina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9. <span style="color: #ff0000;">Ginseng</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1107" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-862x575.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/ginseng-3404958_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Il ginseng è un cibo che in Italia vediamo ancora poco, mentre è molto più utilizzato all’estero, in particolare nell’estremo oriente. Sembra inoltre, che sia uno dei pochi cibi afrodisiaci con una base scientifica dimostrabile: degli studi del 2008 hanno dimostrato che un consumo di circa 3 grammi giornalieri di ginseng sia legato ad un miglioramento rispetto alla disfunzione erettile.</p>
<p>10. <span style="color: #ff0000;">Aglio</span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1099" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-300x200.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-768x512.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-100x67.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-862x574.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280-1200x800.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/08/garlic-1522739_1280.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’aglio? Eh sì, proprio lui. Nonostante il cambiamento d’odore che l’aglio causa nel nostro alito, che ad alcuni piace e ad altri no, l’aglio sembra essere realmente un alimento afrodisiaco. Proprio l’allicina, la sostanza che dona a questo cibo il suo odore caratteristico, ha molti aspetti positivi sulla salute umana. In più, uno studio dell’Università di Stirling ha dimostrato che le donne trovavano più sexy uomini che nei giorni precedenti avevano assunto quantità più elevate di aglio rispetto alla media. Perché? Perché grazie alle sue proprietà antibatteriche, l’aglio sembra che renda l’odore corporeo più dolce e piacevole, rendendo conseguentemente il soggetto più attraente.</p>
<p>Cosa si può concludere dopo tutto questo? A volte gli alimenti afrodisiaci hanno effettivamente una base di verità mentre altre volte dietro c’è probabilmente più effetto placebo che altro. Alla fin fine, però, ciò che causa un aumento nel desiderio sessuale più di qualsiasi altra cosa è un sano rapporto nella coppia, la tranquillità data da un rapporto sessuale protetto e uno stato di benessere che si può ottenere tramite una dieta varia e salutare e un adeguato esercizio fisico.</p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
<em>&#8211; Kotta, S., Ansari, S. H., &amp; Ali, J. (2013). Exploring scientifically proven herbal aphrodisiacs. Pharmacognosy reviews, 7(13), 1–10. https://doi.org/10.4103/0973-7847.112832<br />
&#8211; Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice.<br />
&#8211; Katz, Rebecca &amp; Edelson, Mat (2015), The Healthy Mind Cookbook: Big-Flavor Recipes to Enhance Brain Function, Mood, Memory, and Mental Clarity. New York, Ten Speed Press.<br />
&#8211; Wurtman, Judith J. (1986), Managing Your Mind and Mood Through Food. New York, Harper &amp; Row Publishers.</em></p>
<p>Scritto da<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l’indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con “Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità” di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
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		<title>Desiderio del cibo/desiderio sessuale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi? Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti. Prima  parte Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #339966;">Desiderio del cibo e desiderio sessuale: uguali o diversi?</span></h5>
<p><em>Desiderio del cibo e desiderio sessuale: quanto e come conta il desiderio nel comportamento alimentare e sessuale. Lo analizzeremo in vari momenti.</em></p>
<h6><span style="color: #ff0000;"><em>Prima  parte</em></span></h6>
<p>Per quale motivo preferiamo un alimento ad un altro? O un sapore ad un altro? Cosa ci spinge ad avere voglia di un cibo? E cosa succede quando iniziamo non solo ad averne voglia, ma a desiderarlo intensamente, fino alla bramosia? La voglia di un determinato cibo funziona come la voglia di qualsiasi altra cosa? Si può dire che il desiderio di mangiare determinati cibi sia paragonabile al desiderio di una droga per chi è in astinenza? Si può paragonare al desiderio sessuale?</p>
<h5><span style="color: #339966;">Cosa dicono gli studi</span></h5>
<p>Grazie al crescente interesse per temi come le emozioni e le dipendenze, molti studiosi hanno iniziato ad effettuare ricerche in questo ambito valutando soprattutto come funzionasse il cervello e quali aree si attivassero nelle diverse situazioni. Di questo genere di studi che collega il cervello alla gastronomia, cioè la neurogastronomia, il primo vero sostenitore è Gordon M. Shepherd, autore del libro All’origine del gusto.</p>
<h5><span style="color: #339966;">Fame e desiderio</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-1031" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-300x226.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-768x578.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1024x771.jpg 1024w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-100x75.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-862x649.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920-1200x903.jpg 1200w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/hamburger-1238246_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel 2004, Marcia Pelchat, con i collaboratori dell’Istituto Monell Chemical Senses di Philadelphia, ha evidenziato come, specialmente in persone giovani, vi sia spesso la tendenza a desiderare il cibo preferito e, quindi, a consumarlo il più spesso possibile. Cosa che ha, ovviamente negli anni, pesanti conseguenze, prima tra tutte l’obesità infantile. Cibi estremamente saporiti, vengono ricercati specialmente nei casi in cui la propria dieta sia particolarmente piatta e monotona. Pelchat e gli altri studiosi hanno anche notato che gli studi precedenti che avevano analizzato le aree del cervello attive nel caso di assaporamento di gusti piacevoli erano le stesse di quelle attivate dagli odori piacevoli di vari cibi. In queste ricerche, però, si utilizzava la fame per causare nei partecipanti dei test il desiderio di cibo. La fame, però, non è la stessa cosa del desiderio: ha motivazioni molto diverse e viene causata da processi psicologici, chimici e biologici che non sempre uguali. I ricercatori, a questo punto, decisero di stimolare il desiderio non attraverso la fame, ma tramite un nuovo punto di vista: una dieta monotona.</p>
<h5><span style="color: #339966;">L&#8217;esperimento</span></h5>
<p>Divisero, infatti, i partecipanti furono in due gruppi. Uno dei due seguì una normale dieta per due giorni consecutivi, l’altro invece consumò esclusivamente un beverone alla vaniglia con aggiunta di proteine e vitamine. Al secondo gruppo vennero date nove lattine da 226 grammi al giorno in modo tale che ogni paziente potesse consumare 2160 calorie durante la giornata (240 calorie per lattina). Giunti alla fine di queste due giornate ai volontari che avevano fatto parte del test venne fatta una scansione cerebrale.</p>
<h5><span style="color: #339966;">I risultati</span></h5>
<p>La prima scansione fu mentre i soggetti erano rilassati. Per la seconda, invece, si mostrarono loro due poster con scritti i nomi dei loro due alimenti preferiti (da loro stessi indicati all’inizio della ricerca). Fu deciso di mostrare il nome più che l’effettiva immagine cosicché i partecipanti potessero immaginarsi la migliore propria versione di quel piatto. Si chiese, poi, ai partecipanti di immaginarsi quei piatti, l&#8217;odore, il sapore e la consistenza. Dopo aver immaginato i cibi che avevano definito come preferiti, emerse una netta differenza in chi aveva avuto una dieta varia negli ultimi due giorni e in chi aveva fatto parte del gruppo dalla dieta monotona. I secondi, infatti, ebbero un’attivazione delle parti del cervello responsabili del desiderio di una determinata droga e responsabili, in parte, anche del desiderio sessuale intenso. Delle aree attivate, solo l’insula, deputata anche nell’attivazione della sessualità, era presente anche nelle aree del cervello imputabili alla fame.</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<p><em>Bibliografia: Shepherd, Gordon M. (2012), All’origine del gusto: La nuova scienza della neurogastronomia. A cura di Marangon P., Piercecchi L. (2014), Torino, Codice Pinchera, Aldo (1991). Endocrinologia e metabolismo. Fisiopatologia e clinica Serio, M. et al (1984). Sexual Differentiation: Basic and Clinical Aspects, Raven Press, New York</em></p>
<p>Scritto da</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1010" src="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" srcset="https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-300x273.jpg 300w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-768x698.jpg 768w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-100x91.jpg 100w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530-862x783.jpg 862w, https://www.sessuologialimentare.it/wp-content/uploads/2020/07/110717668_352000475789596_4831041254122994666_n-e1595148263530.jpg 987w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ginevra Capone è tra i primi nutrizionisti ad interessarsi al legame tra alimentazione, psiche e sessualità. </strong><strong>È laureata in Scienze Gastronomiche e in Scienze della Nutrizione Umana ed iscritta all’albo dei biologi. Attualmente lavora come libera professionista in uno studio privato a Genova. Nonostante la giovane età, vanta una formazione complessa e innovativa che delinea l&#8217;indirizzo del suo percorso professionale e dei suoi interessi: in Sessuologia Alimentare con &#8220;Correlazioni tra Alimentazione e Sessualità&#8221; di LaWellness European Association, in psicologia della nutrizione, in psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e il legame con epigenetica e nutrizione. Attualmente frequenta un master universitario dell’Università degli Studi di Pavia sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ha scritto diversi articoli per Il fatto alimentare e per l’Italo-Americano, riguardo a curiosità legate al cibo e all’alimentazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sessualità maschile e alimentazione</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/sessualita-maschile-e-alimentazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 17:59:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sessualità maschile e alimentazione: un binomio sempre più oggetto di attenzione e ricerche. L’evidenza e la serietà di questi studi. di conseguenza, sempre più confermano l’esistenza di innegabili correlazioni tra lil comportamento alimentare e il benessere sessuale (https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/mangiar-nemico-del-sesso-obesita-maschile-testosterone/) Riviste importanti, ad esempio, hanno negli ultimi giorni pubblicato i risultati di alcuni lavori molto interessanti. Sessualità maschile e frutta con guscio Alcuni ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sessualità maschile e alimentazione: un binomio sempre più oggetto di attenzione e ricerche. L’evidenza e la serietà di questi studi. di conseguenza, sempre più confermano l’esistenza di innegabili correlazioni tra lil comportamento alimentare e il benessere sessuale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/mangiar-nemico-del-sesso-obesita-maschile-testosterone/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/mangiar-nemico-del-sesso-obesita-maschile-testosterone/</a>)<br />
Riviste importanti, ad esempio, hanno negli ultimi giorni pubblicato i risultati di alcuni lavori molto interessanti.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Sessualità maschile e frutta con guscio</span></h5>
<p>Alcuni ricercatori spagnoli hanno svolto uno studio molto particolare: la ricerca riguarda l’effetto benefico sulla sessualità maschile che deriva dall’assunzione di frutta in guscio: vale a dire noci, mandorle, nocciole.<br />
La ricerca riguardava uomini tra i 18 e i 35 anni d’età che sono stati osservati per 14 settimane e che non avevano alcuna difficoltà erettile.<br />
L’inserimento nella dieta giornaliera di 60 g di questo tipo di frutta (30 g di noci e 15 g sia di mandorle sia di nocciole) ha portato a constatare un significativo incremento del desiderio sessuale e della funzione erettile.<br />
Uno studio interessante, non c’è che dire, che apre le porte a nuovi e significativi approfondimenti.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Sessualità maschile e binge drinking</span></h5>
<p>Un altro studio, tutto italiano questa volta: l’uso esagerato di alcol che fanno giovani e giovanissimi è un vero pericolo per la salute sessuale maschile.<br />
La ricerca, alla quale hanno partecipato diversi atenei italiani, con la guida della SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità) ha coinvolto più di diecimila ragazzi. I risultati sono stati chiari: il binge drinking, l’abuso di alcol incidono negativamente sullo sviluppo dei testicoli riducendone il volume.<br />
Cosa di non poco conto. Le dimensioni dei testicoli , infatti, sono gli  indicatori della capacità riproduttiva nell’uomo. Cosa che in altre parole, vuol dire: dimensioni ridotte e che tendono a diminuire con comportamenti e stili di vita non congrui, possono collegarsi a una ridotta capacità di produrre spermatozoi. Producono, per dirla chiaramente,  un danno alla salute riproduttiva.<br />
Come farlo capire agli adolescenti?</p>
<p>Fonti:</p>
<p>Effect of Nut Consumption on Erectile and Sexual Function in Healthy Males: A Secondary Outcome Analysis of the FERTINUTS Randomized Controlled Tria<strong>l  </strong><em>in </em><strong><a href="https://www.mdpi.com/2072-6643/11/6/1372/htm">https://www.mdpi.com/2072-6643/11/6/1372/htm</a></strong><br />
Risk behaviours and alcohol in adolescence are negatively associated with testicular volume <em>in</em><br />
<strong><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/andr.12659?fbclid=IwAR0VSKve7Q3PNfptIPa7uYksMG887uQRA1yK2MF0-yqWPvvT-cL8MtOobpI&amp;">https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/andr.12659?fbclid=IwAR0VSKve7Q3PNfptIPa7uYksMG887uQRA1yK2MF0-yqWPvvT-cL8MtOobpI&amp;</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pigliate na pastiglia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 13:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[deficit erettile]]></category>
		<category><![CDATA[disagi]]></category>
		<category><![CDATA[erezione]]></category>
		<category><![CDATA[farmacisti]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[stile comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[umore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pígliate na pastiglia! Pígliate na pastiglia, siente a me! Pe&#8217; mme fá sentí come un gran pasciá e mm&#8217;inebria il cuor. Dint&#8221;e vvetrine &#8216;e tutt&#8221;e farmaciste, la vecchia camomilla ha dato il posto alle palline &#8216;e glicerofosfato, bromotelevisionato, grammi zero, zero, tre. Ah! Pígliate na pastiglia, siente a me! (Renato Carosone. Nicola Salerno) Disagi, cure e spesa farmaceutica Dal rapporto ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pígliate na pastiglia!<br />
Pígliate na pastiglia,<br />
siente a me!<br />
Pe&#8217; mme fá sentí<br />
come un gran pasciá<br />
e mm&#8217;inebria il cuor.<br />
Dint&#8221;e vvetrine &#8216;e tutt&#8221;e farmaciste,<br />
la vecchia camomilla ha dato il posto<br />
alle palline &#8216;e glicerofosfato,<br />
bromotelevisionato,<br />
grammi zero, zero, tre.<br />
Ah!<br />
Pígliate na pastiglia,<br />
siente a me!</em><br />
<em><br />
(Renato Carosone. Nicola Salerno)</em></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Disagi, cure e spesa farmaceutica</strong></span><br />
Dal rapporto AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) risulta che la maggiore spesa farmaceutica degli Italiani nel 2018 riguarda il miglioramento dell’umore e della sessualità: antidepressivi, contraccettivi e disfunzione erettile.<br />
Sicuramente, in un periodo di crisi, incertezza, instabilità e confusione come quello attuale, certo non sorprende che quello relativo all’umore sia uno dei disagi più diffusi, anzi sovrastante, persino nelle fasce d’età più giovani.<br />
Come non sorprende che la libertà sessuale (anche se c’è da domandarsi se libertà equivalga a liberazione) abbia di conseguenza condotto alla contraccezione ormonale.<br />
E, probabilmente, l’una e l’altra cosa, in qualche modo (leggi, per esempio, insicurezza e timore nei confronti di una donna libera sessualmente e giudicante) influiscono sul desiderio (e timore) di prestazioni maschili necessariamente performanti a qualsiasi età.<br />
Come cantava ironicamente Renato Carosone, una pillola risolve…</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>Non solo farmaci</strong></span></h5>
<p>Certo, non si vuole demonizzare l’uso del farmaco quando necessario: ma quando è veramente necessario?<br />
Evidenze mediche rappresentano che non è sempre opportuno l’uso di una “pastiglia” per gestire e risolvere problematiche, soprattutto se legate all’umore e alla sessualità.<br />
La risposta non può e non deve essere una soluzione palliativa, tampone, se non addirittura dannosa e portatrice di effetti avversi<br />
Altri approcci più efficaci, più duraturi, più risolutori e più “sani” possono essere intrapresi.<br />
L’approccio emozionale, la comunicazione empatica, la narrazione innanzitutto. Quella compliance tra professionista e cliente che è apertura, confidenza, presa di coscienza, fiducia, aderenza alla cura e , quindi, cambiamento di stile comportamentale (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/modello-cambiamento-degli-stili-comportamentali-supera-gap-dellapproccio-bio-medico-tradizionale/">Il nuovo modello per il cambiamento degli stili comportamentali supera il gap dell’approccio bio-medico tradizionale</a>)<br />
Proviamo a immaginare un medico che non prescrive subito un farmaco, ma che <em>ascolti</em> il proprio paziente. O meglio, che <em>lo <em>sappia</em> far </em><em>parlare</em> e che <em>gli sappia parlare</em>. Non è forse questo il tempo della medicina narrativa?<br />
Proviamo a pensare a un farmacista che riesca a dire al cliente che il contraccettivo protegge dalle gravidanze indesiderate, ma non dalle infezioni a trasmissione sessuale, sempre più diffuse. O che, nel consegnare la pillolina blu, abbia gli strumenti comunicativi per avviare la comprensione del problema sottostante alla richiesta (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/la-pharmaceutical-care-nel-sistema-orientato-alla-qualita-delle-cure-la-farmacia-dei-servizi-farmacista-parla-sessualita-alimentazione/">La “Pharmaceutical care” nel sistema orientato alla qualità delle cure e la farmacia dei servizi: il farmacista parla di sessualità e alimentazione.</a>)</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">La persona al centro</span></strong></h5>
<p>Proviamo, in poche parole, a pensare a un professionista della salute che sappia indagare con professionalità e delicatezza anche le ragioni e le regioni più intime e nascoste della persona che gli si rivolge e con ciò, magari aiutarlo a prenderne coscienza.<br />
Il fatto è che, spesso, la prescrizione sic et simpliciter del medicinale, la cara &#8220;pastiglia&#8221;, sembra la panacea, anche se non è così: disagi dell’umore e di natura sessuale, come tanti altri, richiedono ulteriori e specifiche competenze cui i professionisti della salute non possono più sottrarsi.<br />
La medicina non è solo nel farmaco.<br />
La salute non è assenza di malattie.<br />
La salute è benessere complessivo: l’OMS lo dice da tanto. Non resta che sperare che anche i meno giovani, e non solo le nuove leve, facciano propri questi nuovi approcci e competenze.</p>
<p>Fonte: <a href="https://aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_OsMed_2018.pdf/c9eb79f9-b791-2759-4a9e-e56e1348a976">https://aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_OsMed_2018.pdf/c9eb79f9-b791-2759-4a9e-e56e1348a976</a></p>
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		<title>Sessualità e differenze di genere: cosa c&#8217;entra l&#8217;alimentazione?</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 13:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sessualità e differenze di genere? Chiariamo, innanzitutto, alcuni concetti base. Genere o sesso? Il termine genere ha, negli ultimi anni, sostituito il termine sesso in vari contesti: l’appartenenza al maschile e al femminile ha giocato anche sul piano verbale la sua battaglia di differenziazione e, insieme, di liberazione. Con la particolare, e contestuale, apparente contraddizione: affermare insieme la differenza (non ... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sessualità e differenze di genere?<br />
Chiariamo, innanzitutto, alcuni concetti base.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Genere o sesso?</strong></span></p>
<p>Il termine <em>genere</em> ha, negli ultimi anni, sostituito il termine <em>sesso</em> in vari contesti: l’appartenenza al maschile e al femminile ha giocato anche sul piano verbale la sua battaglia di differenziazione e, insieme, di liberazione. Con la particolare, e contestuale, apparente contraddizione: affermare insieme la differenza (non siamo uguali) e l’uguaglianza (siamo uguali).<br />
Così, la sociologia, la biologia, la sessuologia, le neuroscienze si impegnavano a definire contenuti di ruoli (di genere) e identitari (identità sessuale): senza, nello stesso tempo, tralasciare di capirne ed affermarne, fluidità e transizioni. Dall&#8217;altro lato, la legge, negli Stati di diritto moderni, si impegnava a proclamare l’assoluta uguaglianza tra gli esseri umani “senza distinzione di sesso”.</p>
<h5><strong><span style="color: #008000;">Uguali o diversi?</span></strong></h5>
<p>Uguali o diversi? È la domanda sottesa in ognuna di queste scienze. Ed è la domanda che ognuno di noi si pone: e alla quale, diciamolo con sincerità, si risponde in un modo o nell’altro a seconda dell’obiettivo del momento e delle situazioni.<br />
L’approccio tecnico-scientifico (di tutte le scienze) non può che dare, però, che una sola risposta: uomini e donne, maschi e femmine, non sono uguali, a dispetto di quello che, sbandierando, e non sempre a ragione, la legge, invece si vuol far credere.<br />
La biologia, le neuroscienze, la sessuologia sul punto sono chiari: da dove nasce l’equivoco allora?<br />
Innanzitutto, da un errato concetto di uguaglianza giuridica, che sarebbe più esatto chiamare parità.</p>
<h5><span style="color: #008000;"><strong>L&#8217;uguaglianza è il riconoscimento delle differenze</strong></span></h5>
<p>Uguaglianza non vuol dire non avere differenze: se una legge non riconosce le differenze, le conculca, le nega, le emargina. Le differenze devono, invece, essere conosciute e riconosciute perché devono essere tutelate. L’uguaglianza normativa esiste solo a parità di condizioni: se le condizioni non sono pari, uguaglianza è prenderne atto e dare tutela, colmando i divari. E non fingere che non esistano.<br />
Anche la medicina, sino a qualche tempo fa, ha trattato come uguali le donne e gli uomini. Ha, poi, scoperto che sintomi e cure di malattie, negli uomini e nelle donne, non possono ricevere sempre pari trattamento: ora si parla di medicina di genere.<br />
E, a dire il vero, l’Italia, dallo scorso 30 maggio, è il Paese, sul punto, più avanzato d’Europa. Ha, infatti, adottato il “Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere”. Ha dato, cioè, esecuzione ai principi della medicina moderna: “centralità del paziente” e “personalizzazione delle terapie”. Ed ha, conseguentemente, previsto interventi precisi e specifici nei campi della prevenzione, della diagnosi e, naturalmente, della cura.</p>
<h5><span style="color: #008000;">La nutrizione di genere</span></h5>
<p>E se, per quanto riguarda la sessualità, le differenze di genere appaiono abbastanza chiare e conclamate, è proprio sul piano dell’alimentazione che dovrà operarsi il cambiamento: come vedremo, non basta alle donne fornire semplicemente un regime alimentare con minore apporto energetico. Occorre, piuttosto, valutare, in rapporto alle specifiche “diversità” apporti di nutrienti diversificati e idonei. Centralizzando, così, per davvero le peculiarità di genere per ogni fase della vita.<br />
Così, l’alimentazione di genere diviene il primo esito positivo della medicina di genere: e Sessuologia Alimentare, è il progetto di studio, formazione e divulgazione scientifica che lo riguarda a pieno titolo.</p>
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		<title>I frutti di mare: cibo afrodisiaco? Tra scienza e leggenda</title>
		<link>https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Romandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2018 19:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaci]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I frutti di mare sono un cibo afrodisiaco? “Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I frutti di mare sono un cibo afrodisiaco?</p>
<p><em>“Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice e fare progetti”<br />
(Ernest Hemingway</em>)</p>
<p>Già gli antichi Greci consideravano i prodotti del mare utili allo ..scopo.<br />
Per non parlare di Casanova, il più noto seduttore della storia, che, pare, ne mangiasse una cinquantina al giorno (se non di più) ed altrettante prima di ogni performance sessuale. E’ lui ad aver inventato il famoso “gioco dell’ostrica”, un trucchetto erotico, alquanto lascivio, per sedurre e, pare, dal successo assicurato.<br />
Molto si è dettto e si dirà sui cibi afrodisiaci in genere, ma una recente ricerca dell’arcinota Università di Harvard, pubblicata su The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, ha posto un punto fermo: ha rilevato, per il benessere sessuale della coppia, l’importanza dell’assunzione dei frutti di mare, introdotti in un regime alimentare per almeno due volte a settimana.<br />
Lo studio è stato effettuato su 501 coppie seguite per un anno o sino al momento della gravidanza.</p>
<h5><span style="color: #008000;">I risultati della ricerca</span></h5>
<p>Le conclusioni dello studio: gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, contenuti nei frutti di mare, sono positivamente correlati ai marcatori di fecondità sia negli uomini sia nelle donne.<br />
Non solo. Oltre alla relazione tra l’assunzione dei frutti di mare e il tempo della gravidanza (<em>TTP cioè Time to Pregnancy</em>), è emerso un altro importante outcome secondario: l’indice di frequenza dell’attività sessuale di coppia (<em>SIF cioè Sexuality Intercourse Frequency</em>).<br />
Ecco in poche righe i risultati:<br />
&#8211; le coppie che hanno consumato otto o più porzioni di pesce al mese hanno avuto una fecondità maggiore del 47% e del 60% (TTP più breve) delle coppie che hanno consumato una o meno porzioni di pesce per ciclo;<br />
&#8211; le coppie con entrambi i partner che consumavano otto o più porzioni di pesce per ciclo avevano una fecondità maggiore del 61% rispetto alle coppie che ne consumavano meno.<br />
&#8211; le coppie con il più alto apporto di pesce (otto o più porzioni per ciclo) avevano un SIF maggiore del 22%.<br />
Nulla da ridire, insomma, sulle tesi dell&#8217;amato Casanova.</p>
<h5><span style="color: #008000;">Considerazioni finali</span></h5>
<p>Da fare attenzione, inoltre, a questo elemento.<br />
La maggiore frequenza di gravidanze non è in correlazione con il maggiore numero di incontri amorosi: l’indice di maggiore fecondità è direttamente correlato alle sostanze nutritive contenute nei frutti di mare.<br />
L’aspetto oltremodo positivo è, infine, che, con buona pace dell’alimentazione di genere (<a href="https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/">https://www.sessuologialimentare.it/approfondimenti/sessualita-alimentazione-e-differenze-di-genere/</a>), i benefici delle ostriche e altri prodotti ittici si riverberano positivamente sia sugli uomini sia sulle donne. E sia in termini di incremento di fertilità sia di desiderio sessuale.<br />
Che dire, allora?</p>
<p>&#8220;<em>Lettore voluttuoso, prova e poi dimmi se non è quello il nettare degli dei.&#8221;<br />
(Giacomo Casanova</em>)</p>
<p>Ostriche e champagne?<br />
Certamente. Quando leggenda e scienza vanno d’accordo, anche la dieta diventa un grande …piacere.</p>
<p>Fonte:Seafood Intake, Sexual Activity, and Time to Pregnancy<br />
Audrey J Gaskins, Rajeshwari Sundaram, Germaine M Buck Louis, Jorge E Chavarro<br />
The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, Volume 103, Issue 7, July 2018, Pages 2680–2688, <a href="https://academic.oup.com/jcem/article/103/7/2680/5001729"> https://academic.oup.com/jcem/article/103/7/2680/5001729</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sessuologialimentare.it/notizie/i-frutti-di-mare-cibo-afrodisiaco-tra-scienza-e-leggenda/">I frutti di mare: cibo afrodisiaco? Tra scienza e leggenda</a> proviene da <a href="https://www.sessuologialimentare.it">Sessuologia Alimentare</a>.</p>
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